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Il piano regolatore generale di Empoli

IL PIANO STRUTTURALE

STATUTO DEI LUOGHI - Dicembre 1998


TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI


Art. 1 Finalità e contenuti

Il Piano Strutturale definisce le indicazioni strategiche per il governo del territorio comunale quali discendono dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.), integrate con gli indirizzi di sviluppo espressi dalla comunità locale.

La comunità locale si è espressa attraverso lo Schema di Coordinamento Urbanistico dei cinque comuni dell'area empolese, schema che costituisce un riferimento strategico per la redazione del Piano Strutturale.

Il Piano Strutturale contiene, secondo quanto prescritto dall'art. 24 Legge regionale 15 gennaio 1995 n. 5:

  1. Il quadro conoscitivo dettagliato, a livello comunale, delle risorse individuate dal P.T.C.P.;
  2. La ricognizione delle prescrizioni del P.T.C.P.;
  3. Gli obiettivi da perseguire nel governo del territorio comunale;
  4. L'individuazione dei sistemi e sub-sistemi ambientali, insediativi, infrastrutturali di servizio e funzionali da realizzare per conseguire i suddetti obiettivi;
  5. Gli elementi per la valutazione degli effetti ambientali;
  6. Gli indirizzi ed i parametri da rispettare nella predisposizione della parte gestionale del piano regolatore generale;
  7. Gli indirizzi programmatici per l'attuazione;
  8. Le salvaguardie da rispettare fino all'approvazione del regolamento urbanistico;
  9. Lo statuto dei luoghi;
  10. Il quadro conoscitivo delle attività svolte sul territorio al fine del riequilibrio e della riorganizzazione dei tempi, degli orari e della necessità di mobilità.

Gli indirizzi ed i parametri da rispettare nella predisposizione della parte gestionale del P.R.G. individuano in particolare:

  1. Le invarianti strutturali del territorio da sottoporre a tutela, al fine di garantire uno sviluppo volto ad assicurare uguali potenzialità di crescita del benessere dei cittadini ed a salvaguardare i diritti delle generazioni presenti e future a fruire delle risorse del territorio;
  2. La disciplina di salvaguardia delle risorse del territorio nelle diverse componenti;
  3. La suddivisione del territorio comunale in unità territoriali organiche elementari;
  4. La definizione delle dimensioni massime ammissibili degli insediamenti e delle funzioni, delle infrastrutture e dei servizi necessari, in ciascuna unità territoriale organica elementare;
  5. L'individuazione dei luoghi da sottoporre a progetti guida, o ad interventi prioritari, specifici e mirati da realizzare attraverso i Programmi Integrati d'Intervento

Il Piano Strutturale contiene inoltre i criteri per la definizione e la valutazione dei piani e programmi di settore di competenza comunale aventi effetti sull'uso e tutela delle risorse del territorio.

Il Piano Strutturale si attua attraverso il Regolamento Urbanistico ed il Programma Integrato d'Intervento che si conformano alle indicazioni contenute nelle cartografie del Piano Strutturale e a quanto stabilito nelle presenti norme di attuazione.


Art. 2 Elaborati costitutivi

Il Piano strutturale è costituito dai seguenti elaborati:


A . Relazione

B . Tavole descrittive degli assetti fisici e funzionali

Tav. 2.1 Inquadramento territoriale 1:50.000

Tav. 2.2 Stato di attuazione del PRG 1:10.000

Tav. 2.3 Idrografia ed altimetria 1:10.000

Tav. 2.4 Carta dell'uso del suolo 1:10.000

Tav. 2.5 Carta della periodizzazione 1:10.000

Tav. 2.6 Carta del paesaggio 1:10.000

Tav. 2.7 Carta percettiva 1:10.000

Tav. 2.8 Carta della struttura 1:10.000

Tav. 2.9 Il sistema della residenza 1:10.000

Tav. 2.10 Il sistema della produzione 1:10.000

Tav. 2.11 Il sistema dei servizi 1:10.000

Tav. 2.12 Il sistema infrastrutturale: "Reti sotterranee e superficiali" 1:10.000

