Acheng
Il re degli alberi
Roma-Napoli, Theoria, 1990
Nella Cina della rivoluzione culturale un gruppo di giovani istruiti viene inviato nelle campagne per realizzare il grande piano di disboscamento delle foreste, abbattendo gli alberi inutili e sostituendoli con quelli utili. Nemmeno il grande albero in cima alla montagna potrà essere risparmiato.
Ma per alcuni di loro la suggestione di un mondo incontaminato e l’incontro con un boscaiolo saggio e taciturno costituiranno un freno all’iniziale fervore rivoluzionario, e saranno occasione per una riflessione sul nuovo mondo che si va costruendo.
Anna Banti
Lavinia fuggita
Milano, La tartaruga, 1996
Nel settecento una orfanella non aveva diritto di esprimere la propria arte. Neppure se aveva dentro di sé il fuoco che le faceva comporre melodie bellissime: solo gli uomini potevano scrivere musica. Ma Lavinia non poteva impedire al proprio istinto di comporre; aveva incominciato alterando qualche nota qua e là nelle partiture composte da don Antonio Vivaldi; di nascosto aveva introdotto certe sue invenzioni, sostituendo interi motivi delle arie, diventando ogni volta sempre meno cauta. Finché aveva osato approfittare dell’assenza di don Antonio, per scrivere un intero oratorio.
Lavinia doveva parlare con don Antonio, che da musicista poteva comprendere la sua arte, e da prete aveva l’obbligo della confessione. Ma dopo l’incontro con il grande Vivaldi, a Lavinia non restò che un’unica via d’uscita.
Saul Bellow
L'iniziazione
Milano, A. Mondadori, 1992
Un padre scrive una lettera-testamento al figlio, raccontandogli la propria iniziazione al sesso e alla vita adulta, avvenuta cinquant'anni prima.
In una fredda Chicago del 1933 l'allora diciassettenne Louie, alle prese con la fatica di crescere, si ritrova invischiato in un'avventura fuori programma con una sconosciuta, che si conclude in modo ben diverso da quanto aveva sperato.
Un piccolo gioiello della narrativa americana, dall’autore che è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1974.
Tahar Ben Jelloun
L’amicizia
Torino, Einaudi, 1995
Si legge come un romanzo, ma non lo è. E’ invece un grande affresco di personaggi che consente all’autore, di origine marocchina, di interrogarsi sul significato e il valore dell’amicizia.
E lo fa non attraverso i libri, ma attraverso una lunga riflessione su se stesso, un viaggio nella memoria, dall’infanzia della scuola coranica agli anni maturi trascorsi a Parigi.
Fra rotture inaspettate e nuovi incontri destinati a durare, l’amicizia si afferma come uno dei valori assoluti nella vita di Ben Jelloun, anche quando viene offerta come dono gratuito, all’insaputa dell’altro.
Thomas Bernhard
Il loden
Roma-Napoli, Theoria, 1991
Un avvocato riceve la visita di un cliente, angariato dal figlio e dalla nuora che gli dilapidano il patrimonio e minacciano di cacciarlo di casa; il professionista prende nota del caso, con lo scrupolo che da sempre caratterizza il suo impegno sul lavoro.
Ma non può evitare di concentrare la propria attenzione sul cappotto che il pover’uomo indossa: è sicuramente lo stesso loden che portava suo zio, suicidatosi anni prima. Le vicende del cliente passano così in secondo piano: tutta l’attenzione dell’avvocato si incentra sul cappotto, che diventa il protagonista assoluto del racconto, segnando tragicamente il destino di chi ne diventa proprietario.
Enzo Braschi-Sergio Vastano
M'è preso un accipicchia
Milano, Zelig, 1995
Quando c'è la salute, c'è tutto: specie se si finisce alla clinica "Perdona loro perché non sanno quello che fanno", dove il Primario Beppe è una luminaria della scienza medica, e il suo assistente Peppe è un Secondario di tutto rispetto. Nella clinica sono presenti le più sofisticate tecnologie: peccato però che l'attrezzatura per la Tac sia solo un mezzo orologio, mancante di Tic.
