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Il piano regolatore generale di Empoli

IL PIANO STRUTTURALE

STATUTO DEI LUOGHI - Dicembre 1998


TITOLO IV - SISTEMI TERRITORIALI


Art. 15 Definizione e contenuti

Col termine "sistema" si indicano le parti di territorio dotate di una comune identità e tra loro integrate, in cui sono ospitate in modo prevalente alcune funzioni, parti tra loro integrate ma non necessariamente contigue, che assumono un ruolo peculiare nel territorio.

Sulla base del quadro conoscitivo il Piano Strutturale identifica, ai fini delle strategie generali per il perseguimento dello sviluppo sostenibile, i diversi sistemi territoriali, con riferimento alle diverse tipologie di risorse quali la città e gli insediamenti urbani, il territorio aperto, le infrastrutture.

Ogni porzione del territorio comunale è inclusa in uno o più sistemi ed è soggetta alle disposizioni generali e agli indirizzi per gli usi stabiliti per ciascuno dei sistemi di cui è parte.

Nel territorio comunale sono individuati cinque sistemi:

  1. Sistema della residenza ( R )
  2. Sistema della produzione ( P )
  3. Sistema dei servizi ( S )
  4. Sistema infrastrutturale ( F )
  5. Sistema ambientale ( A ).

In ciascun sistema sono riconoscibili più sub-sistemi in cui si accentuano la comune identità e la funzione prevalente.

Nel territorio comunale sono individuati diciotto sub-sistemi.



Capo I SISTEMA DELLA RESIDENZA


Art. 16 Definizione ed elementi costitutivi

La residenza è l'elemento funzionale che meglio definisce ed esprime la struttura insediativa della città di Empoli.

Il sistema della residenza è l'insieme dei luoghi dell'abitare, dove è ospitata, in modo prevalente, la funzione residenziale.


Art. 17 Prestazioni

Il sistema della residenza deve offrire un'abitazione ed un ambiente adeguato senza esaurire le risorse.

Il sistema dovrà predisporre le aree necessarie allo sviluppo della città e la relativa infrastrutturazione, favorire lo sviluppo di servizi alla residenza capaci di rafforzare l'identità del sistema, di favorire il diritto di cittadinanza, di formare risorse, di offrire infrastrutture e condizioni ambientali favorevoli all'abitare, con azioni tese a:

  1. minimizzare i costi di infrastrutturazione;
  2. minimizzare la domanda di mobilità motorizzata;
  3. ridurre il consumo di suolo.

Le strade all'interno del sistema dovranno essere sistemate per assicurare una più razionale gestione della mobilità, garantire la sicurezza e la qualità urbana, la protezione dell'ambiente ed il risparmio energetico, secondo i modi previsti nel piano generale del traffico urbano.

Si dovrà attrezzare il sistema con una rete di percorsi e piste pedonali e ciclabili, con l'obiettivo di garantire la completa percorribilità a piedi o in bicicletta in condizioni di sicurezza e come alternativa reale alla percorribilità automobilistica. La sicurezza dei percorsi sarà ottenuta attraverso l'accurata progettazione degli itinerari, degli attraversamenti, del verde.

Nuove capacità insediative saranno tratte sia dall'ampliamento delle aree residenziali che attraverso una migliore utilizzazione del patrimonio esistente. Nel dimensionamento si assumono i seguenti criteri:

  1. incentivare prioritariamente e privilegiare il recupero dell'esistente;
  2. migliorare le aree di frangia, anche allo scopo di definire più precisamente i limiti dello spazio urbanizzato;
  3. ripartire adeguatamente la nuova espansione tra pubblico e privato;
  4. concertare l'intervento pubblico su aree con forte valenza strategica, controllato nella qualità della progettazione e negli esiti formali, tramite progetti guida e piani particolareggiati.

Nuovi impegni di suolo devono concorrere alla prevenzione ed al recupero del degrado ambientale. Per ogni intervento sono comunque da garantire:

  1. approvvigionamento idrico e depurazione;
  2. difesa del suolo;
  3. messa in sicurezza da esondazioni e/o frane;
  4. smaltimento rifiuti solidi;
  5. disponibilità di energia;
  6. mobilità;
  7. corretta distribuzione delle funzioni per l'integrazione tra organizzazione degli spazi e organizzazione dei tempi.

Nel sistema della residenza dovrà essere prestata particolare cura alla scelta dei materiali che costituiscono gli spazi collettivi, alla scelta del colore sia dal lato del nuovo che del recupero.

Si dovrà privilegiare il riuso e il riciclo dei materiali da costruzione.


