Luciano Angelino
Salvataggio terminale
Genova, Costa & Nolan, 1986
Un giovane italiano, addetto stampa di una Agenzia multinazionale pubblica, assiste per sua avventura ad un episodio di follia che coinvolge un importante diplomatico, e viene chiamato a gestirne gli esiti con la massima discrezione.
Nel gioco degli avvicendamenti che seguono al fatto, egli viene nominato direttore di un nuovo, sommamente inutile servizio: il Servizio di Prospezione Prospettica.
Inquietanti gli ingredienti di questa scalata al successo: allucinazioni, tentativi di suicidio, morti sospette, e soprattutto un blister di pastiglie di "salvataggio terminale", il potente veleno che gli uomini dei servizi segreti sono chiamati ad ingerire, quando tutte le altre alternative sono chiuse.
Un romanzo che conquista per lo stile barocco e rutilante, e che diverte per la sapida contaminazione di commedia e giallo.

 

Annalisa Angelucci
La sciagurata
Milano, Baldini & Castoldi, 1996
Il rapporto con il cibo è il nodo angoscioso attorno al quale fa perno questo bel romanzo, che narra la storia di Silvia, giovane donna con alle spalle una adolescenza di anoressica. Ormai adulta, Silvia guarda al suo passato come ad un momento felice, nel quale era riuscita ad avere ragione del proprio corpo e di tutte le sue debolezze; ora invece tenta di sfuggire ai sensi di colpa per il cibo che mangia, portando a compimento la propria rovina: ingurgitando tutto ciò che di commestibile le capita a portata di mano.
Attorno a Silvia, personaggi maschili di diverso spessore: un fidanzato lontano ed egoista, del quale rimane incinta, un professore-mentore che si innamora di lei, un giovane affettuoso conosciuto tramite una rubrica di posta del cuore, e, sopra tutti, il pediatra che l'ha aiutata da ragazzina, e che sa leggere nel suo cuore. La nascita della figlia è l'evento che consente a Silvia di aprire un nuovo percorso di vita.

 

Carlo Antontelli, Marco Delogu, Fabio De Luca
Fuori tutti. Una generazione in camera sua
Torino, Einaudi, 1996
Un guscio dove sognare, un bunker dove rifugiarsi dai nemici che stanno fuori, un luogo privato e unico dove non solo riposare, chiacchierare, fare l'amore, ma anche esercitarsi a esprimere se stessi: tutto questo è la camera da letto per i giovani intervistati dai tre autori del libro, che hanno scovato in tutta Italia 48 "adolescenti" (qualcuno di loro è sui trent'anni) in vena di raccontare la propria storia e mostrare all'obiettivo del fotografo la propria tana.
Ne esce un interessante mosaico di emozioni, vicende, progetti, nei quali si riconoscono gli ingredienti fondamentali della vita dei giovani: musica, scuola, voglia di cambiare, politica, paura ma anche attrazione nei confronti della morte.

 

Alessandra Arachi
Briciole. Storia di una anoressia
Milano, Feltrinelli, 1994
Protagonista della breve storia è Elena, una ragazza di 17 anni, alle prese con la sua identità nascente di donna; per non vedersi arrotondare le forme del corpo, riduce progressivamente la quantità di cibo e si provoca il vomito per non assimilare i pochi alimenti ingeriti, entrando nella tragica spirale dell'anoressia.
L'altalena fra cibo e vomito diventa l'elemento dominante della giornata di Elena, che non trova aiuto né nelle cure psichiatriche né nell'amore del marito, scelto più per sottrarsi alle preoccupate attenzioni dei genitori che per amore sincero. Solo tramite il sostegno di una dietologa Elena sarà in grado di ricucire i rapporti con se stessa, cominciando a mangiare almeno qualche briciola di cibo.

 

Bad girls. Scelte, pensieri, stili di vita delle ragazze italiane
a cura di Fabiana Falduto
Roma, Castelvecchi, 1995
Chi sono in Italia le "bad girls"? Come si riconoscono? Una giovanissima scrittrice ci svela alcune storie di ragazze cattive, che hanno abbandonato il modello tradizionale del silenzio e della virtù, per potersi ritagliare addosso uno stile di vita finalmente personale: non necessariamente caratterizzato dalle unghie laccate di nero, dal piercing o dall'abbigliamento anticonformista, ma certo libero, autonomo, non vincolato a imposizioni dettate dai guru della moda o dai benpensanti della società. Camminando con leggerezza sul terreno dissodato dalle sorelle maggiori, esse dettano nuove regole anche nelle relazioni con gli uomini.