In questo tempio dedicato a Ipocrita (degno contrappasso di Ippocrate), tutto è pronto per accogliere un unico paziente, danarosissimo, che per la salute della clinica i due esimi dottori si guardano bene dal guarire.
Fortuna che tutto questo succede nell'intermiland milanese: l'unico luogo dove possiamo ridere di gusto sulle miserie della nostra sanità pubblica e privata.
Enrico Brizzi
Paco & il più forte di tutti
Trieste, E. Elle, 1997
Dopo il successo di Jack Frusciante è uscito dal gruppo e di Bastogne, Enrico Brizzi, giovane talento della narrativa italiana, dedica ai lettori in erba il suo ultimo racconto, che vede protagonista Paco, capitano della squadra under 14 degli Athletics di Montevideo.
Fra desideri di vittoria e sogni di riscatto, sul rettangolo verde si gioca per Paco e compagni la partita più importante di tutte: quella dell’affrancamento da una vita di privazioni e di subalternità.
Il modello da imitare è Alberto Schiaffino, il campione che fece vincere all'Uruguay i campionati mondiali nel 1950. E sarà proprio lui, "il più forte di tutti", ad annunciare a Paco, assieme alla partecipazione alla nazionale under 14, la realizzazione di quel sogno che ha segnato tutta la sua giovane vita.
A.S. Byatt
Le storie di Matisse
Torino, Einaudi, 1996
Sono i quadri del pittore francese a costituire il filo conduttore e lo sfondo cromatico, oltre che narrativo, di questi tre racconti, tutti al femminile.
Nel primo, Le caviglie di Medusa, un’intellettuale di mezza età si trova improvvisamente a fare i conti con il decadimento del proprio fisico, amplificato dagli specchi di un salone di bellezza.
E’ invece una donna delle pulizie la protagonista di Lavoro d’arte: apparentemente insignificante e dotata di un senso del colore che fa inorridire la coppia di artisti presso cui presta servizio, finisce per rivelare una creatività veramente originale.
Chiude il libro Aragosta cinese, dove la sensualità del corpo femminile dell’opera di Matisse viene vista con occhi molto diversi da una studentessa anoressica e dal relatore della sua tesi, che lei accusa di molestie sessuali.
Raymond Chandler
La polverina del professor Bingo
Milano, Marcos y Marcos, 1990
Non si sa mai cosa passa per la testa di Joe Pettigrew, un uomo di mezza età, privo ormai di illusioni, e incapace persino di reagire alle quotidiane provocazioni della moglie e dell’amante di lei.
L’inaspettato incontro con un misterioso professore, vestito in frac e cappello a cilindro, gli offrirà l’occasione di cambiare vita, facendolo diventare invisibile.
Come resistere alla tentazione del delitto perfetto?
Ma ecco entrare in scena due poliziotti molto sospettosi, nella migliore tradizione di questo scrittore, il cui nome è legato a uno degli investigatori più celebrati dal cinema americano: quel Philip Marlowe che tutti ricordiamo nella magistrale interpretazione di Humphrey Bogart.
Kate Chopin
Il bacio
Milano, La tartaruga, 1996
Cinque brevi racconti sul profondo sud degli Stati Uniti, a firma dell’autrice de Il risveglio e di Storia di un’ora. Femminista, la Chopin ha saputo disegnare anche in questi racconti, come nei suoi romanzi maggiori, indimenticabili ritratti di donne, combattute fra l’inconfessato desiderio di ricercare un’identità personale, e l’esigenza di trovare nella sistemazione maritale la migliore garanzia per la rispettabilità sociale.
I racconti corrono tutti sul filo delle discriminazioni razziali fra neri e bianchi, all’insegna di una repressione sessuale che obbliga le donne a recitare il ruolo di individui incompleti.
Roberta Corradin
Ho fatto un pan pepato... Ricette di cucina emotiva
Milano, Zelig, 1995
Ci dev'essere un nesso tra i rossi d'uovo montati con lo zucchero e i pensieri di vendetta: così pensa l'autrice di questo delizioso libretto, che ci regala in forma narrativa una serie di ricette di cucina sopraffina, che nulla concedono alle preparazioni industriali, agli accostamenti banali, ai gusti stereotipati del fast-food.