Art. 18 Usi

Il sistema residenziale è caratterizzato dalla presenza prevalente della funzione abitativa.

La caratterizzazione funzionale del sistema è garantita dalla permanenza della funzione residenziale in misura non inferiore al 70%, anche se potrà avere valori diversi nei diversi sub-sistemi.

Nel sistema della residenza sono consentite destinazioni commerciali, direzionali, ricettive, servizi ed attrezzature e solo eccezionalmente artigianato di produzione e di servizio, purché compatibile con la funzione residenziale.

Sono comunque escluse le attività incompatibili con l'uso residenziale in quanto suscettibili di una qualsiasi forma di inquinamento (atmosferico, acustico, visivo ecc.).


Art. 19 Articolazione del sistema

Il sistema della residenza si articola nei seguenti sub-sistemi individuati nelle tavole denominate "Sistema della residenza":

  1. Sub-sistema R1 "La città storica"
  2. Sub-sistema R2 "La città consolidata"
  3. Sub-sistema R3 "La città filiforme"
  4. Sub-sistema R4 "La città rarefatta".

Art. 20 Sub-sistema R1 "La città storica"

Il sub-sistema comprende i luoghi centrali della città ed i capisaldi antichi dell'insediamento abitativo nel territorio ed è costituito dal centro, ovvero dal tessuto di maggiore stratificazione e dalle parti comunque consolidate, meno suscettibili di trasformazioni sia nella consistenza fisica che nelle destinazioni d'uso, con funzione prevalentemente residenziale.

Nei luoghi centrali accanto alla residenza è presente una importante concentrazione di servizi ed attrezzature collettive a scala comunale e comprensoriale aventi la comune caratteristica di attrarre rilevanti flussi di utenti; i piani terra degli edifici sono per lo più caratterizzati da attività commerciali e terziarie.

Nella città storica sono presenti quote di patrimonio degradato o inutilizzato.

Gli interventi dovranno: alleggerire i carichi funzionali recuperando quote residenziali; favorire il pieno utilizzo del patrimonio esistente, nel rispetto delle tipologie e dei vincoli fisici e culturali, e il recupero e la conservazione dei caratteri e del ruolo del sub-sistema, attraverso opere di restauro o risanamento conservativo dei manufatti e degli spazi aperti.

E' consentito il cambio di destinazione d'uso nel rispetto dei caratteri costruttivi e formali dei singoli manufatti; sono comunque da evitare concentrazioni di sole e prevalenti funzioni terziarie.

Il Regolamento Urbanistico definisce, a seconda delle singole specificità, le parti della città storica da preservare e da assoggettare a restauro, le istruzioni per gli interventi, le forme di incentivazione al recupero e gli strumenti attuativi cui assoggettare le diverse zone.


Art. 21 Sub-sistema R2 "La città consolidata"

Il sub-sistema comprende la parte più consolidata della città, non suscettibile di rilevanti trasformazioni, caratterizzata al suo interno da una sostanziale diversità di tessuti, spesso di qualità ambientale alta.

Nel sub-sistema è prevalente la funzione residenziale su altre funzioni, la densità edilizia è elevata.

Gli interventi dovranno favorire la nascita di attrezzature e servizi per l'allargamento dei luoghi centrali in modo da estendere alla città consolidata la funzione attrattiva propria della città storica, la ricomposizione degli isolati, la sostituzione degli edifici non di valore nel rispetto dei tessuti circostanti, la creazione di elementi di centralità con la formazione di nuovi spazi pubblici.

Il Regolamento Urbanistico definisce gli ambiti in cui è possibile la sostituzione degli edifici e degli isolati e fornisce le istruzioni per la realizzazione degli interventi sia pubblici che privati.


Art. 22 Sub-sistema R3 "La città filiforme"

Il sub-sistema comprende le parti della città di recente espansione, sviluppatesi sulle antiche strade che attraversavano il territorio agricolo e sulle quali si attestavano in origine i capisaldi della struttura agricola che punteggiavano il percorso in forma rarefatta senza raggiungere, se non in tempi recenti, vera e propria consistenza di aggregato urbano.

Oggi questi aggregati si possono definire "filamenti" della struttura urbana di Empoli ed il carattere che li contraddistingue è l'eccessivo sviluppo lineare in rapporto alla dimensione trasversale, la tendenza alla saldatura con altri "filamenti" lungo il tracciato viario, la scarsa riconoscibilità degli spazi; l'infrastruttura costituisce spesso una cesura.