 

Silvia Ballestra
Il compleanno dell'iguana
Milano, A. Mondadori, 1991
In questo romanzo breve, corredato di 5 racconti, Silvia Ballestra ci consegna il ritratto a tinte forti di una generazione di giovani provinciali sbandati, dall'italiano incerto, incapaci di badare a se stessi e tragicamente consapevoli del proprio fallimento.
Capelli a cresta di gallo, il protagonista si trasferisce da Pescara a Bologna, per seguire le lezioni al DAMS; ma subito abbandona qualunque velleità di studio, scoprendosi capace soltanto di trascorrere il tempo con amici altrettanto fuori di testa.
Prova con un lavoro di facchinaggio, che però non dura; tenta la strada del muratore, ma al suo primo giorno di lavoro cade dall'impalcatura e si ritrova con una gamba amputata. Il suo sogno è quello di andare a vivere a Berlino, nel quartiere dei punk e dei turchi: l'unico posto dove crede di potersi sentire a proprio agio.

 

Alessandro Baricco
Seta
Milano, Rizzoli, 1996
Ambientato tra la Francia meridionale e il Giappone nella seconda metà dell'ottocento, il breve romanzo cattura il lettore per la seduttività dei toni e la leggerezza della scrittura.
Al centro della narrazione Baricco pone la figura di un commerciante di bachi da seta, che affronta più volte estenuanti viaggi in Giappone (terra allora sconosciuta e ostile agli occidentali), per amore di una misteriosa e inarrivabile schiava bambina.
Al grande successo di pubblico, però, ha fatto riscontro la stroncatura della critica: il libro ha infatti vinto l'edizione 1996 del "Premio Fata" come peggiore romanzo dell'anno, e si è guadagnato con Setola una esilarante riscrittura in chiave umoristica, che a non pochi potrà piacere più dell'originale.

 

Leandro Barocco
Setola
Milano, Sperling & Kupfer, 1996
Mordace controcanto di Seta, da parte di un improbabile Leandro Barocco, che dice di avere al suo attivo capolavori letterari non ancora pubblicati, ma di sicuro successo: Ciano mare, Castellammare di Stabia, La cistifellea di Kant e le galline padovane trapiantate in Oklahoma (ma il bel Baricco saprà apprezzare questo suo agguerrito alter ego?).
Protagonista della versione minore di Seta è un venditore di maiali albini di Moncalieri, che si spinge arditamente con la sua Ape Piaggio nei territori inesplorati della Val di Lanzo, dove viene travolto da insana passione per Susi, una esile ragazzina che si rivelerà essere...
Meglio non dire troppo, per non guastare la sorpresa per un finale di un libro che si legge in mezz'ora.

 

Stefano Benni
Bar sport
Milano, A. Mondadori, 1976
In tutti i paesi, in tutti i quartieri di periferia, c'è sempre un Bar sport. Sommate tutti i bar sport d'Italia, shekerate e distillatene l'essenza più pura: ecco che avrete il Bar sport di Benni, frequentato dal Tecnico, anima di tutte le discussioni calcistiche, e il Latin Lover, che a giorni alterni - per dare credibilità alle proprie storie - descrive prestazioni straordinarie con donne sempre diverse.
Fra i tanti personaggi, spiccano Bovinelli il tuttofare, in grado di riparare l'irreparabile, e Cinno, il garzone del bar, quintessenza di tutti i Cinni d'Italia che non diventeranno mai vicepresidenti nell'azienda del padre. Passata agli onori del mito la Luisona, decana delle paste, rimasta intatta nella bacheca del bar dal 1959.
Un libro culto, pubblicato per la prima volta vent'anni fa, ora riproposto da Mondadori nell'edizione supereconomica dei "Miti".

 

Alessandro Bergonzoni
Le balene restino sedute
Milano, A. Mondadori, 1989
Piccolo classico dell'umorismo italiano, questo libro ci fa entrare nel mondo fantasmagorico dei giochi linguistici, popolato di specchi che dicono "Chi si è visto si è visto, io mi sono rotto", dove i neutroni sono molecole svizzere e i paesi in via di sviluppo si distinguono da quelli già stampati e ingranditi.
Nessuna meraviglia se in questo pazzo universo alle dieci meno dieci si è finalmente arrivati all'ora zero, e il bel dì viene dopo il bell'a, il bel bì e il bel cì.