Ogni piatto racconta una storia, comunicando sentimenti ed emozioni: il pan pepato per sfogare la rabbia, il tronchetto di marroni per segnare la fine di un amore, un menù rigorosamente in bianco per lasciar intendere all'ospite di non avere alcuna chance per il dopocena.
Anche dalla cucina passano le arti della seduzione delle donne: i profumi e i sapori della tavola sanno dire agli uomini più di mille parole.
Roald Dahl
Il libraio che imbrogliò l'Inghilterra
Parma, Guanda, 1996
Dal più grande autore di narrativa per ragazzi, un delizioso racconto per il pubblico adulto che ci porta a Londra, dove il proprietario di una libreria antiquaria si dedica ad un business tanto illecito quanto segreto, che gioca sul desiderio delle famiglie dei malcapitati clienti di conservare la propria rispettabilità. Nessuno protesta: impossibile farlo, visto che i clienti sono scelti tra i più illustri personaggi citati nei necrologi del "Times". Ma il gioco, fin troppo facile, viene scoperto da Scotland Yard, grazie agli effetti collaterali... della battaglia di El Alamein.
Il libretto contiene anche un secondo racconto, Lo scrittore automatico, con il quale Dahl ci conduce nel mondo fantastico delle macchine in grado di sostituire l'uomo in una delle pratiche più "umane" che ci siano: la creazione narrativa.
Enrico Deaglio
Cinque storie quasi vere
Palermo, Sellerio, 1989
In Uruguay un’amnistia generale libera dal carcere, dopo quindici anni, i guerriglieri appartenenti al movimento dei Tupamaros; una fanatica ricercatrice di storia orale finisce per intervistare dei fantasmi; un medico in cerca di fama individua un misterioso parassita in una malata immaginaria; un delicato problema di politica internazionale viene risolto grazie alla costruzione di una sinagoga per dieci ebrei.
Sono queste storie "credibili, ma false", che il giornalista Enrico Deaglio ci consegna, per catturare l’attenzione di lettori sempre più indifferenti e assuefatti ai clamori di una informazione dove tutto, paradossalmente, è sempre "incredibile, ma vero".
Daphne Du Maurier
Gli uccelli
Milano, La tartaruga, 1996
In uno scenario già segnato dall’inquietante presagio di una tragedia imminente, si consuma nel breve volgere di ore l’inversione del tradizionale ruolo fra uomo e natura. La natura riprende il proprio potere sugli esseri umani, costretti a ripararsi e a soccombere di fronte allo strapotere degli uccelli, che diventano i padroni incontrastati di ogni città e borgo d’Inghilterra.
Un padre di famiglia organizza al meglio le proprie difese, barricandosi in casa: ma sa che l’unica via di uscita da quell’incubo sarà la morte sua e di tutti i suoi cari.
A questo inquietante racconto si è ispirato Alfred Hitchcock per la realizzazione dell’omonimo film, interpretato da una indimenticabile Tippi Hedren.
George Eliot
Il velo strappato
Milano, La tartaruga, 1996
Conoscere il futuro è sempre stata una aspirazione profonda di tutti gli esseri umani. Ma sapere in anticipo ciò che succederà può diventare fonte di indicibile dolore, perché si è esposti senza protezione al dramma dell’esistenza: nessun dubbio, nessuna ombra, nessuna incertezza preservano dalle meschinità altrui e dal nostro destino.
Il protagonista di questo racconto ha il dono terribile della preveggenza, che lo costringe a guardare come al microscopio ogni azione di chi gli sta intorno: il suo è un destino di sofferenza, perché una tale capacità lo deruba costantemente delle gioie del presente, imponendogli la prospettiva di un futuro segnato dalla morte e dalla distruzione.
John Fante
Una moglie per Dino Rossi
Palermo, Sellerio, 1992
Sono in realtà tre i racconti contenuti in questo volume dello scrittore americano di origine abruzzese, già conosciuto in Italia alla fine degli anni trenta grazie alla traduzione di Vittorini.
