Biblioteca Comunale "Renato Fucini" - Empoli

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Interventi al seminario Il futuro del passato - 1

 

Maria Stella Rasetti
Direttrice della Biblioteca Comunale "Renato Fucini" di Empoli

La Pimpa e Aldo Manuzio: fondi antichi nella biblioteca pubblica

Porgo a tutti gli intervenuti a questo seminario il benvenuto del Sindaco di Empoli, Vittorio Bugli, e dell'Assessore alla Cultura Mariapia Albano Pagni, che ringrazio per avere promosso lo svolgimento di questo ciclo di iniziative rivolte alla valorizzazione dei fondi antichi nella nostra biblioteca.
Questa iniziativa nasce dalla integrazione più piena tra gli intendimenti della componente politica dell'Amministrazione, attenta a valorizzare le emergenze culturali della nostra città, e tutto il personale del Settore Cultura, a cui si riconduce la biblioteca, che ha seguito l'organizzazione non solo di questo seminario, ma anche la mostra didattica allestita nel Cenacolo degli Agostiniani ed un ciclo di conversazioni sulla storia del libro, svoltesi nei giorni scorsi nell'ambito degli incontri dell'Università dell'età libera.
Questa bella sinergia tra tecnici e politici è il contesto nel quale ha operato Eleonora Gargiulo, che ha coordinato e curato l'intero ciclo di iniziative "Il futuro del passato". Suo, in particolare, l'intervento di recupero catalografico delle edizioni del Cinquecento e la realizzazione del CD ROM, che costituisce uno dei protagonisti del seminario di oggi.
Voglio cogliere l'occasione per esprimere il più profondo apprezzamento per il lavoro da lei svolto, per la professionalità che ha saputo applicare nella ideazione e realizzazione di un prodotto decisamente innovativo, di cui fra poco potremo apprezzare le caratteristiche, scoprendone assieme la semplicità di impiego e la complessità di costruzione.
Questa manifestazione pubblica segna la conclusione di una tappa importante per la nostra biblioteca, che a partire dal 1997 ha avuto l'opportunità di partecipare al progetto regionale "Catalogazione del libro antico", provvedendo alla catalogazione elettronica delle sue 765 edizioni del Cinquecento, per un totale di 920 record bibliografici. I risultati dell'intervento catalografico sono stati rielaborati in linguaggio HTML e integrati con riproduzioni digitali, secondo modalità che vedremo più tardi, nel corso della dimostrazione che ne farà Eleonora Gargiulo.
La presentazione di questo catalogo intende offrire agli operatori delle biblioteche toscane una occasione di verifica sullo stato dei progetti di cooperazione regionale in materia di catalogazione e valorizzazione dei fondi storici. A questo riguardo contiamo oggi sulla presenza degli esperti che sono curatori scientifici e referenti tecnici di tali progetti: Gian Bruno Ravenni, dirigente dell'Ufficio Biblioteche della Regione Toscana, che ha promosso il progetto "Catalogazione del libro antico", e con esso un importante corso di specializzazione per operatori, nonché la costituzione della Commissione scientifica Gruppo di catalogazione del Libro antico, che ha prodotto il documento sui "criteri di catalogazione" a cui anche il nostro lavoro si è ispirato. Daniele Danesi, già direttore della Forteguerriana di Pistoia, e oggi direttore della Biblioteca degli Intronati di Siena, che è qui nella sua veste di curatore del progetto di cumulazione dei cataloghi del libro antico, uno strumento che si rivelerà sicuramente di grande aiuto per i bibliotecari toscani, alle prese con uno scarto tra posseduto e catalogato difficile da colmare se non attraverso operazioni di derivazione.
Mauro Guerrini, docente di Teoria e tecniche della catalogazione all'Università di Udine, membro della Commissione scientifica prima ricordata, curatore di Acolit, che ha assistito alla costruzione del nostro catalogo, fornendo utilissimi consigli e suggerimenti, che ne hanno sicuramente migliorato le prestazioni.
Sarà poi la volta della dimostrazione sul funzionamento del catalogo su CD ROM, curata da Eleonora Gargiulo, a cui potranno essere rivolte domande o richieste di chiarimenti. Saranno anche graditi interventi da parte dei colleghi, che vogliano fare osservazioni, operare critiche o illustrare le soluzioni alternative da loro adottate. A questo riguardo, voglio precisare che la soluzione HTML adottata nel catalogo è stata sottoposta a registrazione di copyright; poiché la procedura di tutela del marchio non è perfezionata, ci riserveremo di distribuire le copie a tutti gli intervenuti in un secondo momento, inviandole per posta. Il CD ROM è comunque consultabile anche nella sede della mostra didattica, che al termine della dimostrazione vi invitiamo a visitare, prima di concludere la mattinata con un piccolo buffet.
Nei minuti che restano a mia disposizione, desidero render conto di quella "strana coppia" evocata nel titolo del mio intervento: la Pimpa e Aldo Manuzio, due personaggi che poco hanno in comune, se non il fatto di dover trovare la migliore convivenza possibile nella biblioteca pubblica.
Le vicende storiche del nostro paese hanno fatto sì che insigni patrimoni bibliografici trovassero casa nelle biblioteche pubbliche anche di piccolissimi centri, investendo queste ultime di una duplicità di funzioni (conservazione e tutela da un lato, informazione e "pubblica lettura" dall'altro) che tendono ad entrare in rotta di collisione.
