Testata della Rete civica del comune di Empoli
Ti trovi in: servizi della città > archivio storico > fondi archivistici e inventari

Homepage Archivio storico

 

FONDI ARCHIVISTICI E INVENTARI

Comunità del contado fiorentino, fu sede di podestà dal 1376 al 1772, di vicario dal 1772 al 1848, poi di pretura; la podesteria di Empoli comprese fino al 1424 la comunità omonima e i popoli della campagna circostante; col 1424 gli furono aggiunte le ex podesterie di Pontorme e Monterappoli e dipendeva per la giustizia penale dal vicario di Certaldo; fu dal 1570 capo-luogo di cancelleria comunitativa, comprendente le comunità di Empoli e Montelupo, alle quali dal 1634 al 1808 furono aggiunte quelle di Vinci e Cerreto.

Dal 1825 sede di ingegnere di circondario, con competenza sui lavori di acque e strade e sulle rilevazioni per il Catasto generale toscano.


FONDI

 

 

INVENTARI

 

Gli inventari degli archivi comunali di Empoli
L’Archivio storico comunale di Empoli dispone di un inventario a stampa, pubblicato dall’Amministrazione Comunale di Empoli nel 1979 (ma basato su un lavoro ultimato nel 1955), dal titolo Gli inventari degli Archivi comunali di Empoli: 1355-1937, contenente l'inventario sommario degli Atti dei giusdicenti (Podestà e Vicario di Empoli e Podestà di Vinci-Cerreto) e del Comune Preunitario, curato da Arnaldo D’Addario e l’inventario sommario del Postunitario fino al 1937 realizzato da Augusto Antoniella e Libertario Guerrini; un'opera quasi pionieristica per l'epoca in cui fu concepita, poiché allora non erano molti gli archivi comunali dotati di inventario, di cui quasi nessuno pubblicato a stampa, ma non più rispondente ai moderni standard archivistici.


Inventario dell’archivio preunitario del Comune di Empoli
Un primo intervento di riordinamento e inventariazione ha riguardato la documentazione più antica: gli Atti dei Giusdicenti, la sezione preunitaria dell’archivio comunale e gli archivi aggregati. Il lavoro, svolto dalla dott.ssa Irene Fabii, sotto la supervisione di Vanna Arrighi, vicedirettrice dell'Archivio di Stato di Firenze, di ciò incaricata dalla Soprintendenza Archivistica per la Toscana, ha interessato un totale di 3.181 pezzi riguardanti gli anni dal 1341 al 1865 ed ha permesso di individuare con precisione i soggetti produttori delle carte, ricostruendo le serie documentarie a cui essi dettero vita nello svolgimento delle loro funzioni.
Per la schedatura delle carte è stata utilizzato un software specifico, Arianna, concepito nel rispetto degli standard internazionali di descrizione archivistica (ISAD e ISAAR); di tale database è consultabile anche la stampa cartacea presso l’Archivio storico.
Di questo inventario è previsto l’intervento di recupero in formato digitale e la messa in retenell’ambito del progetto regionale Archivi Storici Toscani (AST). Il progetto AST è scaturito dall'esigenza di provvedere al recupero in formato digitale e alla diffusione sul web della cospicua produzione di inventari degli archivi comunali toscani e ha come obiettivo, oltre al recupero e alla digitalizzazione degli inventari, quello di rendere consultabili in un unico ambiente le descrizioni dei complessi archivistici e degli enti produttori della documentazione, offrendo un accesso integrato a fonti molto importanti per lo studio della storia toscana.


Inventario dell’archivio Salvagnoli Marchetti
L'archivio della famiglia Salvagnoli, poi Salvagnoli Marchetti, si era formato presso la tenuta di Corniola nell'empolese, dove la famiglia ha soggiornato per lunghi periodi. Nel 1982 gli eredi (famiglie Del Vivo e Temperani) cedettero in deposito conservativo il fondo archivistico Salvagnoli Marchetti.
Le carte più antiche risalgono al XV secolo, ma il nucleo più consistente e significativo dell’archivio riguarda Vincenzo Salvagnoli e il fratello Antonio, figure di spicco dell'Ottocento, che hanno rivestito un importante ruolo nelle vicende toscane, nazionale e internazionali.
L’Inventario dell'archivio Salvagnoli Marchetti è stato curato da Vanna Arrighi, Libertario Guerrini, Elisabetta Insabatoe Stefania Terreni, (Pisa, Pacini, 2002)


Inventario dell’archivio familiare Vannucci Zauli
L’archivio privato Vannucci Zauli è stato donato al Comune dall’omonima famiglia: oltre ad un nucleo (63 buste) pervenuto già ordinato per materie, l’archivio comprende le carte patrimoniali della famiglia, relative all’amministrazione di poderi e fattorie, un piccolo nucleo di documentazione legato ad alcune figure ottocentesche, e – in particolare di Niccolò Vannucci (carte personali, documentazione dell’Accademia empolese di scienze economiche teorico-pratiche, di cui era stato Presidente, carte del suo studio forense e carteggio).
Il fondo è stato inventariato utilizzando il software Arianna; di tale database è consultabile anche la stampa cartacea presso l’Archivio storico.