Tav. 2.13 Il sistema infrastrutturale: "Rete viaria e ferroviaria" 1:10.000

Tav. 2.14 Il sistema ambientale 1:10.000


C . Quadro conoscitivo degli aspetti geologici, idrogeologici, idraulici


Relazione

Tav. 1.1 Carta geologica 1:10.000

Tav. 1.2 Carta geomorfologica 1:10.000

Tav. 1.3 Carta dell'acclività 1:10.000

Tav. 1.4 Carta idrogeologica 1:10.000

Tav. 1.5 Carta Idraulica 1:10.000

Tav. 1.6 Carta litotecnica 1:10.000

Tav. 1.7 Carta geotecnica 1:10.000

Tav. 1.8 Sezioni geologico-tecniche A-A' B-B' 1:10.000 -1:400

Tav. 1.9 Sezioni geologico-tecniche C-C' D-D' 1:10.000 - 1:400

Tav. 1.10 Sezioni geologico-tecniche E-E' F-F' 1:10.000 - 1:400

Tav. 1.11 Sezioni geologico-tecniche G-G' H-H' 1:10.000 - 1:400

Tav. 1.12 Sezioni geologico-tecniche I-I' L-L' 1:10.000 - 1:400

Tav. 1.13 Sezioni geologico-tecniche M-M' N-N' 1:10.000 - 1:400

Tav. 1.14 Sezioni geologico-tecniche O-O' P-P' 1:10.000 - 1:400

Tav. 1.15 Carta della pericolosità 1:10.000

Tav. 1.16 Area Pratovecchio Carta geologica-geomorfologica-litotecnica 1:2.000

Tav. 1.17 Area Pratovecchio Carta idrogeologica 1:2.000

Tav. 1.18 Area Pratovecchio Carta idraulica 1:2.000

Tav. 1.19 Area Pratovecchio Carta geologica-acclività 1:2.000

Tav. 1.20 Area Pratovecchio Sezioni geologico-tecniche 1, 2, 3 1:4.000 - 1:400

Tav. 1.21 Area Pratovecchio Sezioni geologico-tecniche 4, 5, 6 1:4.000 - 1:400

Tav. 1.22 Area Pratovecchio Carta della pericolosità 1:2.000

Tav. 1.23 Area Gerini Rigatti Carta geologica-geomorfologica-litotecnica 1:2.000

Tav. 1.24 Area Gerini Rigatti Carta idrogeologica 1:2.000

Tav. 1.25 Area Gerini Rigatti Carta idraulica 1:2.000

Tav. 1.26 Area Gerini Rigatti Carta geologica-acclività 1:2.000

Tav. 1.27 Area Gerini Rigatti Sezioni geologico-tecniche 7, 8, 9 1:4.000 - 1:400

Tav. 1.28 Area Gerini Rigatti Sezioni geologico-tecniche 10, 11, 12 1:4.000 - 1:400

Tav. 1.29 Area Gerini Rigatti Carta della pericolosità 1:2.000

Tav. 1.30 Campi pozzi Carta di sintesi delle zone di rispetto 1:10.000

Tav. 1.31 Valutazione rischio idraulico fiume Elsa Sezione 1 1:2.000 - 1:200

Tav. 1.32 Valutazione rischio idraulico fiume Elsa Sezioni 2 - 2/bis 1:2.000 - 1.200

Tav. 1.33 Valutazione rischio idraulico fiume Elsa Sezioni 3 - 3/bis 1:2.000 - 1:200


D . Statuto dei luoghi e tavole di piano

Statuto dei luoghi e norme di attuazione

N° 2 elenchi degli edifici di rilevanza storico ambientale

Schede delle Unità Territoriali Organiche Elementari

Tav. 3.1 Sistemi 1:10.000

Tav. 3.2 Unità territoriali organiche elementari 1:10.000

Tav. 3.3 Carta dello statuto dei luoghi 1:10.000

Soltanto gli elaborati di cui ai punti A, C e D sono adottati ed approvati a norma delle vigenti disposizioni di legge ed hanno l'efficacia di cui al successivo art. 3.

