Testata della Rete civica del comune di Empoli
Ti trovi in: servizi della città > archivio storico > archivio fotografico empolese

Homepage Archivio storico

 

ARCHIVIO FOTOGRAFICO EMPOLESE

 

L'Archivio Fotografico Empolese è impegnato nell'opera di raccolta, riordino e valorizzazione del patrimonio fotografico di proprietà del Comune.
Nel corso degli anni, infatti, nell'archivio comunale si è depositato materiale fotografico di varia natura (stampe, negativi su lastre di vetro e su pellicola, diapositive), per lo più in bianco e nero e prodotto, tranne alcune eccezioni, dopo la seconda guerra mondiale.
La maggior parte delle foto documentano le attività promosse dall'Amministrazione comunale di Empoli nei vari settori di sua competenza: lavori pubblici, urbanistica, cultura e istruzione. Numerose sono, ad esempio, le immagini, dagli anni della ricostruzione postbellica fino agli anni '70, relative all'ampliamento e asfaltatura della rete stradale, ai lavori di adeguamento della rete idrica e fognaria, agli interventi nel campo dell'edilizia pubblica con la costruzione delle case popolari e di nuovi edifici scolastici, alla progettazione e realizzazione della nuova zona sportiva, del palazzo delle Esposizioni, ecc. Ampiamente documentate sono anche le attività sociali e le manifestazioni culturali promosse dal comune. Tra queste basti ricordare, ad esempio, le "ottobrate" degli anni '40 e '50 a Brotalupi, le colonie per bambini organizzate in varie località, la consegna dei pacchi dono di Natale, l'annuale commemorazione dei caduti, i festival busoniani, le cerimonie di premiazione del Premio Pozzale.
E' possibile ritrovare molte di queste foto anche in vecchie pubblicazioni edite dal comune di Empoli, come la rivista semestrale "Empoli. Rassegna di vita cittadina e bollettino di statistica" o la Guida turistica della città di Empoli curata da Agostino Morelli (1959).
La fotografia ha trasmesso la memoria anche di momenti drammatici della storia empolese. Di notevole interesse è, infatti, la documentazione presente nel nostro archivio dei danni bellici subìti nel 1943-1944 e al ritiro delle truppe tedesche, così come quella dell'alluvione del novembre 1966, cui proprio la rivista "Empoli" ha dedicato un numero speciale nel 1967.
Parte del materiale raccolto nell'AFE proviene da fonti esterne all'amministrazione comunale, quali la Camera del Lavoro, la locale sezione del Partito Comunista, il sindacato pensionati, ecc. Si tratta per lo più di foto che sono state pubblicate nella cronaca locale del quotidiano "L'Unità", come testimoniano le didascalie ritagliate dal giornale e applicate sul verso, o che documentano manifestazioni e comizi tenutesi in occasione del 1° maggio, delle feste dell'Unità, delle campagne per il tesseramento, di scioperi. Di estremo interesse è il nucleo di immagini relative alla documentazione del mondo del lavoro, in particolare quello femminile, che ha fornito il materiale per mostre e pubblicazioni (Sebben che siamo donne, Immagini di donne e il recente Le confezioniste e le altre).
Se pur in misura minore, anche i privati hanno contribuito ad incrementare il nostro archivio fotografico. A questo proposito segnaliamo la presenza nell'AFE di un fondo Caponi, costituito da foto realizzate dal fotografo empolese Pietro Caponi, gentilmente donato al comune, di un fondo Dario Massa, fotografo conosciuto per i ritratti e per aver documentato le attività industriali empolesi.
Altri, come Carlo Andressi, hanno voluto depositare, oltre le sue, molte fotografie proveniente dalla CGIL, per scongiurare il pericolo della dispersione.
Altri ancora, come Giancarlo Morelli, hanno consentito la riproduzione digitale di una grande quantità di fotografie della propria famiglia, che ci documentano soprattutto il periodo fascista. Il collezionista Mauro Sani ci ha consentito invece la riproduzione di cartoline che documentano cambiamenti significativi nel centro storico di Empoli e alcuni ampliamenti della città.
La donazione della famiglia Giovanni e Rosetta Gambacciani poi ha arricchito il patrimonio dell'Archivio fotografico empolese soprattutto nell'ambito della lavorazione del vetro e dei campionari delle aziende.
A questi si aggiunge il fondo della famiglia Vannucci Zauli costituito da foto di carattere familiare della fine dell’Ottocento e i primissimi decenni del Novecento, di grande interesse storico.