In queste zone è necessario bloccare lo sviluppo lineare, intervenire con operazioni di cucitura e miglioramento della qualità degli spazi, ridefinire l'interfaccia con il territorio agricolo, rafforzare la struttura e l'identità dei luoghi. Il rafforzamento dovrà avvenire evitando di aggravare lo sviluppo lineare e incentivando la struttura in senso trasversale. L'identità dovrà essere rafforzata attraverso la riqualificazione degli spazi pubblici quali strade piazze, parcheggi e verde e la progettazione di piccole centralità urbane.

La caratteristica funzionale del sub-sistema è garantita dalla presenza della residenza come uso principale; è prevista la destinazione di servizi e attrezzature ed attività terziarie.


Art. 23 Sub-sistema R4 "La città rarefatta"

Il sub-sistema è l'insieme degli insediamenti agricoli, dei piccoli nuclei e delle case sparse.

Gli interventi su questo sub-sistema devono favorire il rafforzamento dell'uso residenziale, esclusivamente nella attuale collocazione e senza dar luogo a nuove unità dotate di specifica autonomia; la nuova edificazione sarà possibile solo nei nuclei dove potranno trovare collocazione anche servizi per la costruzione di luoghi urbani di aggregazione.



Capo II SISTEMA DELLA PRODUZIONE


Art. 24 Definizione ed elementi costitutivi

Il sistema della produzione è l'insieme dei luoghi del lavorare, in cui è prevalente la funzione produttiva.


Art. 25 Prestazioni

Il sistema della produzione dovrà predisporre le aree necessarie allo sviluppo industriale ed artigianale e la relativa infrastrutturazione, favorire lo sviluppo di servizi alla produzione capaci di rafforzare l'identità dei sistemi "locali", di formare risorse umane, di offrire infrastrutture e condizioni ambientali favorevoli al lavoro.

Lo sviluppo del sistema è strettamente connesso all'efficienza delle reti di livello superiore ed alla fornitura dei servizi integrati che da esse discendono.

Le strade all'interno del sistema della produzione devono garantire la mobilità degli automezzi di grandi dimensioni in condizioni di sicurezza e protezione dell'ambiente.

Nuove capacità insediative saranno tratte sia dall'ampliamento delle aree produttive esistenti che attraverso una utilizzazione più produttiva e più intensiva della aree già impegnate.

Nel dimensionamento si assumeranno i seguenti criteri:

  1. evitare la diffusione di piccole aree fortemente compromissive del territorio;
  2. consolidare, anche attraverso adeguati ampliamenti, le grandi aree industriali e artigianali di valenza sovracomunale, migliorandone l'accessibilità, la funzionalità e il rapporto con l'ambiente;
  3. consentire una utilizzazione più intensiva degli spazi a destinazione industriale, anche mediante modifica degli attuali indici di sfruttamento ed il riordino degli spazi esterni;
  4. consentire, laddove se ne diano le condizioni, la trasformazione in attività commerciali preferibilmente collegate alla produzione, previa riprogettazione dell'accessibilità (viabilità e parcheggi) e degli spazi esterni;
  5. incentivare il trasferimento di funzioni produttive disperse non sostenibili nella attuale collocazione.

Nuovi impegni di suolo devono concorrere alla prevenzione ed al recupero del degrado ambientale. Per ogni intervento sono comunque da garantire:

  1. approvvigionamento idrico e depurazione;
  2. difesa del suolo;
  3. messa in sicurezza da esondazioni e/o frane;
  4. smaltimento rifiuti solidi;
  5. disponibilità di energia;
  6. mobilità;
  7. corretta distribuzione delle funzioni per l'integrazione tra organizzazione degli spazi e organizzazione dei tempi.

Il processo di sviluppo economico deve incoraggiare la promozione, la produzione e l'uso di tecnologie e processi "puliti" e garantire la creazione di occupazione.


Art. 26 Usi

Il sistema della produzione è caratterizzato dalle seguenti destinazioni d'uso: industriale, artigianale e terziaria; servizi ed attrezzature e solo eccezionalmente residenza ed attività direzionale purché collegate funzionalmente alla produzione.

La caratterizzazione del sistema è garantita dalla permanenza della funzione produttiva in misura non inferiore al 70%, anche se potrà avere valori diversi nei diversi sub-sistemi.

Sono escluse le attività agricole.


Art. 27 Articolazione del sistema

Il sistema della produzione si articola nei seguenti sub-sistemi individuati nelle tavole denominate "Sistema della produzione":

  1. Sub-sistema P1 "La produzione compatta"
  2. Sub-sistema P2 "La produzione promiscua"
  3. Sub-sistema P3 "La produzione dispersa"

Art. 28 Sub-sistema P1 "La produzione compatta"

Sono i luoghi ad esclusiva funzione produttiva, organizzata in edilizia industriale e artigianale, attuati tramite strumenti urbanistici di dettaglio per interventi unitari pubblici e privati secondo le linee programmatiche del P.R.G..