Le tavole di cui al punto B hanno la esclusiva funzione di fornire elementi atti a valutare la attendibilità culturale e tecnica degli elaborati costituenti il quadro propositivo.

La Tav 3.4 Schema di progetto urbanistico scala 1:25.000 esplicita gli indirizzi che l'Amministrazione intende perseguire nella stesura del Regolamento Urbanistico.

I dati di base degli elaborati di cui ai punti B e C del presente articolo costituiscono il quadro conoscitivo e sono aggiornati sistematicamente anche avvalendosi di un idoneo sistema informativo territoriale e ambientale. I predetti elaborati sono aggiornati almeno ogni biennio, a decorrere dalla data di approvazione del presente Piano. Tali aggiornamenti sono deliberati dal Consiglio Comunale che, nell'occasione, valuta se essi abbiano natura e rilevanza tali da comportare variazione al quadro propositivo di cui al punto B, nel qual caso avvia il procedimento per la formazione delle necessarie varianti.

Ai fini di cui al precedente comma le strutture tecniche del Comune provvedono a redigere, almeno annualmente, una relazione di attuazione dei piani e dei programmi settoriali del Comune suscettibili di incidere sugli assetti e sulle trasformazioni fisiche e funzionali del territorio.


Art. 3 Efficacia

Le disposizioni del Piano Strutturale sono vincolanti nei termini specificati ed eventualmente circoscritti nei commi che seguono, per il Regolamento Urbanistico, per i Programmi Integrati di Intervento, per il Regolamento Edilizio e per qualsivoglia piano o programma settoriale comunale suscettibile di incidere sugli assetti e sulle trasformazioni fisiche funzionali del territorio.

Le disposizioni di cui al Titolo III "Tutela delle risorse" e la Tav. 1.15 "Carta della pericolosità", alla quale esse fanno riferimento, definiscono lo statuto dei luoghi e le invarianti strutturali del territorio sotto lo specifico profilo del perseguimento delle finalità dell'integrità fisica del territorio.

Le disposizioni di cui al Titolo III prevalgono in caso di contrasto con quelle di cui ai Titoli IV e VI e sulle indicazioni delle Tav. 3.1 "Sistemi", 3.3 "Carta dello statuto dei luoghi".

Le disposizioni di cui al Titolo IV definiscono lo statuto dei luoghi e le invarianti strutturali del territorio sotto lo specifico profilo del perseguimento della finalità della tutela dell'integrità culturale del territorio, e prevalgono in caso di contrasto su quelle di cui al Titolo VI e sulle indicazioni della Tav. 3.1 "Sistemi" alla quale esse fanno riferimento.

Le disposizioni del Titolo VI definiscono le unità territoriali organiche elementari ed in particolare:

  1. Le indicazioni date alla voce "Obiettivi qualitativi e funzionali" delle schede delle UTOE evidenziano le trasformazioni fisiche e funzionali da prevedere e da disciplinare, fermi restando i limiti derivanti da prevalenti altre disposizioni di cui ai precedenti commi;
  2. Le indicazioni date alla voce "Dimensioni massime ammissibili dei carichi insediativi" delle schede delle UTOE dettano i limiti massimi invalicabili di carico che possono derivare dalle trasformazioni di cui al precedente punto, fermo restando che possono essere previsti e prescritti carichi inferiori.

Art. 4 Coerenza con gli atti provinciali e regionali

Il Piano Strutturale si configura come approfondimento, integrazione e individuazione delle peculiarità del territorio comunale rispetto al quadro delle conoscenze che deriva dalle analisi del PTCP della provincia di Firenze e dello Schema urbanistico di coordinamento degli strumenti urbanistici dell'area empolese.

Il Piano Strutturale partecipa all'esplicarsi delle azioni del circondario Empolese-Valdelsa, contribuendo all'autonomia istituzionale nella produzione e gestione dei servizi ai sensi della legge 142/1990 e della legge regionale 77/1995.

La Tav. 3.3 "Carta dello Statuto dei Luoghi" contiene la ricognizione dei vincoli sovraordinati.