 

Gianfranco Bettin
L'erede. Pietro Maso, una storia dal vero
Milano, Feltrinelli, 1992
Nella opulenta e industriosa provincia veronese un giovane di belle speranze, in compagnia di tre amici, decide di uccidere il padre e la madre per poter disporre immediatamente dei beni di famiglia. Il fatto è realmente accaduto nel 1991, ed il libro ne ricostruisce in modo ben documentato tutte le fasi.
Pietro Maso è un individuo malato, da curare per profonde patologie individuali, di cui la comunità non ha colpa, oppure ha semplicemente portato alle estreme conseguenze i diktat di un ambiente culturale egoista e violento, che misura il valore delle persone sul possesso e l'esibizione della "roba"? E' un mostro, oppure ha seguito una scorciatoia illegale per raggiungere l'obiettivo socialmente vincente del "tutto e subito, possibilmente senza sforzo"?

 

Enrico Brizzi
Jack Frusciante è uscito dal gruppo
Ancona, Transeuropa, 1993
Il vecchio Alex è un diciassettenne bolognese alle prese col duro lavoro di crescere. Frequenta il Liceo classico, un luogo dove la voglia di apprendere viene fatta scientificamente a pezzi. Fino ad un certo momento della sua vita Alex è stato un bravo ragazzo; poi un fatto eccezionale (la lettura del romanzo Due di due di Andrea De Carlo) ha innescato la sua redenzione, scatenandone la trasformazione in neo-svogliato e rinselvatichito. Il nostro rocker passa i pomeriggi con il gruppetto di amici red catholic punk, finché la sua vita si arricchisce dell'amore di Aidi, una ragazza con cui ha in comune la passione per Cummings, ma che parte per l'America, lasciandolo solo con tutta la sua disperazione tardoadolescenziale.

 

Rossana Campo
In principio erano le mutande
Milano, Feltrinelli, 1992
Primo romanzo importante di una delle più affermate giovani scrittrici italiane, queste Mutande convincono per la fresca scioltezza dello stile e la geniale capacità di costruire trame originali a partire dal lato più goffo e grottesco della quotidianità.
La protagonista è alle prese con l’emergenza quotidiana di mettere assieme il pranzo con la cena; con un lavoretto che non le permette neppure di restituire i soldi chiesti in prestito agli amici, sembra la vittima predestinata della sfortuna più nera. Al colmo della disperazione, intraprende un pellegrinaggio spirituale in Spagna, alla ricerca di un po’ di riposo meditativo.
Al ritorno in Italia, di nuovo senza un soldo, per la ragazza si prospetta un futuro poco promettente; ma a soccorrerla giungerà, insperato e imprevedibile, un lieto fine che farà giustizia di tutte le tragedie che hanno segnato la vita di una antieroina coi fiocchi.

 

Rossana Campo
Il pieno di super
Milano, Feltrinelli, 1993
Ambientato nei fantastici anni settanta, con in sottofondo la musica dei Dik Dik, dei Nuovi Angeli e dell’Equipe 84, questo nuovo romanzo ci conferma una Campo irriverente e mordace, in grado di rendere con vividezza i dettagli più insignificanti della vita quotidiana. Al centro della narrazione, le amene vicende di cinque compagne di scuola, alle prese con la propria educazione sentimentale e sessuale, costruita alla bell’e meglio a partire dai brandelli di conversazioni rubate ai grandi e alimentata dalle letture clandestine dei fotoromanzi.
In classe la protagonista, povera e di origine meridionale, si ritrova isolata nell’angolo assegnato ai terroni. Ma la cugina Natascia, più grande e già agguerrita di fronte alle discriminazioni sociali, inscena una contestazione in grande stile. Ecco la nuova leader che guiderà le bambine nell’ultima, grandiosa avventura che le traghetterà nella vita adulta: la fuga. Destinazione: Inghilterra.

 

Rossana Campo
Mai sentita così bene
Milano, Feltrinelli, 1995
E’ Parigi, e non Londra - come si sarebbero aspettati i lettori del Pieno di super - la città nella quale è ambientato l’ultimo romanzo della Campo, che racconta la storia di un branchetto di ragazze italiane sulla trentina, stralunate, matte e svitate, che si ritrovano un pomeriggio per parlare a ruota libera delle loro avventure amorose, quasi tutte sfortunate. Le cose da dirsi sono talmente tante, che il pomeriggio scivola veloce nella sera; si organizza così una cena all’italiana, poi un dopo cena, e in piena notte una spedizione per le strade di Parigi alla ricerca di un’altra compagna di disavventure.
Amori impossibili, tresche incrociate, fughe a Berlino, figli in arrivo, lotte furibonde sullo zerbino di casa, sono gli ingredienti succulenti di questo romanzo, giocato per intero sul registro del dialogo, che cattura l’attenzione divertita del lettore dalla prima all’ultima pagina.