Obiettivi

L'AFE si propone di promuovere iniziative atte a far conoscere il patrimonio in suo possesso, attraverso mostre, incontri, ricerche sull'attività degli studi fotografici nella nostra città, nel tentativo di contribuire alla scrittura di una storia della fotografia a Empoli. Iniziative, queste, che dovrebbero andare di pari passo con una costante opera di sensibilizzazione del pubblico nei confronti del medium fotografico, oscillante tra documentazione storica ed espressione artistica.
A questo proposito quanti fossero interessati possono collaborare all'attività di ricerca dell'AFE fornendo informazioni o facendo conoscere materiale (foto, cartoline, ecc.) in loro possesso. L'intento è quello di ampliare il contenuto della fototeca con l'acquisizione di nuove immagini relative ad Empoli e alla sua popolazione, attraverso la riproduzione digitale delle foto fornite da terzi che potranno essere memorizzate su CD-rom, costituendo così un vero e proprio archivio virtuale che contribuirà a documentare le trasformazioni della città e della società, a tramandare il ricordo, la "memoria storica", di quanto oggi non è più visibile, a rileggere il nostro passato per capire meglio il nostro presente.


Fondo Caponi

Le circa 300 immagini, comprese quelle su negativo, che costituiscono il fondo non sono che una esigua selezione delle foto scattate dal Caponi, di cui molti ricorderanno ancora lo studio in via Salvagnoli, nel corso della sua pluridecennale attività. Esse rappresentano comunque un materiale di grande interesse che illustra, anche attraverso foto dei primi decenni del secolo, i luoghi più rappresentativi della città di Empoli. Innanzitutto le piazze: piazza Farinata degli Uberti, piazza Vittorio Emanuele poi della Vittoria, piazza della Stazione, piazza Regina Margherita, ora piazza Gamucci, piazza Umberto I poi Matteotti; il ponte leopoldino sull'Arno e quello costruito dopo la guerra; le vie, in particolare quelle di recente costituzione, come via Roma, viale Buozzi con il parco della rimembranza, il lungarno Dante Alighieri, e tante altre.
Una raccolta che si fa apprezzare non solo per il suo valore documentario, ma anche per la qualità delle immagini, che in molti casi sono caratterizzate da una definizione di dettagli degna degli apparecchi fotografici più moderni, ma che in questo caso si accompagna alle calde tonalità di carte e procedimenti di sviluppo ancora tutti artigianali. I luoghi ritratti sono assai familiari agli empolesi, ma vengono riproposti da Caponi con inquadrature mai banali e scontate, proprio dell'occhio esperto del professionista abituato a lavorare per l'industri della cartolina. Dato il suo carattere storico, il materiale fotografico del Fondo Caponi è in parte già conosciuto al grande pubblico, perché utilizzato per la realizzazione di alcune pubblicazioni con immagini d'epoca, quali, ad esempio i fascicoli "Come eravamo. Empoli 1800-1945", editi da "Il Tirreno", e "Immagini di Empoli 1895-1945", realizzato da Porciatti, Ristori e Rovini nel 1984, a cura dell'amministrazione comunale empolese.


Fondo Vannucci Zauli

Si tratta per lo più di ritratti realizzati con vari procedimenti di stampa: un dagherrotipo e un ambrotipo, numerose albumine montate su cartoncini d’epoca e realizzate dai più importanti studi fotografici fiorentini, diversi aristotipi. Sono presenti nel fondo alcune immagini dell’avvocato Giuseppe Vannucci Zauli, apprezzato autore (sue foto sono conservate presso il Museo di Storia della Fotografia Alinari di Firenze) e teorico della fotografia, di cui ricordiamo Introduzione per un’estetica fotografica, in collaborazione con Alex Franchini Stappo, del 1943 e Il bello fotografico del 1945 e numerosi interventi su riviste specializzate.

 

Fondo Dario Massa