Per una biblioteca comunale, alle prese con bambini vocianti, fan di Sveva Casati Modignani, giovani a caccia di bandi di concorso, il fondo antico, spesso di grande pregio, costituisce una presenza ingombrante e spesso rimossa. Richiederebbe per sé solo risorse di cui non dispone la biblioteca nel suo complesso; abbisognerebbe delle cure di personale specializzato, che non trova certo posto nelle risicate piante organiche degli enti locali; reclamerebbe attenzioni di tutela e valorizzazione che superano di gran lunga le capacità operative dei bibliotecari, chiamati spesso ad affiancare alla loro azione professionale interventi in altri settori dell'Amministrazione. "Rottami di un naufragio", come li chiama icasticamente Luigi Crocetti, i documenti antichi si limitano quasi sempre ad abitare il salotto buono della biblioteca, aperto per gli ospiti di riguardo in occasioni assolutamente eccezionali. In molti casi, come nel nostro, sono provvisti dei soli cataloghi coevi alla costituzione del fondo, e perciò rimangono inaccessibili: preziosi muri di gomma contro cui rimbalza la gran parte dei tentativi di ricerca che prescindano da quel browsing promosso nell'utente di fronte allo scaffale aperto, ma impedito - per comprensibili motivi - di fronte alle scaffalature della sezione antica.
Si rileva una tensione oggettiva tra le funzioni di conservazione e di pubblica lettura, che non si scioglie attraverso il ricorso ad un peraltro improbabile surplus d energie, bensì ricompone attraverso una riscrittura del rapporto tra queste due funzioni. Come far andare d'accordo, dunque, la Pimpa e Aldo Manuzio? Trovare o ritrovare il senso della presenza di fondi librari antichi in una biblioteca di pubblica lettura è un'impresa tutt'altro che semplice. Scoprire o riscoprire il motivo tutto speciale per cui le piccole aldine o gli in-folio decorati sono nello stesso edificio della Pimpa, e non altrove, è l'unica strada per cambiare di segno il disagio nei confronti di una presenza scomoda.
Grazie alla collaborazione dell'Ufficio Biblioteche e Beni Librari della Regione Toscana, qui a Empoli ci siamo sforzati di trovare una possibile declinazione di questo accordo, mirando a dare traduzione operativa all'esigenza di restituire tali fondi librari alla nostra città: operazione, quella della restituzione, che a nostro avviso è l'unica a giustificare la permanenza di questo patrimonio all'interno della nostra biblioteca.
L'azione si è sviluppata, in continuità con quanto già positivamente sperimentato nel corso degli anni, lungo varie linee di intervento:
a) il recupero catalografico, effettuato con l'intento di identificare il posseduto, non soltanto per consentirne la necessaria individuazione all'interno del patrimonio, ma anche per leggervi in controluce la storia della nostra città: la storia degli intellettuali e degli enti che sono stati possessori di questi libri, le relazioni che essi avevano attivato con altri soggetti in diverse città toscane, i percorsi di lettura di coloro che hanno costituito la classe dirigente locale durante il Risorgimento, segnandone il gusto per i viaggi, l'interesse per la scienza e la tecnologia, l'apertura al pensiero politico illuministico e borghese, la curiosità nei confronti delle diversità culturali. L'operazione di catalogazione diventa occasione, quindi, per una ricerca di storia locale, utilizzando i fondi librari pervenuti alla biblioteca in dono come testimonianze del milieu culturale nel quale la nostra biblioteca, fondata nel 1833, affonda le proprie radici.
b) la conservazione e la tutela del patrimonio, operate soprattutto attraverso il controllo a vista, la spolveratura, l'azione di prevenzione dal degrado, piuttosto che attraverso il restauro, ultima ratio a cui comunque siamo ricorsi, sia pure in via residuale, per consentire il recupero di alcuni esemplari cinquecenteschi colpiti dalle schegge delle bombe durante la seconda guerra mondiale.
c) la valorizzazione del patrimonio antico, agìta attraverso l'organizzazione di esposizioni temporanee ospitate all'interno del complesso degli Agostiniani, da riproporre a cadenza annuale, con l'intento di promuovere presso la cittadinanza la conoscenza di fondi librari di cui spesso si ignora l'esistenza. Questa mostra, giunta oggi alla sua terza e ultima settimana di apertura, ha ricevuto consensi delle scolaresche, ma anche i cittadini adulti hanno mostrato di apprezzare l'incontro con i libri antichi, partecipando in grande numero alle conversazioni di storia del libro organizzate a latere, richiedendo visite di gruppo e visitando la mostra anche in forma individuale. Durante il mese di luglio sarà organizzata una nuova mostra di libri antichi, che intende dare risposta all'inaspettato consenso che questa esposizione ha incontrato in città. Fortunatamente i 30.000 esemplari di cui la biblioteca è ricca costituiscono un ricco serbatoio a cui attingere per allestire mostre sempre diverse, comunque in grado di suscitare l'interesse del pubblico.
d) la didattica del libro antico, operata attraverso l'offerta alle scuole del territorio di proposte di attività da svolgere in biblioteca sulla storia del libro, della stampa e della tipografia, con l'intento di costruire percorsi contrassegnati dal ricorso agli esemplari della biblioteca.

