Agenda 21 locale
La Carta di Aalborg
Nel maggio 1994 è stata organizzata una prima Conferenza sulle Città Sostenibili (cosponsorizzata dalla Comunità Europea), che si è tenuta ad Aalborg (Danimarca). Non si è trattato della prima iniziativa in questo senso, poiché già da tempo diversi networks di città si sono mossi intorno alla tematica ambientale. Tra questi vanno citati ICLEI (ché è stata l'organizzatrice della Conferenza di Aalborg), EUROCITIES,UTO, the Council of European Municipalities and Regions (CEMR), WHO-Health Cities Network, Car Free Cities. Ma la Conferenza di Aalborg ha assunto un peso particolarmente significativo perché è riuscita a far convergere al suo interno molte delle esperienze esistenti. La Conferenza, sulla base di tre giorni di lavoro, 36 workshops e più di 600 partecipanti coinvolti da 30 stati europei, ha predisposto una Carta di impegni e ha rivolto l'invito a firmarla a tutte le città che intendono impegnarsi nella direzione della sostenibilità. La Carta definisce il concetto di sostenibilità, individua le responsabilità ambientali delle città e le impegna a sviluppare politiche ed azioni orientate verso la realizzazione di "città sostenibili".
In particolare, il punto I.6 della "Carta di Aalborg" (L'economia urbana verso un modello sostenibile) individua le linee prioritarie per una politica di sviluppo sostenibile delle città:
>> Le città riconoscono che il capitale di risorse naturali, atmosfera, suolo, acqua e foreste, è divenuto il fattore limitante del loro sviluppo economico e che pertanto è necessario investire in questo capitale. Ciò comporta in ordine di priorità:
1. Investire nella conservazione del rimanente capitale naturale, ovvero acque di falda, suoli, habitat per le specie rare;
2. Favorire la crescita del capitale naturale riducendo l'attuale livello di sfruttamento, in particolare per quanto riguarda le energie non rinnovabili;
3. Investire per ridurre la pressione sul capitale di risorse naturali esistenti attraverso un'espansione di quelle destinate ad usi antropici, ad esempio gli spazi verdi per attività ricreative all'interno della città, in modo da ridurre la pressione sulle foreste naturali;
4. Migliorare l'efficienza dell'uso finale dei prodotti, ad esempio utilizzando edifici efficienti dal punto di vista energetico e modalità di trasporto urbano non nocive per l'ambiente.