Il problema principale di queste zone è la monofunzionalità, la mancanza di qualità e di disegno del suolo pubblico e privato e la mancanza di servizi ed attrezzature alle imprese.

Gli interventi dovranno seguire i seguenti criteri di disciplina d'assetto:

  1. la conferma, la caratterizzazione funzionale e morfologica e l'addensamento e l'ampliamento del sistema insediativo sito nella piana industriale;
  2. la definizione di aree finalizzate alla rilocalizzazione della produzione dispersa non sostenibile nella attuale collocazione;
  3. la riorganizzazione degli spazi pubblici e la formazione di servizi alle imprese e di terziario avanzato.

La zona di Carraia è compatibile con trasformazioni verso attività commerciali ma nella forma legata alla produzione artigianale e sempre con il miglioramento dell'accessibilità e la riorganizzazione della sosta.


Art. 29 Sub-sistema P2 "La produzione promiscua"

Il sub-sistema è nato dalla trasformazione dei modi d'uso delle aree produttive e cioè dello sviluppo di componenti commerciali e di servizio nella forma povera di spazi per magazzino e nella forma più ricca di spazi per l'esposizione e la vendita dei prodotti.

La ulteriore trasformazione, all'interno del sub-sistema, di destinazioni produttive in destinazioni commerciali è subordinato all'adeguamento delle superfici a parcheggio previste dalla legislazione vigente per la nuova destinazione.

Le aree contigue all'asse urbano coincidente con la Strada Statale 67 sono compatibili con usi produttivi-commerciali e la trasformazione dovrà avvenire con operazioni di miglioramento dell'accessibilità, riorganizzazione della sosta e dell'immagine.


Art. 30 Sub-sistema P3 "La produzione dispersa"

Il sub-sistema è costituito dall'edilizia industriale ed artigianale, isolata e dispersa sul territorio, in zone produttive di piccola dimensione o in zone con usi ammessi diversi dall'uso produttivo.

Gli interventi dovranno favorire il rafforzamento dei soli usi ammessi, anche attraverso la ristrutturazione o la demolizione e ricostruzione; la permanenza dell'uso produttivo e gli interventi sull'esistente sono legati alla sostenibilità della destinazione d'uso in atto.

In caso di incompatibilità dovrà essere attivata una politica di incentivi al trasferimento, la priorità nel trasferimento sarà data alle attività che presentano problemi ambientali.



Capo III SISTEMA DEI SERVIZI


Art. 31 Definizione ed elementi costitutivi

Il sistema dei servizi è l'insieme dei luoghi dove la Pubblica Amministrazione fornisce i servizi puntuali di cui è titolare e dove, soggetti diversi dalla Pubblica Amministrazione, esercitano azioni di servizio alla persona ed alle attività produttive.


Art. 32 Prestazioni

Il sistema dei servizi dovrà predisporre le aree necessarie al rispetto degli standard almeno nelle dimensioni minime di legge, sia per la popolazione residente che per gli abitanti insediabili, ma in una equilibrata collocazione nello spazio per quanto riguarda l'accessibilità e come componente strategica per la riqualificazione della città compatta, della città sfrangiata e della città separata.

Il sistema dovrà dare risposta alle diverse esigenze ed aspirazioni prestando una forte attenzione alla vita quotidiana dei gruppi e delle famiglie, sviluppando azioni mirate in risposta a domande specifiche, e favorendo la massima diffusione e la massima integrazione tra risorse pubbliche e private.


Art. 33 Usi

Il sistema dei servizi, inteso come luogo dove la pubblica amministrazione fornisce i servizi puntuali dei quali è titolare, è caratterizzato da un uso esclusivo; negli altri casi è compatibile con attività residenziali, produttive e terziarie.


Art. 34 Articolazione del sistema

Il sistema dei servizi si articola nei seguenti sub-sistemi individuati nelle tavole denominate "Sistema dei servizi":

  1. Sub-sistema S1 "I servizi a scala comprensoriale"
  2. Sub-sistema S2 "I servizi a scala comunale"
  3. Sub-sistema S3 "I servizi di quartiere".

Art. 35 Sub-sistema S1 "I servizi a scala comprensoriale"

Il sub-sistema comprende i luoghi della città che offrono servizi ed attrezzature d'uso pubblico a livello territoriale dell'area più vasta che vede Empoli come centro.