 

Pat Carra, Margherita Giacobino
Svegliatevi, bambine!
Milano, Zelig, 1996
Raccontare storie di violenza sessuale ai danni di bambini non è cosa facile; parlarne in modo terapeutico, usando le armi dell’ironia, è una vera e propria impresa. Le autrici di questo romanzo ci sono riuscite in pieno, conquistandoci con una storia decisamente gradevole, dove il divertimento non diminuisce neppure di un capello la nefandezza, ma anzi rende ancora più netta la distinzione fra i buoni e i cattivi.
Tra i buoni, le due bambine protagoniste, Martina e Livia, otto anni portati benissimo, che credono di saperla lunga su tutto, o almeno su quasi tutto. Tra i cattivi, il bidello della scuola, arrestato con l’accusa di violenza sessuale sui due figli, e il Servizio Sociale, che affida i due poverini ad un boss locale, persona dotata di villone superaccessoriato e grandi aderenze politiche ma col vizietto del pedofilo.

 

Riccardo Cassini
Nutella nutellae. Racconti poliglotti
Milano, Comix, 1993
Per i nati dopo il 1960 la Nutella è una istituzione: ricordo delle merende dell’infanzia, presenza attuale delle serate in solitudine davanti alla TV, nemica numero uno della taglia 42, ma gioia incomparabile per il palato. A partire da questo libro, Cassini dedica alla Nutella un nuovo genere di letteratura comica, che ha scalato tutte le classifiche di vendita, rinverdendo il successo del prodotto piemontese più famoso nel mondo.
I racconti sono scritti in latino, inglese e spagnolo; ma niente paura: si tratta di versioni maccheroniche, ben comprensibili senza vocabolario, e - ovviamente - tutte da ridere.

 

Vincenzo Ciancio
Combattente per caso. Diario di un soldato italiano in Somalia
Roma, Manifestolibri, 1994
Dopo innumerevoli réportages televisivi dal corno d’Africa, ecco una testimonianza dal vero, scritta da un giovane senza velleità di eroismo, a cui è toccato partecipare da soldato semplice all’operazione multinazionale Ibis in Somalia. In questa ex colonia, i giovani soldati italiani hanno saputo portare per alcuni anni un poco di sollievo; ma si è trattato di una goccia nel mare. Nelle riflessioni addolorate e rabbiose del ragazzo, possiamo leggere tutto il disagio verso un’organizzazione militare sbrindellata e la lucida consapevolezza di quanto la rinascita di un paese passi non già dagli aiuti internazionali, ma dalla volontà di riscatto della gente.

 

Carlo Conti, Maro Maroncelli
Aria fresca
Firenze, Giunti, 1996
Sulla scìa del grande successo di pubblico ottenuto dalla omonima trasmissione televisiva di Videomusic, ecco il libro che raccoglie le battute più salaci e le scenette più esilaranti che hanno visto protagonisti i comici della banda di Carlo Conti: primo fra tutti, Giorgio Panariello, con i suoi indimenticabili personaggi Mario il bagnino, Merigo, Lello Splendor, Nando, Simone; poi, Andrea Cambi, Graziano Salvadori, Niki Giustini, e gli altri compagni di viaggio di quella via toscana alla risata promossa quest’estate ai fasti di Raiuno.

 

Giuseppe Culicchia
Tutti giù per terra
Milano, Garzanti, 1994
Protagonista della vicenda è Walter, un ragazzo alle prese con una famiglia tremendamente normale, che tenta di proseguire gli studi, nelle more dell’accettazione della sua domanda per il servizio civile. Ma all’università si sente fuori posto: niente ragazze, niente Toyota con cui colpirle, niente abiti firmati per entrare nei giri giusti, niente politica per essere veramente alternativo. L’unica speranza per uscire dall’impasse resta il servizio civile, che comincia a svolgere presso un Centro di assistenza nomadi ed extra-comunitari. Dopo rocambolesche corse al gabinetto dell’ufficio, giornate oziose, manovalanza alla carriera politica del boss del Centro, superlavoro per l’entrata in vigore della nuova legge sugli extra-comunitari, Walter si ritrova, al termine del servizio, a fare di nuovo i conti con la famiglia. Per uscirne, trova lavoro come commesso in una libreria di Torino, facendo esattamente la fine che si era ripromesso di evitare: quella della persona in gabbia.