Per questo ultimo piano di lavoro, l'occasione della mostra "Il futuro del passato" ci ha consentito di produrre cinque giochi didattici espressamente pensati per i bambini della scuola elementare, che sono stati inseriti all'interno della cartella di documentazione del seminario. Questi giochi vanno ad arricchire il corredo delle proposte di lavoro attuate continuativamente nel corso dell'anno scolastico, nel corso delle oltre 100 visite che ogni anno portano alla biblioteca circa 2500 ragazzi con i loro insegnanti.
I giochi didattici ideati e realizzati dalla biblioteca si propongono di avvicinare i ragazzi alla storia del libro, non tanto attraverso lo strumento della scheda di verifica (che è materiale tipico dell'insegnante, non del bibliotecario), quanto attraverso la testimonianza della propria personale esperienza di rapporto con i libri antichi. Ed ecco quindi l'invito a scoprire le varianti presenti nelle marche manuziane, o a individuare le sottrazioni artatamente apportate ad alcune marche tipografiche: invito che non vuole essere educativo in senso stretto, ma preferisce limitarsi a fare il verso alla "Settimana enigmistica".
Ecco il gusto di indovinare quale città contemporanea si cela dietro gli altisonanti nomi latini, senza pretendere di aver accresciuto le competenze dei ragazzi in materia di lingue classiche. Ecco il piacere di osservare con attenzione le marche antiche e moderne, per scoprirne analogie e differenze, per studiarne le caratteristiche compositive, se non altro per battere sul tempo i compagni di classe impegnati nel medesimo cimento.
Si è trattato, per una biblioteca abituata a presentare la Pimpa ai bambini, di una sfida di non poco conto: una sfida da giocare prima di tutto contro noi stessi, che nutrivamo dubbi sull'efficacia di un intervento così "difficile". E invece i bambini e i ragazzi si sono entusiasmati; persino i più piccoli, di tre anni, hanno riferito con dovizia di particolari la storia di libroni così diversi da quelli che tutti i giorni maneggiano a casa, a scuola, o nella Sezione ragazzi della biblioteca.
Ultima, ma non meno importante, tra le linee di intervento adottate, quella che attiene alla valorizzazione dei fondi antichi attraverso la messa a punto di prodotti multimediali destinati anche al pubblico di non specialisti. Il primo di questi prodotti multimediali è il CD-ROM che presentiamo stamani, come risultato del lavoro di una biblioteca pubblica di dimensioni medio-piccole, che non può destinare più di 10 milioni l'anno al suo fondo antico, che non ha personale ad esso dedicato a tempo pieno, che non conta su partnership con dipartimenti informatici, ma fa conto solo sulle proprie risorse, sui propri strumenti hardware e software, sul proprio know how tecnologico. La soluzione adottata è autarchica, ma non improvvisata; casalinga, ma non sprovveduta; a basso costo, ma non di basso profilo qualitativo: è insomma la soluzione al miglior rapporto qualità/prezzo che siamo stati in grado di esprimere in questo momento nella nostra biblioteca. Ne siamo molto orgogliosi, ma nel contempo ci rivolgiamo alla comunità professionale, per ottenerne tutte le osservazioni migliorative di cui ha sicuramente bisogno.

 

 

URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/fondi/antico/futuro_sem1.htm
Data creazione: 1999-05-10. Data ultimo aggiornamento:2003-08-01.
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