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Recensione

[Copertina del libro: Maryse Condé, La vita perfida, Roma, e/o, 2001] Maryse Condé
La vita perfida
Roma, e/o, 2001

Claude è l'ultima discendente della famiglia Louis, di cui sente il bisogno di ricostruire le vicende, ripercorrendo – in parallelo a quella dei propri antenati – anche la storia della Guadalupa, in un difficile tentativo di disegnare ex novo una identità profondamente segnata dall'odio verso i bianchi, dal dolore per le umiliazioni subìte in tanti anni di subalternità e dal desiderio di emancipazione.
È stato il bisnonno Albert, fuggito dalle piantagioni di canna da zucchero per cercare fortuna a Panama e negli Stati Uniti, a liberare la famiglia dal giogo della miseria e della disperazione, facendo abile uso di uno spiccato talento negli affari. Divenuto seguace di Marcus Garvey, fondatore dell'Organizzazione per il miglioramento dei Neri, Albert ha lasciato ai figli il compito di interpretare, ciascuno a suo modo (con la politica e con i traffici) il proprio sogno di emancipazione.
Nell'ideale affresco di famiglia, spicca la figura di Thécla, madre di Claude, che ha vissuto il maggio francese e sogna di cambiare il mondo.
Esponente di rilievo della letteratura sulla diaspora nera, Maryse Condé può essere considerata, per la narrativa di lingua francese, l'equivalente di Dionne Brand per la narrativa di lingua inglese.

URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/donne/bibliodonna/2005/txt/20.htm
Data creazione: 2005-02-25. Data ultimo aggiornamento: 2005-02-25. Webmaster

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