Protagonista assoluta è la comunità italiana d’America: sia che vesta i panni di un timido barbiere, corteggiatore poco ardente e poco incline al matrimonio, incapace però di respingere le prepotenti insistenze di un rivale che vuole farlo sposare a tutti i costi (Una moglie per Dino Rossi); come pure attraverso i giochi e i drammi di ragazzi, che nei due brevi racconti successivi (Il chierichetto e La prima comunione) offrono ancora uno spaccato altrettanto angoscioso e comico di questa stessa realtà.
John Fante
Un anno terribile
Roma, Fazi, 1996
Pubblicato postumo nel 1985, questo romanzo del "più grande scrittore maledetto d’America" (così lo ha definito Bukowski) non si discosta molto dai testi precedenti: stessa ambientazione geografica e familiare - una famiglia di immigrati italiani nel Colorado, alle prese con la miseria di tutti i giorni negli anni della Grande Depressione; persino gli stessi ricorrenti personaggi: figli e moglie sottomessi alla indiscussa autorità del padre, nonché marito peccatore.
Ma su tutti emerge questa volta Dominic Molise, figlio diciassettenne di un muratore disoccupato, che affida il suo personale sogno di gloria e di riscatto al proprio braccio sinistro e ad un futuro di lanciatore nella squadra di baseball dei Chicago Cubs.
Jostein Gaarder
C'è nessuno?
Firenze, Salani, 1997
Un'amicizia speciale lega un bambino di otto anni ad un piccolo extra-terrestre, caduto sulla terra dalla propria astronave durante una trasvolata intergalattica. Il punto di vista di un extra-terrestre è diverso da quello degli esseri umani, che guardano ai fenomeni naturali e sociali che si verificano sulla terra senza porsi troppi perché.
Questo romanzo, scritto dall'autore de Il mondo di Sofia per i più giovani, offre a tutti l'occasione per riflettere sulla relatività delle opinioni, perché "quando due persone si incontrano, e una sta a testa in giù, non è così semplice stabilire chi dei due sta nel verso giusto". Contro le certezze che hanno la forza del pregiudizio, il piccolo extra-terrestre insegna ad apprezzare i dubbi, che consentono al pensiero di evolversi: "Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre".
Charlotte P. Gilman
La carta gialla
Milano, La tartaruga, 1996
Può la follia essere la risposta più lucida ai divieti imposti ad una donna da un marito che la tiene rinchiusa in casa, impedendole di uscire, di svolgere qualunque attività, e addirittura di scrivere un diario?
In questo racconto pubblicato per la prima volta nel 1892, l’autrice ci consegna l’angosciante ritratto di una donna che risponde con la forza della disperazione alle angherie dei propri carcerieri, cercando una via d’uscita nella tappezzeria della stanza dove è prigioniera.
In quella carta da parati gialla la donna scopre la vita parallela di un’altra se stessa: anch’essa prigioniera, anch’essa strisciante, che un’allucinata percezione di sé non riesce più a distinguere dalla propria devastata persona.
Jean Giono
L’uomo che piantava gli alberi
Firenze, Salani, 1996
In un villaggio abbandonato delle Alpi francesi viveva agli inizi del secolo un anziano pastore, che ogni giorno piantava nel pascolo cento ghiande. Negli ultimi tre anni ne aveva piantate centomila; di queste, diecimila sarebbero diventate querce, in grado di trasformare quella landa desolata in una foresta lussureggiante.
In questa fiaba moderna sulla condizione umana, l’autore de L’ussaro sul tetto ci richiama senza retorica e con delicatezza ai valori della costanza, della generosità e dell’altruismo, regalandoci un piccolo capolavoro, che spinge i lettori di tutte le età a riflettere sull’importanza dell’impegno personale nel raggiungimento di obiettivi collettivi.
Massimiliano Governi
Il calciatore
Milano, Baldini & Castoldi, 1997
Una vecchia Fiat Cinquecento è il teatro di una tragedia personale che trova sbocco solo in un omicidio: protagonista è un giovane sbandato, che individua il responsabile del proprio fallimento nell'uomo che gli aveva fatto da allenatore vent'anni prima, nella squadra dei pulcini della Lazio.
