PREMESSA
Il Piano Strutturale di Empoli è costituito da due documenti principali:
La Relazione illustrativa ha il compito di presentare i contenuti del quadro socioeconomico di dettaglio dal quale il Piano Strutturale prende le mosse, i parametri e gli indirizzi programmatici per la gestione del Piano Regolatore Generale ed i contenuti dello Statuto dei Luoghi, che inquadra il Piano Regolatore Generale nell'ambito dei sistemi ambientali, finalizzandolo esplicitamente verso obiettivi di sviluppo sostenibile.
I contenuti della presente Relazione illustrativa sono organizzati in sette parti.
Nella prima parte si forniscono informazioni sul nuovo quadro normativo introdotto dalla Legge Regionale 5/95, che regola i rapporti tra Piano territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) e Piano Strutturale. Si indica il significato attribuito ad alcuni dettati della normativa e ad alcuni concetti che, proprio per essere fortemente innovativi, presentano margini di interpretazione e richiedono la formazione di un linguaggio comune.
Nella seconda parte si indicano gli obiettivi generali del PTCP assunti nel Piano strutturale e gli obiettivi specifici del PRG socialmente condivisi e si richiama il quadro conoscitivo di area vasta da cui il Piano Strutturale prende le mosse.
Dagli obiettivi deriva, nella terza parte, l'analisi della struttura del territorio, dell'assetto idrogeologico, dell'uso del suolo e delle componenti naturalistiche del territorio empolese.
La quarta parte analizza la struttura territoriale sotto il profilo della sua scomposizione in sistemi funzionalmente definiti e riconosce le Unità territoriali organiche elementari.
La quinta parte analizza la dinamica insediativa, considerando gli andamenti della popolazione, le variazioni dello stock abitativo e la dinamica dei settori produttivi. L'analisi delle tendenze è svolta per l'aggregato comunale e per ciascuna Utoe.
Nella sesta parte si presentano gli elementi necessari al dimensionamento del nuovo PRG: le disponibilità residue del piano attuale, i condizionamenti che derivano dai piani del passato e dagli strumenti collaterali, i calcoli del fabbisogno abitativo e del fabbisogno di aree per le attività produttive.
Nella settima ed ultima parte si descrive il contenuto dello Statuto dei Luoghi, nel quale sono definite le invarianti strutturali. A conclusione delle analisi si fornisce il quadro strategico delle proposte consolidate e di quelle che dovranno essere precisate e definite nel Regolamento Urbanistico.