Il Regolamento Urbanistico disciplina gli interventi fornendo indicazioni e prescrizioni per migliorarne l'accessibilità con i diversi mezzi di trasporto, per integrarli ai tessuti edilizi circostanti, sia recenti che storici, e per minimizzarne l'impatto sull'ambiente.


Art. 36 Sub-sistema S2 "I servizi a scala comunale"

Il sub-sistema comprende i luoghi della città che offrono servizi ed attrezzature d'uso pubblico a livello urbano.

Il Regolamento Urbanistico individua le nuove localizzazioni, regolamenta la loro realizzazione e l'adeguamento di quelli esistenti al fine del miglior inserimento nei tessuti edilizi esistenti e con l'obiettivo di renderli parte attiva nella costruzione di "luoghi di centralità". Particolare cura dovrà essere prestata alla accessibilità ciclopedonale e con il trasporto pubblico oltre che automobilistica.


Art. 37 Sub-sistema S3 "I servizi di quartiere"

Il sub-sistema comprende i luoghi della città che offrono servizi ed attrezzature a livello più ristretto. Obiettivo degli interventi sul sistema è contribuire a mantenere l'equilibrio, ad allargare l'ambito dell'amichevolezza e delle altre componenti della vita quotidiana quali lo spazio per la socializzazione e per il gioco, la mobilità pedonale, l'accessibilità all'informazione, alla cultura, alla sicurezza.



Capo IV SISTEMA INFRASTRUTTURALE


Art. 38 Definizione ed elementi costitutivi

Il sistema infrastrutturale è costituito dall'insieme dei tracciati ferroviari, dai tracciati stradali di rilevanza urbana ed extra-urbana, compresa la strada di grande comunicazione Fi.Pi.Li ed i relativi raccordi, dalle reti sotterranee e superficiali.


Art. 39 Prestazioni

Il sistema infrastrutturale dovrà garantire un'efficiente connessione con le reti di trasporto nazionali e locali, integrare e valorizzare le attrezzature di Empoli come "porta" verso il resto del mondo per i cittadini empolesi e per i cittadini della nuova città allargata, utilizzare al meglio le risorse esistenti.


Art. 40 Usi

Il sistema è caratterizzato da un uso esclusivo.

Nel sistema delle infrastrutture sono previsti servizi ed attrezzature limitatamente ai parcheggi ed ai servizi tecnici. Sono escluse le residenze, le attività terziarie, le attività industriali e artigianali, le attività agricole.


Art. 41 Articolazione del sistema

Il sistema infrastrutturale si articola nei seguenti sub-sistemi definiti nelle tavole denominate il "Sistema infrastrutturale":

  1. Sub-sistema F1 "La rete viaria e ferroviaria"
  2. Sub-sistema F2 "Le reti sotterranee e superficiali"

Art. 42 Sub-sistema F1 "La rete viaria e ferroviaria"

Costituiscono la rete viaria: le strade extraurbane principali, le strade extraurbane secondarie, le strade interquartiere, le strade di quartiere, le strade locali interzonali e le strade locali.

Il Piano Strutturale individua i tracciati stradali di progetto di maggior rilievo; il Regolamento Urbanistico precisa le caratteristiche tecnico-dimensionali, le tipologie, le fasce di rispetto e i campi di applicazione delle rotatorie.

La progettazione deve comunque attenersi al criterio della riduzione dell'inquinamento acustico e dell'impatto visivo e a quanto prescritto per il sistema ambientale.

Le strade esistenti che presentano problemi di dimensione trasversale, di intersezioni e di accessi saranno adeguate in funzione del loro ruolo (di accesso alla residenza, di quartiere, interquartiere) prestando la massima attenzione alla sicurezza di tutti gli utenti e utilizzando ove necessario tecniche di moderazione del traffico. Le intersezioni dovranno essere in genere a raso, con rotonde o incroci semaforizzati, le aree di servizio e di sosta dei veicoli dovranno essere esterne alla carreggiata, con immissioni ed uscite preferibilmente concentrate.

Costituiscono la rete ferroviaria i tracciati delle linee e le relative aree di pertinenza, la stazione e le aree degli impianti di servizio.

Il Regolamento Urbanistico indicherà gli interventi necessari per rendere più permeabile alle relazioni urbane la barriera costituita dalla sede ferroviaria e per favorire l'apertura a sud della Stazione e l'interscambio con i sistemi di trasporto pubblico e privato su strada.


Art. 43 Sub-sistema F2 "Le reti sotterranee e superficiali"

Le reti sotterranee comprendono le tubazioni del gas, dell'acqua, delle fognature, le linee elettriche e telefoniche, e tutte le attrezzature connesse al funzionamento e manutenzione delle stesse.