Fra allucinati flash-back e tormentate preparazioni della scena del delitto, si consuma la follia del protagonista, segnato fin dall'infanzia dal destino del perdente. Ma ecco finalmente, dopo vent'anni, il momento del riscatto atteso per tutta la vita: l'uccisione del vecchio allenatore.
Dashiell Hammett
La ragazza dagli occhi d’argento
Palermo, Sellerio, 1994
Si chiama Elvira, oppure Jeanne Clark? Il nome cambia, ma è sempre lei l’inconfondibile ragazza sottile e slanciata, dagli occhi color argento e dall’espressione infida.
La sua presenza è legata al crimine. Assetata di denaro, sceglie accuratamente le proprie vittime e le circuisce, aiutata da alcuni complici.
Ma la scia di cadaveri che lascia dietro di sé mette sulle sue tracce un detective, in un crescendo di situazioni tipiche del genere poliziesco, compreso l’immancabile ed estremo tentativo di seduzione per sfuggire alla cattura.
Lia Levi
Una bambina e basta
Roma, E/O, 1994
Che differenza c’è tra una bambina ebrea e una bambina e basta? Non poca, se la bambina ebrea vive a Roma negli anni delle persecuzioni razziali: senza rendersi conto di ciò che sta succedendo nel mondo dei grandi, la bambina protagonista di questo intenso racconto assiste alle sempre più pesanti discriminazioni operate dal fascismo sulla comunità ebraica italiana, avvertendo attraverso le manovre protettive dei genitori solo una piccola parte degli eventi che le hanno rese necessarie.
Comincia per la sua famiglia una lunga odissea fatta di traslochi e di progressive riduzioni delle possibilità di movimento, al termine della quale la protagonista si ritrova pienamente consapevole di una identità culturale e religiosa che finora si era trovata addosso come per caso.
Libretto estivo: tre racconti e tre canzoni
Milano, Marcos y Marcos, 1995
Davvero brevi i tre racconti inediti compresi in questo "libretto estivo", riservato agli amici di Marcos y Marcos.
Apre la serie un autore ritornato in voga in questa stagione letteraria: John Fante, che affida al suo Rapimento in famiglia la rievocazione amara di eventi legati al mondo a lui caro dell’immigrazione italiana nell’America di inizio secolo.
Quim Monzò ci introduce invece, con la sua Storia di un amore, nella vicenda grottesca di un incontro erotico tra un uomo e una donna, continuamente interrotto oltre ogni ragionevole dubbio.
Una scrittrice fallita, una libraia troppo sincera ed un inspiegabile incendio sono infine alla base dell’ultimo racconto, La vocazione, di Barbara Garlaschelli.
E se non bastasse, ci sono anche le tre canzoni di Boris Vian.
Fabio Lubrano
L’amore è una brutta cosa con un bel nome
Roma, Stampa alternativa, 1995
Chi ha detto che in biblioteca si va solo per studiare? Per Michele la biblioteca è invece la riserva di caccia dove catturare la ragazza di una sera o di tutta la vita: i libri sono una scusa per avvicinare una fauna variegata di esemplari femminili, che però non sembrano essere sensibili al suo fascino. Non resta che conversare con le sedie - più affidabili delle ragazze - o con i bibliotecari, che non brillano certo per eloquio, ma che almeno non tradiscono.
Divertissement allegro e scanzonato sul mondo fin troppo serio dei libri e della lettura, questo racconto è risultato vincitore del concorso "Storie in biblioteca" bandito dall’editore dei Millelire in collaborazione con la biblioteca pubblica di Gorgonzola.
Ian McEwan
L’inventore dei sogni
Torino, Einaudi, 1994
Peter Fortune è un bambino di dieci anni, che i grandi considerano difficile, perché sta volentieri zitto e da solo a "pensare ai suoi pensieri". E’ impossibile sapere che cosa passa nella testa di un bambino che sta sdraiato a guardare il cielo, a meno che questo bambino non lo dica, anzi lo scriva.