 

Giuseppe Culicchia
Paso doble
Milano, Garzanti, 1995
Abbiamo lasciato il protagonista di Tutti giù per terra a fare il commesso in una libreria. Da un giorno all’altro, per far fronte a nuove esigenze di mercato, la libreria si trasforma in videoteca con edicola annessa; Walter si ritrova così a fare i conti con la folle fauna dei clienti che alle cinque del mattino si affollano a richiedere fascicoli o arretrati e copertine delle più strane enciclopedie. Il malcapitato non ce la fa a reggere i mostruosi ritmi di lavoro imposti dalla nuova conduzione aziendale.
Walter non vede via d’uscita da quella situazione, divenuta insopportabile; giunto al colmo della sopportazione, trova il coraggio di mollare tutto e fuggire. Parte per la Lapponia, dove si è rifugiata la tedescona naturista con la quale - nelle more del lavoro - ha intrecciato una relazione; ma lì si sente un pesce fuor d’acqua, e fa ritorno in Italia, dove lo attende una sconvolgente novità.

 

Andrea De Carlo
Due di due
Milano, Mondadori, 1989
Assurto al rango di classico della letteratura contemporanea, questo romanzo ci consegna una delle più intense amicizie che la narrativa italiana abbia mai raccontato. Mario e Guido si sono conosciuti sui banchi di scuola, in un liceo milanese, ai tempi della contestazione studentesca, del sei politico, delle scuole occupate e delle prime avvisaglie del terrorismo. Irrequieti e ostili ad ogni soluzione preconfezionata, entrambi sperimentano modalità di vita vicine alle proprie convinzioni, lasciandosi dietro tentativi falliti e sogni infranti.
Mario trova la propria dimensione di vita in una azienda agricola biologica nelle campagne di Gubbio. Guido tenta la strada della scrittura, ma non riesce a sopportare i limiti che la maturità porta con sé.
Un finale doloroso, con esiti simbolici, per la storia di una generazione che ha dovuto bruciare i propri sogni.

 

Alvaro D’Emilio
Belli dentro
Milano, Baldini & Castoldi, 1992
Un giovane professore di lettere trascorre le giornate nella più quieta e grigia normalità, dividendosi tra i poco eccitanti impegni scolastici, un po’ di lettura ristoratrice e la sedativa compagnia di una fidanzata a vita.
Ma all’improvviso sente la necessità di cambiare vita, alzare il tiro, e realizzare finalmente tutte le proprie potenzialità. Mentori di tale mutazione, il fratello con la fissa del look, che lo sfibra con la ginnastica e i massaggi, e un amico danaroso che gli consiglia l’appartamento giusto, la macchina giusta, i libri e i dischi giusti. Il professore arranca dietro tutti i must della moda, rimpiangendo la vecchia vita, più tranquilla e rilassante.
Tra discoteche trendy e voli col deltaplano, crociere in barca a vela e giochi in borsa, ecco una irriverente e garbata canzonatura al mito del successo a tutti i costi.

 

Fabio Fazio
Una volta qui era tutta campagna
Milano, Zelig, 1994
Il viaggio in treno è il terreno di coltura più favorevole alla proliferazione dei luoghi comuni: basta un niente perché tra i viaggiatori prenda il via il delizioso gioco al ribasso, che attraversa in scioltezza tutti i campi dello scibile: dal metereologico "non esiste più la mezza stagione" al politico "in Italia non funziona niente", passando per il sociologico "il lavoro c’è, sono i giovani che non hanno voglia di lavorare", fino ad arrivare all’arcadico-culinario "anche i sapori non sono più quelli di una volta".
Fabio Fazio ha idealmente trascritto in questo libro un gustosissimo campionario di luoghi comuni, trasformandoli in tessuto connettivo delle conversazioni dei viaggiatori su un Pendolino e su un Seconda Classe. Si scopre così che anche i luoghi comuni - come i treni - sono di serie A o di serie B.

 

Alberto Graziani
L’ABC del giovane disoccupato
Milano, A. Mondadori, 1992
Sulla disoccupazione giovanile si sono scritti tanti libri; nessuno, però, divertente come questo di Graziani, che ci propone una "guida all’Arte di Occuparsi, prezioso aggiornamento della buona, cara, vecchia Arte di Arrangiarsi". E come tutte le guide che si rispettino, anche questo ABC è rigorosamente organizzato in ordine alfabetico, presentando 174 nuove professioni su cui i disoccupati dovrebbero quanto meno fare un pensierino: si va dall’ABBOTTONATORE, impiego da esercitare in inverno all’uscita di teatri e cinematografi, al VESPASIANISTA, provvisto di gabinetto ambulante buono per tutte le stagioni, passando attraverso il BALLIVENDOLO (confezionatore di scuse su misura per impiegati in ritardo, mariti traditori, studenti impreparati e parlamentari assenteisti), e il RIEPILOGATORE di puntate perse di telenovelas. E poi non si venga a dire in giro che non c’è lavoro.