Le reti superficiali comprendono le linee elettriche e telefoniche e dovranno, di norma, essere evitate nelle aree con componenti paesaggistiche rilevanti.

Gli interventi sulle reti tecnologiche sotterranee e superficiali dovranno privilegiare il completamento delle stesse e l'estensione alle aree insufficientemente servite.

La messa in opera degli impianti tecnologici dovrà preferibilmente evitare la variazione ed alterazione del reticolo di deflusso delle acque superficiali.

I lavori di chiusura degli scavi dovranno garantire la risistemazione del terreno o della pavimentazione.

La messa in opera delle reti tecnologiche superficiali dovrà rispettare l'ambiente in tutte le sue componenti evitando in particolare qualsiasi forma di inquinamento visivo.



Capo V SISTEMA AMBIENTALE


Art. 44 Definizione ed elementi costitutivi

Il sistema ambientale è l'insieme dei beni di rilevanza ambientale quali aria, acqua, vegetazione naturale o di produzione agricola e delle relative aree.


Art. 45 Prestazioni

Il sistema ambientale comprende spazi aperti diversi: le aree destinate a verde pubblico per lo svago e lo sport legate al sistema della residenza ed ai grandi spazi aperti; le aree agricole, destinate al recupero ed alla salvaguardia ambientale.

I giardini e gli impianti sportivi scoperti dovranno avere elevate percentuali di superfici permeabili e adeguate attrezzature. I materiali vegetali naturali, nelle loro differenti composizioni e funzioni, dovranno essere utilizzati per il recupero delle aree degradate (da sottoporre ad interventi di rinaturalizzazione), comprese quelle agricole che dovranno essere tutelate, potenziate o riconvertite, ed in generale per la conservazione delle risorse del territorio.

Le aree del sistema dovranno essere opportunamente riqualificate per ricostruire reti di continuità ecologica ovvero di collegamento tra gli elementi dell'ecomosaico, all'interno ed all'esterno del tessuto urbanizzato.

Il sistema comprende anche aree che presentano condizioni di rilevante degrado, da sottoporre a recupero e/o restauro ambientale.

Le strade interne al sistema sono soggette a interventi di adeguamento al fine di garantire la continuità, o il ripristino della continuità, tra i diversi elementi dell'ecomosaico.

La viabilità di servizio (strade forestali, aziendali, all'interno dei parchi, ecc.) deve essere della larghezza strettamente necessaria e deve essere realizzata senza il ricorso a pavimentazioni bituminose e senza manufatti a vista di cemento.

Gli elementi della rete infrastrutturale antecedenti il 1820 devono essere conservati evitando le trasformazioni che ne alterino gli aspetti strutturali. In ogni caso la disciplina delle trasformazioni definite e prescritte, ovvero dichiarate ammissibili, detta le disposizioni necessarie od opportune al fine di preservare i loro connotati conformativi del territorio e del paesaggio.

Dei percorsi storici alberati devono essere tutelati sia la giacitura che la conformazione, che gli esemplari arborei che li corredano. Di tali esemplari arborei è fatto generale divieto di abbattimento, salvo che per comprovate ragioni fitosanitarie. Gli esemplari arborei abbattuti devono essere ripristinati con esemplari arborei della stessa specie e, ove l'abbattimento riguardi interi filari, o loro parti, e comunque più di un singolo esemplare arboreo, il ripristino deve avvenire secondo la medesima giacitura del filare preesistente, o della sua parte, e secondo la preesistente partitura tra individui.

Il reticolo idraulico storico, i percorsi d'acqua, i percorsi storici devono essere mantenuti nei relativi aspetti strutturali, quali il tracciato e la giacitura, e, ove non ostino particolari esigenze non altrimenti soddisfacibili, le caratteristiche dimensionali essenziali, essendo comunque vietata, nei casi di trasformazioni fisiche di qualsiasi genere, l'alterazione sia del tracciato che della giacitura.

Le grandi arterie di nuova costruzione devono essere realizzate con tutte le precauzioni contro il degrado dell'ambiente, l'inquinamento chimico ed acustico e per la salvaguardia della continuità delle reti ecologiche. Si devono avere le stesse precauzioni in caso di adeguamento di quelle esistenti.

L'apertura di nuove strade o la modifica rilevante del tracciato deve essere preceduta da una accurata valutazione dell'impatto con l'ambiente in tutta la sue componenti.

Devono essere mantenute la copertura del suolo e le diversità del paesaggio.


Art. 46 Usi

Il sistema ambientale è caratterizzato dalle seguenti destinazioni d'uso: attività agricole, servizi ed attrezzature; sono compatibili col sistema attività turistiche ed agrituristiche, residenziali.