Dalla penna di un attento indagatore del mondo dell’infanzia, tanti sogni ad occhi aperti, che servono a rendere la vita meno noiosa: bambole che improvvisamente si animano e vogliono scacciare Peter dalla sua camera; il gatto William che emigra dal proprio corpo e lascia ad altri la sua pelliccia e la sua vita solo apparentemente sonnacchiosa.
E la famiglia non crea nessun problema? Niente paura: c’è sempre una Pomata Svanillina che all’occorrenza potrebbe servire al nostro eroe.
Manuel Vásquez Montalbán
Quartetto
Milano, Marcos y Marcos, 1993
Lo scrittore e giornalista catalano, che molti già conoscono per le imprese del celebre detective Pepe Carvalho, ci presenta ancora una volta un caso di omicidio da risolvere.
C’è un morto, anzi una morta, e c’è un ispettore che indaga per scoprire il colpevole. La cerchia dei presunti assassini si restringe ad un esiguo numero di amici della vittima, tutti appartenenti ad un collaudato quartetto che li ha visti per lungo tempo compagni inseparabili di viaggio e di avventura.
Ma nulla è come sembra. Chi ci assicura che il quartetto non sia piuttosto un quintetto? In fondo anche i tre moschettieri erano quattro.
Papalagi
Discorsi del capo Tuiavii di Tiavea delle isole Samoa
Roma, Stampa alternativa, 1992
Si può pensare che la tanto esaltata civiltà europea possa costituire un modello per i popoli che vivono ancora in maniera primitiva? Sembrerebbe di no, almeno a leggere questi brevi discorsi di Tuiavii, un saggio capo indigeno delle isole Samoa.
Dopo aver conosciuto gli usi e i costumi del Papalagi, cioè dell’uomo bianco, egli non esita a mettere in guardia i suoi fratelli polinesiani dal fascino perverso dell’occidente. E li invita a non farsi abbagliare dalle false luci e dalle ingannevoli conquiste di una cultura che sembra rendere l’uomo più libero, ma in realtà lo rende schiavo di bisogni innaturali e lo allontana dal suo vero equilibrio.
Sabrina Paravicini
Figli dell’albergo
Milano, Zelig, 1997
Primo cimento narrativo di una giovane promessa del cinema italiano, questo romanzo breve narra la vita di una particolare categoria di persone: i figli dei gestori d’albergo, per i quali l’albergo non è solo il luogo di lavoro della famiglia, ma diventa una vera e propria casa: mangiano al ristorante tutti i giorni, usano le stanze dell’albergo, sono privi di quell’identità familiare che solo una casa vera riesce a dare.
I "figli dell’albergo" sono diversi dagli altri, non solo perché emanano un costante odore di fritto, ma soprattutto perché non sono capaci di gestire la propria vita: qualcuno ha sempre pensato e operato per loro. Non hanno mai imparato a lavare i piatti, ad apparecchiare la tavola, a vivere una esistenza normale; quando i genitori abbandonano il campo, sono loro ad assumere le redini dell’albergo, quasi sempre per distruggere in poco tempo ciò che è stato costruito in tanti anni di fatica.
Marco Pastonesi-Giorgio Terruzzi
Il bello del gas
Milano, Zelig, 1995
A Monza negli anni sessanta c’era un bar, frequentato da gente con la fissa della velocità. Fra i più accaniti, Gino e Arturo, due fratelli che facevano azzardi meccanici in un’officina accanto alla pista, destinati a diventare prima collaudatori poi piloti.
Il libro ha il sapore di un amarcord motorizzato, in grado di restituire al lettore, grazie all’effetto musicale di una prosa che indulge alla rima, il mondo magico di passioni, scherzi e sfide con cui si cementano le amicizie del bar. Ma il mito di Gino e Arturo è destinato a morire, con l’entrata in scena - prosaica, realissima - delle donne, che rompono per sempre la magìa di quelle solidarietà: i due fratelli, sposandosi, debbono mettere la testa a posto, gettando nello sconforto tutti i compagni. Persino l’aquila delle loro lucenti moto Guzzi, per la disperazione, ha abbassato tristemente le ali.