 

Kaori non sei unica
a cura di Matteo B. Bianchi
Bologna, Nuova tempi stretti, 1995
Primo esempio di "letteratura spot", questa raccolta di racconti svela la vita segreta di personaggi familiari a tutti gli italiani: i protagonisti di alcuni degli spot pubblicitari più conosciuti attraverso la televisione. Fra questi, Kaori, la giapponesina del formaggino Philadelphia, la petulante e florida cassiera del Conad (quella fissata sulla zuppa del nonno Paride), l’Uomo Del Monte, dal cui assenso dipende il successo della produzione di un’intera azienda.
Grazie ad una pattuglia agguerritissima di giovani scrittori, questi personaggi escono dalla fissità delle situazioni e delle battute che lo spot ha loro costruito addosso, per osare l’inosabile: vivere la propria vita, nel bene e nel male, al di là di ogni finalizzazione pubblicitaria.

 

Michele Mari
Filologia dell’anfibio. Diario militare
Milano, Rizzoli, 1995
La laurea è arrivata, i rinvii non sono più ammessi: è ora di partire per il servizio militare. Michele è un filologo, e del filologo possiede la qualità più apprezzata: la maniacalità. E’ con precisione maniacale, infatti, che ci descrive in questo diario i fatti piccoli e grandi della sua esperienza di soldato semplice.
Ampio spazio è dedicato ai riti della vita militare (dalla vestizione al giuramento, dai servizi armati alle corvée in cucina), contrassegnati da estenuanti attese e da elefantiache, irrazionali inefficienze. Il tutto reso gradevole, involontariamente umoristico, dai disegnetti a matita con cui l’autore ha accompagnato le descrizioni, delle quali non passa inosservato lo stile aulico, a volte lezioso, a volte altisonante, sempre in cerca di vezzi arcaicizzanti.

 

Francesca Mazzucato
Hot line. Storia di un’ossessione
Torino, Einaudi, 1996
Protagonista di questo romanzo breve è una giovane bolognese, che tutte le sere sale su un treno per Modena, per recarsi al lavoro. Tutto normale, se l’ufficio non fosse quello di un telefono erotico, e la ragazza non facesse - appunto - la sex-worker virtuale, a sessanta mila lire per ogni conversazione.
Per Lorena (questo è il nome d’arte che la ragazza si è scelta) la notte modenese si popola dei fantasmi erotici di tanti uomini normali, dalla vita professionale consolidata, che cercano di sfuggire alle proprie ossessioni consumando con lei una trasgressione che con l’abitudine diventa quasi affettuosa e improntata a familiarità.
Sullo sfondo, oggetto di tanti flash-back, scorre la vita di Lorena, dominata dal doloroso amore per il padre, andato a vivere con un’altra donna, dopo avere abbandonato lei e la madre.

 

Miguel son sempre mi
a cura di Matteo B. Bianchi
Bologna, Nuova tempi stretti, 1996
Dopo il successo di Kaori non sei unica, questa seconda antologia di "letteratura spot" si spinge indietro nel tempo, a recuperare i vecchi eroi dell’immortale Carosello. Ed ecco i risvolti tragici della vita dell’Uomo che non deve chiedere mai, i ripensamenti angosciosi di chi non ha cambiato nulla della propria vita, nemmeno il proprio fustino in cambio di due, gli inconfessabili motivi del rapimento di Carmencita, la donna del Caballero, il potere iettatorio dell’odiato Omino coi Baffi. Chiude la carrellata di racconti una gustosissima serie di Lettere a Pocrife, personaggio misterioso, a cui molti hanno dedicato una ragguardevole corrispondenza.

