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Do il mio benvenuto a tutti i partecipanti al seminario di oggi, organizzato dalla Biblioteca comunale di Empoli per
ricordare lo scrittore Renato Fucini a ottanta anni dalla morte, avvenuta il 25 febbraio 1921.
Saluto in modo particolare gli studenti del Liceo classico Virgilio, dell'Istituto tecnico Fermi, dell'Istituto
Tecnico Filippo Brunelleschi di Empoli e del Liceo scientifico Checchi di Fucecchio, e ringrazio i loro insegnanti che
hanno accolto l'invito del Comune ad aderire a questa iniziativa, con la quale intendiamo oggi ripercorrere un tratto della
storia culturale della Toscana a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.
E per fare questo, abbiamo scelto sicuramente il luogo più adatto: la sede della biblioteca comunale, che a Renato
Fucini è appunto intitolata dal 1959: una biblioteca che recentemente ha ampliato e differenziato i suoi servizi
informativi, occupando il piano nel quale ci troviamo adesso nel convento di Santo Stefano degli Agostiniani.
Con questo ampliamento essa ha acquisito un posto di rilievo tra le biblioteche pubbliche della Toscana, confermando la sua
vocazione di mediazione tra le istanze della modernità (rappresentate dalle nuove tecnologie) e il richiamo del
passato (rappresentato dai suoi preziosi fondi antichi).
Questa doppia anima, capace di guardare assieme al passato e al futuro, la ritroviamo anche nella iniziativa di oggi,
che la biblioteca ha voluto dedicare a Fucini, inserendola in un ciclo di incontri ("Autori e lettori agli Agostiniani")
che finora ha interessato solo scrittori viventi. L'incontro di oggi con l'autore Renato Fucini avverrà attraverso
la lettura di una selezione delle sue opere e il lavoro critico da parte dei relatori, che ringrazio per il contributo di
idee che essi porteranno ai lavori di questa mattina.
Un ringraziamento speciale va alle insegnanti della scuola elementare Carducci, che nel 1999 hanno realizzato un progetto
didattico incentrato sulla figura di Renato Fucini, al termine del quale hanno prodotto uno spettacolo teatrale di grande
qualità, coinvolgendo oltre 150 bambini tra i 6 e gli 11 anni.
Di questo progetto didattico parleranno questa mattina le rappresentanti delle insegnanti; ma già entrando in questa
sala avete potuto ammirare alcuni dei lavori prodotti dai bambini in quella occasione; si tratta solo di una testimonianza
di un lavoro molto più ampio e articolato, che però abbiamo inteso oggi riportare all'attenzione degli
intervenuti, perché ha segnato una delle punte più alte dell'interesse mai sopito per Fucini a Empoli.
Fucini non è uno scrittore empolese in senso stretto, e non lo celebriamo oggi come un personaggio empolese di cui
andare fieri; ha però avuto relazioni importanti con la città e con i suoi abitanti, a Empoli ha abitato
nell'adolescenza, e di quegli anni si ha ampie tracce nei suoi lavori narrativi; a Empoli ha fatto l'ispettore scolastico,
a Empoli è morto, nella attuale via intitolata a suo nome. Tutti noi ne conosciamo i vincoli con Dianella, dove ha
vissuto nella villa di famiglia ed è sepolto, con il padule di Fucecchio, il Montalbano, le colline di San Miniato e
le valli dell'Egola, dell'Elsa e della Pesa, che fanno da ambientazione e sfondo delle sue novelle più riuscite;
ricordiamo i suoi legami con Pisa, al tempo dell'università, e con Firenze, dove fu funzionario della
Comunità nel periodo di Firenze capitale, e intrattenne relazioni importanti con i macchiaioli e con gli
intellettuali operanti attorno alla rivista "Rassegna settimanale" che si schieravano a favore di una letteratura
non più romantica, ma più capace di rappresentare la realtà quotidiana.
In questo nuovo clima culturale Fucini ebbe relazioni con Verga, con Pasquale Villari, con Carducci, che lo venne a trovare
a Empoli.
Fu uno scrittore importante, non di secondo piano, e la critica (da Croce a quella contemporanea) è concorde in una
sua rivalutazione. Oggi i relatori che abbiamo invitato ci proporranno la loro chiave di lettura dell'opera di Fucini,
che potrà risultare utile in modo particolare ai ragazzi intervenuti, perché li metterà di fronte
ad un modo diverso rispetto a quello tipico dei percorsi di apprendimento scolastico, più corale ed assieme
più operativo, di avvicinarsi alla storia della letteratura.
Desidero concludere questo saluto, segnalandovi che in occasione dell'incontro di oggi, la biblioteca espone in una
piccola mostra tutte le opere fuciniane che essa possiede, ed anche il materiale critico su Fucini che ha raccolto
nel corso del tempo. Qui potrete ammirare anche un quadro del pittore Marcello Ciampolini in tema con la giornata
di oggi, perché ritrae Fucini con sullo sfondo la città di Empoli.
A tutti gli intervenuti ancora grazie e ai relatori auguro buon lavoro.
URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/autori/fucini/bugli.htm
Data creazione: 2001-05-30. Data ultimo aggiornamento: 2006-01-03.
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