Fernando Pessoa
Una cena molto originale
Milano, A. Mondadori, 1995
In che cosa consiste l’originalità di una cena alla quale Herr Prosit, nella sua qualità di presidente, ha invitato tutti i membri di una eccentrica Società di Gastronomia?
Quale incubo nasconde questo invito, concepito come punizione per i cinque giovani che hanno osato sfidare il presidente in fatto di arte culinaria?
E chi sono quei camerieri negri che si muovono nella penombra?
Alla maniera di E.A. Poe, di cui Pessoa stesso si dice debitore, un racconto sospeso tra il genere fantastico e il giallo, dove il comportamento del protagonista rivelerà presto i connotati di una mente patologica.
Di genere diverso il secondo racconto, Il furto alla Villa delle Vigne, che segue lo schema classico di una indagine poliziesca svolta all’insegna del confronto fra più ipotesi, per arrivare infine alla individuazione del vero colpevole.
Lalla Romano
Un caso di coscienza
Torino, Bollati-Boringhieri, 1992
Per chi avesse voglia di immergersi nel clima culturale degli anni cinquanta, il racconto di Lalla Romano offre la testimonianza di una storia vissuta in prima persona dalla scrittrice, nella sua veste di insegnante.
Convocata d’urgenza dalla preside della scuola, deve affrontare un caso di coscienza: la sospensione di una collega, accusata di essersi opposta, per motivi religiosi, alla trasfusione di sangue ordinata dal medico al proprio figlio.
Un’occasione e un pretesto per una riflessione più generale sul rispetto e la tolleranza riguardo alle libere scelte individuali, in un teatrino fatto di personaggi pronti a condannare, piuttosto che a comprendere
Luìs Sepùlveda
Storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare
Firenze, Salani, 1997
Questa favola ecologica per tutte le età narra la storia della straordinaria amicizia fra una giovane gabbiana e una squadra di gatti con il dono della parola. Il gatto Zorba ha promesso alla madre morente della gabbianella di prendere il suo posto, insegnandole a volare; per rispettare tale impegno, i felini consultano anche le enciclopedie, ma non trovano alcuna informazione utile sul volo.
Così, per amore della giovane gabbiana, decidono di chiedere aiuto ad un uomo, svelandogli di saper comprendere ed usare il linguaggio degli esseri umani. L’uomo a cui si rivolgono è uno scrittore: sa volare con le parole, ed è quindi la persona più adatta allo scopo.
Costui accetta il compito, ed aiuta la gabbianella a spiccare il salto, nella consapevolezza che solo chi osa può volare.
Antonio Skármeta
Non è successo niente
Milano, Garzanti, 1996
Dall'autore del Postino di Neruda, ecco un breve racconto dal sapore autobiografico, che narra le vincende di una famiglia di esuli cileni a Milano, dopo il golpe del 1973. Protagonista del racconto è Lucio, un ragazzino di quattordici anni, che cerca di integrarsi nel nuovo paese, padroneggiando subito la lingua, appassionandosi al calcio e imparando a mente tutte le canzoni italiane.
La sua vita, segnata dal desiderio di ritornare in patria, è scandita dalle manifestazioni per la libertà del Cile, ma è anche quella di un ragazzo normale, stretto fra gli amori per le ragazze, la solidarietà degli altri esuli, e qualche episodio di intolleranza razzista, destinato a concludersi davanti ad un piatto di pastasciutta.
Elena Soprano
La maschera
Milano, Baldini & Castoldi, 1996
Con questa intensa opera prima, Elena Soprano delinea con tratto deciso ed espressivo il mondo sconquassato delle giovani generazioni, alle prese con una quotidianità troppo difficile da gestire, troppo dolorosa da affrontare.
La protagonista del romanzo lavora come maschera alla Scala di Milano, e qui sbarca malamente il lunario, senza trovare la forza di diventare adulta, e di scendere a patti con la realtà esterna. Tra patologie alimentari mal dissimulate e difficoltà domestiche insormontabili, la giovane donna segna la piena rinuncia alle proprie responsabilità. Gettando le azioni mancate al di là di una rete ideale, la ragazza trasforma la propria storia personale in una maleodorante discarica di occasioni perdute.