 

Nicola X
Infatti, purtroppo. Diario di un adolescente perplesso
Roma, Theoria, 1995
Siamo nell’anno scolastico 1992-1993: la destra è andata al governo, e gli studenti di tutt’Italia occupano - anzi: okkupano - le scuole; il Liceo Mamiani di Roma non si sottrae al comune destino. Con l’occupazione, gli studenti rispolverano il glorioso armamentario di miti e slogan della sinistra giovanile degli anni sessanta. Ma la vera protagonista negativa di questo libro è la scuola, che risulta capace di rovinare qualunque interesse nei ragazzi, costretti a ritagliarsi canali alternativi di crescita intellettuale, morale e umana. Un libro divertentissimo, con una morale seria, scritto da un giovane che ha il genio narrativo nel sangue: dietro il misterioso nome di Nicola X si cela, infatti, il figlio di Lidia Ravera.

 

Norman X e Monique Z
Norman e Monique. La storia di un amore nato nel ciberspazio
Torino, Einaudi, 1996
L’amore può viaggiare per posta elettronica? Sembra di sì, a giudicare dalle vicende occorse alla parigina Monique e al californiano Norman, protagonisti della storia d’amore documentata in questo breve romanzo epistolare. Grandi appassionati di cinema, i due giovani si sono conosciuti in una lista di discussione su Compuserve, ed hanno continuato a comunicare fra loro attraverso il canale privato dell’e-mail.
Complici della loro passione virtuale, due macchine da sempre rivali: un Mac Powerbook e un Texas, rigorosamente MS-Dos, che hanno reso tecnicamente possibile una corrispondenza fitta e romantica, ignaro delle distanze e delle differenze di fuso orario.

 

Pier Giorgio Paterlini
I brutti anatroccoli. Dieci storie vere
Milano, Feltrinelli, 1994
Che cosa è la bruttezza, e in che misura è in grado di condizionare la vita degli uomini e delle donne? Anche se nessuno è disposto ad ammetterlo apertamente, la bellezza è davvero una carta in più da puntare al tavolo della vita, mentre la bruttezza gioca il ruolo di vero e proprio handicap. In dieci storie rielaborate in forma narrativa, l’autore mostra il tragico destino dei brutti, a cui è concesso di essere gli amici cari e fidati delle persone delle quali sono innamorate: cinque uomini e cinque donne, che hanno mancato il loro appuntamento con la felicità.

 

Rocco e Antonia
Porci con le ali
Roma, Savelli, 1976
Pubblicato per la prima volta vent’anni fa, questo libro ha segnato l’esordio narrativo di Lidia Ravera, accompagnata in questa avventura da Marco Lombardo Radice. Ripubblicato ora nei "Miti" mondadoriani, ci restituisce tutta la disperata voglia di cambiare dei ragazzi del Sessantotto, impegnati a filtrare attraverso i must della politica la propria scoperta di se stessi, del mondo dei sentimenti e della sessualità. Rocco e Antonia sono due sedicenni che al Liceo Mamiani di Roma partecipano attivamente alle occupazioni e ai dibattiti sull’autogestione scolastica, attorniati da funzionari di partito a caccia di consensi politici e di effusioni amorose, genitori di sinistra incapaci di comunicare, collettivi studenteschi che impongono i riti dell’autocoscienza di gruppo a detrimento degli spazi di coppia. Un libro tenero e divertente, per rileggere una pagina del nostro recente passato, e scoprirne le distanze dall’oggi.

 

Tiziano Scarpa
Occhi sulla graticola. Breve saggio sulla penultima storia d’amore...
Torino, Einaudi, 1996
Esercizio letterario di sopraffina verve, questo romanzo breve ha rivelato al grande pubblico un giovane scrittore veneziano alla sua prima importante prova. Protagonisti della surreale vicenda, accomodata in una gradevole cornice narrativa, due studenti universitari fuori sede, che hanno trovato un modo economico ma faticoso di integrare l’esosa quota di affitto: produrre ogni giorno due dosi di sperma, che la padrona di casa usa come crema antietà.
Altro personaggio-chiave della vicenda, Carolina Groppo, una disegnatrice che si guadagna da vivere reintegrando gli organi sessuali censurati nei castigatissimi Manga giapponesi, resi più espliciti per i consumatori italiani di fumetti erotici.

 

Giampaolo Spinato
Pony express
Torino, Einaudi, 1996
Un giovane milanese uscito dalla scuola di arte drammatica si sistema in una stanzetta ammobiliata, da cui ha tutte le intenzioni di cominciare la propria vita di adulto. Ma il lavoro promesso non arriva, e il ragazzo sprofonda nella solitudine e nell’ipocondria; per evitare i contatti con il mondo esterno, non esce più di casa, raziona le provviste, e scrive al buio pensieri sconnessi su un quadernetto, arrivando a esercitare il proprio gusto compilatorio su un bestiario ideale.
In una Milano bloccata dalla neve (siamo nell’85, l’anno della grande nevicata), una telefonata misteriosa lo riscuote dal torpore letargico nel quale si è accomodato, e lo trascina dentro una vicenda che ha tutto il sapore del giallo metropolitano; al centro del mistero, una agenzia di consegne a domicilio dove lavorano personaggi con qualcosa da nascondere.