La caratterizzazione funzionale del sistema è garantita dalla permanenza dell'attività agricola e funzioni di cui al precedente capoverso in misura superiore al 90%.

Sono escluse le attività industriali ed artigianali; il Regolamento Urbanistico detta le norme per la eventuale permanenza delle attività esistenti se ed in quanto compatibili col sistema.


Art. 47 Articolazione del sistema

Il sistema ambientale si articola nei seguenti sub-sistemi individuati nelle tavole denominate "Sistema ambientale":

  1. Sub-sistema A1 "Le riserve urbane"
  2. Sub-sistema A2 "Le riserve della produzione"
  3. Sub-sistema A3 "Le riserve della produzione specializzata"
  4. Sub-sistema A4 "Le riserve di naturalità"
  5. Sub-sistema A5 "Le riserve fluviali"
  6. Sub-sistema A6 "Le emergenze".

Art. 48 Sub-sistema A1 "Le riserve urbane"

Il sub-sistema comprende i parchi urbani e di quartiere, i parchi ed i giardini antichi o comunque stabilizzati nei caratteri tipologici, nel funzionamento e nei rapporti spaziali con la città e gli spazi comunque liberi dall'edificazione.

Gli interventi devono essere programmati nell'ambito della pianificazione particolareggiata, mediante l'elaborazione di un piano del verde urbano che non si limiti a verificare la corrispondenza quantitativa tra superficie destinata a verde e standard vigenti, ma si preoccupi di disegnare un sistema del verde urbano funzionale sia ai bisogni ricreativi della popolazione, che al mantenimento o al recupero di un elevato equilibrio microclimatico e bionaturalistico.

Gli interventi dovranno favorire lo spostamento fuori dei parchi esistenti delle funzioni incompatibili, il restauro dei giardini storici, la realizzazione di nuovi parchi. Il Regolamento Urbanistico definisce le norme per la realizzazione degli interventi negli spazi aperti.

La caratterizzazione del sistema è garantita dalla permanenza degli usi principali in spazi scoperti in misura superiore al 90% del totale della superficie territoriale; è prevista la presenza di servizi ed attrezzature in misura inferiore al 10%.


Art. 49 Sub-sistema A2 "Le riserve della produzione"

Il sub-sistema comprende le aree pianeggianti e collinari del territorio di Empoli non urbanizzate, non comprese nelle aree di riserva fluviale di cui al successivo Art. 52 e prevalentemente usate per la produzione agricola in particolare di colture erbacee. Tali aree costituiscono talora una testimonianza del paesaggio antico ove è ancora possibile leggere il rapporto tradizionale tra linee d'acqua, strade, trame dei campi coltivati ed insediamenti agricoli.

Gli interventi dovranno favorire il riassetto e la riqualificazione delle aree agricole, sottoponendo a controllo i vivai esistenti e limitando l'estensione di quelli di nuovo impianto, il recupero e la conservazione dei segni del paesaggio, il mantenimento degli assetti colturali di tipo tradizionale.

La nuova edificazione sarà possibile solo se finalizzata ad esclusivo uso rurale secondo le modalità definite dal Regolamento Urbanistico. Dovrà essere consentita la libera percorrenza lungo i percorsi poderali ed interpoderali che non potranno in alcun modo essere asfaltati o cementati.

Si dovrà salvaguardare e favorire la continuità delle reti ed il loro ripristino, favorire lo scolo idrografico e valorizzare le percorrenze arginali dei corsi d'acqua dalla sorgente alla foce.

Dovrà essere previsto il mantenimento o il ripristino delle presenze vegetazionali significative, il mantenimento dei tracciati poderali, ed interpoderali ed il recupero dell'edilizia rurale storica.

Il sub-sistema è caratterizzato dalla destinazione ad attività agricola in misura esclusiva.


Art. 50 Sub-sistema A3 "Le riserve della produzione specializzata"

Il sub-sistema comprende le aree pianeggianti e collinari del territorio di Empoli non urbanizzate, non comprese nelle aree di riserva fluviale di cui al successivo Art. 52 e prevalentemente usate per la produzione agricola finalizzata alla coltivazione di vite ed ulivo in forma omogenea o consociata. Talora costituiscono una testimonianza del paesaggio antico ove è ancora possibile leggere il rapporto tradizionale tra linee d'acqua, strade, trame dei campi coltivati ed insediamenti agricoli.

Gli interventi dovranno favorire il riassetto e la riqualificazione delle aree agricole, sottoponendo a controllo i vivai esistenti e limitando l'estensione di quelli di nuovo impianto, il recupero e la conservazione dei segni del paesaggio, il mantenimento degli assetti colturali di tipo tradizionale.