Su Tong
Mogli e concubine
Milano, Feltrinelli, 1996
Più conosciuto nella trasposizione cinematografica Lanterne rosse, del regista Zhan Yi Mou, Mogli e concubine è il primo libro di una "trilogia delle donne" che prosegue con Cipria e La casa dell’oppio.
Nella Cina pre-rivoluzionaria la giovane studentessa Songlian, a seguito dei rovesci economici della famiglia, accetta passivamente di essere venduta ad un ricco marito. Diventata quarta moglie e concubina di Chen Zuoquian, inizia una nuova vita. Ma la competizione con le altre mogli e una profonda solitudine la porteranno presto alla follia.
Su Tong
Cipria
Roma-Napoli, Theoria, 1993
Nella Cina dei primi anni cinquanta, all’indomani della rivoluzione comunista, la prostituzione è una pratica da cancellare. Le case di tolleranza vengono chiuse, e le signorine che le animavano sono trasportate dalle guardie rosse nei campi di rieducazione, dove sono costrette a riscattare la loro precedente esistenza con il duro lavoro.
Al centro della vicenda, due prostitute poco propense ad essere salvate dalla perdizione: l’una, che fugge dal campo di rieducazione per rifugiarsi prima in un monastero buddista, poi in un matrimonio d’interesse con un vecchio; l’altra, che sposa un signorotto impoverito dalla rivoluzione, per poi fuggire senza lasciare più notizie di sé: un melodramma al femminile che segna l’incapacità di qualunque sistema di riformare l’anima delle persone.
Anne Tyler
Il tuo posto è vuoto
Il bernoccolo delle lingue
Chi tiene in piedi la baracca
Parma, Guanda, 1997
Hassan, medico iraniano che vive ormai da tempo degli Stati Uniti, sua moglie Elizabeth e la figlioletta Hilary, di appena due anni: una famiglia americana come tante, fino a quando nella loro casa non arriva dalla Persia la madre di Hassan, splendida vecchietta tenacemente legata a valori e simboli della sua terra.
Inevitabile lo scontro fra le due culture, irrimediabilmente lontane e incapaci di convivere sotto lo stesso tetto.
Scene di vita familiare della middle class americana anche nei due racconti successivi, dove la Tyler traccia, da un punto di vista femminile, il tema della estraneità fra genitori e figli e fra moglie e marito. Niente lascia prevedere una possibile via d’uscita alla solitudine e alla incomunicabilità.
Edith Wharton
Ethan Frome
Roma, Newton Compton, 1994
Può un amore essere così disperato da non trovare pace neppure nella morte? Può una storia essere tanto tragica da non riuscire a concludersi neppure con il sacrificio dei suoi protagonisti? Ethan Frome, un povero taglialegna del Massachussetts angustiato dalla durezza di una vita miserevole e dalla ottusità di una moglie crudele, si innamora della giovane Mattie, che porta nella sua vita una nuova carica di allegria e di giovinezza. I due amanti, piuttosto che accettare la separazione imposta dalla moglie crudele, risolvono di uccidersi, gettandosi con la slitta contro un grande albero. Ma dal disperato tentativo di suicidio escono per sempre sfigurati.
Edith Wharton, autrice del più celebrato L’età dell’innocenza, ci consegna con questo racconto un piccolo capolavoro della letteratura americana, recentemente adattato per il cinema, in un film ben interpretato da Liam Neeson nel ruolo di Ethan.
Edith Wharton
La zitella
Milano, La tartaruga, 1996
Quando Charlotte Lovell annuncia alla cugina Delia di intendere rinunciare al matrimonio con il facoltoso signor Ralston, appare subito chiaro che la sua decisione è irremovibile. Il suo destino è quello di rimanere zitella, per proteggere un segreto che condizionerà la sua vita fino alla fine, costringendola a nascondere i suoi veri sentimenti.
Tema dominante del romanzo è ancora una volta la denuncia garbata, ma implacabile, dei pregiudizi morali della società borghese americana di metà ottocento, mai intaccata dai drammi silenziosi che si consumano al proprio interno.
BiblioCD © 1997 Comune di Castelfiorentino