 

Domenico Starnone
Ex cattedra
Milano, Feltrinelli, 1989
Costruito come un diario tragicomico dei piccoli e grandi eventi di un anno di scuola, questo libretto ci regala un ritratto al vetriolo della scuola italiana.
Insegnanti doppiolavoristi e madri di famiglia gettati nello sconforto dalle riunioni pomeridiane; bidelli nullafacenti ma ben disposti a far lavoretti a casa del preside; un preside ottuso e imbelle, intento a far creste sulle spese per i libri e le gite scolastiche: questi i piccoli protagonisti nati dalla penna di Starnone, tutti biecamente alleati a rendere difficile la vita agli studenti, visti non come soggetti del processo educativo, ma come intralci fastidiosi ai veri interessi di ognuno.
Godibilissima la trasposizione teatrale di questo pamphlet, Sottobanco, con una insuperabile Angela Finocchiaro.

 

Federico Starnone
Più leggero non basta
Milano, Feltrinelli, 1996
Diario di un anno di servizio civile, questo libro testimonia la vita di un giovane obiettore di coscienza, assegnato all’accompagnamento di Elena, una ragazza distrofica.
Il diario ripercorre la storia dell’amicizia fra i due giovani, che col tempo hanno costruito un’intesa profonda e affettuosa, basata sulla reciprocità del dare e dell’avere. Elena, infatti, non si limita a subire l’aiuto del ragazzo, ma vive attivamente ogni movimento che Federico le fa compiere con la carrozzella, aggiungendo il proprio sforzo a quello di lui.
Un libro intenso e già "maturo" per il giovane Starnone - figlio del più celebre Domenico -, qui al suo esordio come scrittore.

 

Pier Vittorio Tondelli
Pao Pao
Milano, Feltrinelli, 1982
Ancora un libro sul rito di passaggio del servizio militare, croce e delizia dei giovani maschi italiani. Il protagonista della storia, narrata in prima persona con la forza evocativa del diario, è assegnato ad una caserma di fanteria con incarichi di ufficio. Il romanzo registra il tentativo collettivo di sfuggire agli impegni imposti dall’organizzazione militare: tutti si imboscano, tutti si infrattano, e l’attività fondamentale appare essere farsi canne e amoreggiare. Predomina in questo piccolo romanzo di iniziazione, già diventato un classico della letteratura contemporanea italiana, l’orrore per un universo vissuto come estraneo, ostile e sostanzialmente stupido, che però riesce a lasciare per sempre una traccia di sé.

 

Sandro Veronesi
Venite venite B-52
Milano, Feltrinelli, 1995
Ci sono uomini che solo la Storia riesce a fermare: uno di questi è Ennio Miraglia, che i grandi eventi del XX secolo hanno portato alla rovina: prima i Beatles, che con la loro musica hanno fatto tramontare i suoi sogni di sassofonista, e lo hanno indotto a diventare boss dell’intermediazione, grande speculatore, imbonitore televisivo e guru della televisione interattiva. Poi il crollo del comunismo, che blocca un accordo commerciale con cui avrebbe potuto trasformare in realtà il suo sogno. Ennio si ritrova così a imboccare la via della latitanza per sfuggire al mandato di cattura per appropriazione indebita: un piccolo grande eroe del nostro tempo, un "mariuolo" che seguiamo con simpatia tra i night club e le sezioni di partito della Versilia, attorniato da collaboratori ottusi e geniali, alle prese con riti di purificazione disperati ed inefficaci.

 

Chiara Zocchi
Olga
Milano, Garzanti, 1996
Romanzo d’esordio di una giovanissima promessa della narrativa italiana, Olga ci conquista per lo stile asciutto ma delicato, e per l’originale taglio prospettico dal quale ci induce a seguire le vicende narrate.
La protagonista è infatti una bambina, che guarda al mondo degli adulti con curiosità, ingenuità e disincanto; con un padre violento e un fratello drogato, scopre che gli uomini sono poco raccomandabili: sembra che non sappiano far altro che urlare, riempiendo la casa e il loro cuore di silenzio.
In quelle condizioni, rimanere da sola con la mamma non è certo un dramma: basta mettere un po’ meno acqua per la pasta.