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Biblioteca Comunale "Renato Fucini" - Empoli |
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Recensione
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Lidia
Ravera La festa è finita Milano, Mondadori, 2002 |
Un rigido inverno in una Torino addormentata dal benessere
e dalla routine quotidiana vede l’estremo, disperato tentativo da parte di
Alexandra, donna dallo charme ancora intatto, di ricucire le trame di un passato
eroico sostenuto da ideali ormai superati da un presente senza storia, di un
amore bruscamente lasciato in sospeso, ma mai sopito, alimentato da una passione
incontenibile, capace di resistere ad anni di assenza e di straziante nostalgia,
di rimpianti per gioie mai vissute, per attimi di felicità strappati a due vite
segnate da un comune destino, dolorosamente lontane per evitare un legame
intenso a tal punto da risultare distruttivo.
Eppure il trascorrere degli anni richiama il desiderio di incontrarsi, di
risvegliare emozioni sepolte da una giovinezza strozzata, escogitando l’organizzazione
di una festa, una rimpatriata tra vecchi “compagni di scuola” che si rivela
ricca di suspense per la mancata presenza dell’ospite più atteso, Carlo
Ronchi, un tempo leader della contestazione giovanile negli anni caldi del ’68,
benestante alleato di battaglie perdute ora divenuto un famoso direttore d’orchestra,
emigrato negli Stati Uniti e richiamato al suo passato torinese da un invito
tanto inatteso quanto gradito e accattivante.
Ma il ritorno del musicista si trasforma in un incubo, inspiegabilmente
prigioniero di Angelo Cugno, imponente operaio sessantottino del Sud un tempo
dipendente della Fiat, vecchio amico “proletario” di Carlo in credito con la
vita, alla continua ricerca di una giustizia sociale irraggiungibile, nostalgico
assertore di un’utopia naufragata sulle spiagge dell’indifferenza, pieno di
rabbia e di rancore verso coloro che hanno optato per una vita agiata e
soprattutto verso il compagno di sempre, simbolo del tradimento ideologico e
generazionale.
La narrazione, intensa e coinvolgente, ripercorre le tappe salienti del ’68,
ponendone in risalto i risvolti più deludenti e fallimentari rivissuti
attraverso il ricordo dei protagonisti, colorando di mistero le loro vicende che
vengono ad intrecciarsi in modo rocambolesco, con un finale sorprendentemente
tragico. Un ottimo romanzo, avvincente come un giallo e struggente come il più
romantico racconto ottocentesco, in un cocktail misurato di rievocazione
storica, passione politica, ideali rinnegati ed amori perduti.
Un'intervista alla scrittrice sul Café letterario di Alice.it:
http://www.cafeletterario.it/interviste/ravera.html
Un'intervista alla scrittrice a proposito del suo
precedente romanzo Maledetta gioventù
http://www.caffeeuropa.it/libri/26libriravera.html
Un ritratto digitale della scrittrice:
http://www.stefanocarofei.it/Ritratti/previewpages/previewpage5.html
URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/autori/ravera/
festa.htm