La nuova edificazione sarà possibile solo se finalizzata ad esclusivo uso rurale secondo le modalità definite dal Regolamento Urbanistico. Dovrà essere consentita la libera percorrenza lungo i percorsi poderali ed interpoderali che non potranno in alcun modo essere asfaltati o cementati.

Si dovrà salvaguardare e favorire la continuità delle reti ed il loro ripristino, favorire lo scolo idrografico e valorizzare le percorrenze arginali dei corsi d'acqua dalla sorgente alla foce.

Dovrà essere previsto il mantenimento o il ripristino delle presenze vegetazionali significative, il mantenimento dei tracciati poderali, ed interpoderali ed il recupero dell'edilizia rurale storica.

Il sub-sistema è caratterizzato dalla destinazione ad attività agricola in misura esclusiva.


Art. 51 Sub-sistema A4 "Le riserve di naturalità"

Sono riserve di naturalità le aree collinari che svolgono un ruolo di riequilibrio eco-biologico e climatico dell'intero territorio e sono caratterizzate da vaste estensioni di bosco, aree cespugliate, aree agricole e incolte. In qualche caso sono i punti di partenza dei corsi d'acqua. In esse sono a volte presenti cave in attività e cave dismesse.

Il sub-sistema è caratterizzato da un sistema insediativo di interesse storico, che si appoggia al tracciato collinare, e da antichi edifici rurali.

Gli interventi dovranno essere finalizzati: al recupero dei boschi, mediante opere di riforestazione e rinaturalizzazione; alla regimazione dei corsi d'acqua che hanno provocato dissesti idrogeologici, favorendo la ritenzione temporanea delle acque di precipitazione ed adottando opportune sistemazioni idraulico-forestali; al recupero delle cave dismesse che dovranno essere oggetto di uno specifico programma che tenga conto del grado di rinaturalizzazione spontanea raggiunto e della possibilità di riadattare i fronti di scavo ed i piazzali di lavorazione per eventuali attività sportive e di tempo libero compatibili con le risorse ambientali del contesto specifico; al mantenimento del sistema insediativo antico.

Gli interventi dovranno favorire il riuso per attività agrituristiche degli edifici rurali abbandonati.

E' vietato l'impianto di vivai, serre fisse e mobili, arboreti.

Per le aree di particolare valore ambientale e scientifico dovrà essere predisposto un regolamento che controlli gli usi, fermo restando il divieto generalizzato di percorrerle con mezzi al di fuori dei percorsi segnalati. E' consentito l'uso a fini didattici e di laboratorio ambientale. Al loro interno è ammessa l'individuazione di percorsi trekking e didattici lungo i quali è consentita la realizzazione di punti sosta attrezzati.


Art. 52 Sub-sistema A5 "Le riserve fluviali"

Il sub-sistema è costituito dalle aree per il contenimento del rischio idraulico e dalle aree che, guardando al fiume come fatto paesistico e come fattore ecologico, esercitano la loro influenza sul territorio circostante.

Nelle riserve fluviali sono vietate le serre; sono consentiti, se realizzati nel rispetto ambientale, punti attrezzati per la sosta, l'osservazione naturale, la sentieristica pedonale e ciclabile. Le percorrenze arginali costituiscono l'itinerario di collegamento tra le acque alte e le acque basse.

Nelle aree per il contenimento del rischio idraulico è prevista la realizzazione di casse di espansione per la laminazione delle portate di piena dei corsi d'acqua.

La posizione e la dimensione delle casse dovrà essere funzionale all'eliminazione del rischio idraulico individuato dallo studio idraulico nel quale sono evidenziate le aree soggette ad esondazione per gli eventi di piena previsti con un tempo di ritorno duecentennale.

I nuovi argini dovranno essere progettati in modo da garantire la percorrenza delle sponde ed una efficace copertura vegetale.


Art. 53 Sub-sistema A6 "Le emergenze"

Il sub-sistema è costituito dalle formazioni vegetazionali o morfologiche di interesse rilevante, localizzate in determinati luoghi ed in piccole aree.

Sono caratterizzate da particolari presenze di flora con aspetti di singolarità o rarità; costituiscono comunque un piccolo ecosistema, assieme al suolo ed al popolamento animale, e devono essere pertanto tutelate in forma unitaria. Talvolta sono assimilabili a "monumenti naturali".

Il Regolamento Urbanistico disciplinerà ogni intervento ed ogni utilizzazione, in modo da migliorare la conservazione e favorire la valorizzazione.

Al sub-sistema non sono consentite sostituzioni, bensì integrazioni.