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Biblioteca Comunale "Renato Fucini" - Empoli |
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Recensione
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Clara Sereni Taccuino di un'ultimista Milano, Feltrinelli, 1998 |
“Ebrea per scelta più che per destino, donna non solo
per l’anagrafe, esperta di handicap e debolezze come chiunque ne faccia
esperienza, utopista come chi, radicandosi in quanto esiste qui e oggi, senza
esimersi dall’intervenire sulla realtà quotidiana coltiva il bisogno di darsi
un respiro e una passione agganciati al domani”. In queste brevi righe
introduttive la scrittrice riassume le tematiche centrali del suo diario, del
taccuino di una donna impegnata sul fronte politico che ama definirsi “ultimista”
in quanto portavoce e paladina degli ultimi, di tutti coloro ai cui la società
nega il diritto stesso di cittadinanza. Le quattro sezioni in cui si articola il
libro di appunti della Sereni ripercorre le tappe salienti di una vita sostenuta
da ideali granitici e sviscera ogni componente emotiva e psicologica che ha
accompagnato e costellato la sua vita di successi e umiliazioni.
Nella prima affronta la delicata questione del conflitto israelo-palestinese,
rivendicando le sue radici ebraiche a cui rimane profondamente legata, e
denunciando l’attentato a Rabin, vittima destinata della sua missione di pace,
e la condizione di scampati all’odio razziale dei suoi connazionali,
auspicando un intervento attivo dell’Occidente come promotore di accordi di
cooperazione, interlocutore tra due popoli incapaci di dialogare. La seconda
parte rievoca la sua famiglia di estrazione proletaria e di ideologie
antifasciste, l’infanzia, l’adolescenza, l’abbandono della casa di origine
a vent’anni e la prima fallimentare esperienza letteraria, seguita dopo
diversi anni dal suo primo romanzo di successo, Casalinghitudine,
e la sua militanza politica con i gruppi di estrema sinistra. Madre, scrittrice,
moglie: ben presto arriva anche la carica di vicesindaco e con essa l’impegno
di prestare ascolto ai bisogni silenti di coloro che non hanno voce nella storia
dell’umanità. Difficile per una donna conciliare i diversi oneri lavorativi e
familiari, sottrarre tempo agli affetti, ma è giusto farlo in nome di un ideale
in cui credere. Infine le forzate dimissioni dalla carica politica, espulsa in
quanto presenza scomoda che andava a scuotere assetti di potere consolidati col
suo fare poco accomodante e per nulla propenso ad assecondare il potere
maschile. La terza e la quarta sezione si presentano come aperta denuncia della
pubblica amministrazione, dell’inadeguatezza delle strutture, della mancanza
di assistenza verso i portatori di handicap, dell’emarginazione e del disagio
sociale. E’ doveroso offrire ai malati opportunità di interazione con la
società, disposta ad accoglierli non con pietismo o asssistenzialismo, ma con
la consapevolezza del contributo che possono apportare e parallelamente
promuovere una cultura del cambiamento a favore dell’integrazione. Solidarietà
e crescita civile: è necessario crederci, mantenere l’emozione di un mito, di
un’utopia che non sbiadisca col tempo.
URL:
http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/autori/sereni/ultimista.htm
Data creazione: 2002-05-20. Data ultimo aggiornamento: 2002-05-20. Webmaster