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Intervista a Giulia Rabissi

[Foto di Giulia Rabissi] Giulia Rabissi, nata il 5 settembre 1988, è la più giovane partecipante al concorso "Parol&note". Ha scritto il racconto ispirato a "Il cielo in una stanza" nell'estate del 1998, quando non aveva ancora compiuto dieci anni.

D. Quando è nato il tuo amore per la lettura e la scrittura?
R. Ho cominciato a leggere a 3 anni e mezzo, a 4 anni ha cominciato a scrivere, ed è stato subito un grande amore fra me e i libri. Sono partita con le favole, le fiabe, i racconti avventurosi. In questi giorni ho terminato di leggere un libro della collana "Le ragazzine" e ho appena cominciato un libro di Stephen King.

D. E a scuola, come va?
R. A scuola mi trovo molto bene, ora faccio la prima media; ho avuto anche la fortuna di incontrare una insegnante appassionata, che ogni settimana accompagna la mia classe in biblioteca, alla ricerca di un libro da leggere.

D. Come sei venuta a sapere del concorso "Parol&note"?
R. Ero in vacanza a Follonica, e sono andata in biblioteca a cercare qualcosa da leggere. Lì ho trovato il dépliant con il bando di concorso, e ho subito pensato di partecipare.

D. Come è caduta la scelta sulla canzone "Il cielo in una stanza"?
R. Quando ho deciso di partecipare al concorso, mi sono messa alla ricerca della canzone adatta, che mi facesse venire l'ispirazione. Ho sentito "Il cielo in una stanza" alla radio - non l'avevo mai sentita prima -, e ho pensato che fosse davvero una canzone speciale. In quel periodo [estate del 1998, n.d.r.] c'era la guerra in Yugoslavia, si sentiva parlare delle guerre in Africa, e allora ho avuto l'idea di ambientare il racconto in una atmosfera segnata dalla guerra. Io, poi, passo molto tempo in casa, e quando sono nella mia stanza, riesco ad usare la fantasia e ad andare oltre le quattro pareti, per viaggiare con la mente, un po' come succede nella canzone. Ecco, il racconto è nato così.

D. Il protagonista della tua storia è una persona adulta. Come hai fatto a immedesimarti, tu bambina, nei sentimenti di un adulto?
R. In effetti, nel mio paese [Torniella di Grosseto, n.d.r.], non ci sono molti bambini, e quindi io sto sempre in compagnia di persone più grandi di me. Sono abituata ad avere a che fare sempre con gli adulti, tendo a stare con persone più grandi di me, e quindi non ho difficoltà ad immedesimarmi nei pensieri di un adulto.

È la prima volta che partecipi ad un concorso di narrativa?
R. No, e ho già ottenuto alcuni risultati che mi hanno fatto molto piacere. Ho vinto il primo premio al concorso "Il piacere della bicicletta" a Bari, dove si doveva scrivere un racconto ispirato appunto al ciclismo. Poi ho avuto una nomination a Grosseto ad un concorso a tema libero, dove ho partecipato con un racconto fantastico, dal titolo "Viola e la fantasia"; ho avuto anche una menzione a Firenze al Circolo CyberMetello, presso la Società di Mutuo Soccorso di Rifredi.

D. Speravi di ottenere un risultato così buono anche in questo concorso?
R. Sinceramente no, perché sapevo che gli altri concorrenti erano tutti molto più grandi di me. I grandi non mi spaventano, però mi rendo conto che la strada da fare è ancora molto lunga.

D. Giulia, parlaci un po' di te. Qual è il tuo peggior difetto e il tuo miglior pregio?
R. Beh, è un po' difficile giudicare se stessi. Devo ammettere che sono parecchio golosa, soprattutto di cioccolata, e poi sono anche testarda. Tra i pregi, mi riconosco la gentilezza, e un grande amore per gli animali, soprattutto i gatti.

D. Se tu avessi una bacchetta magica, che cosa vorresti cancellare e che cosa vorresti moltiplicare?
R. Vorrei cancellare sicuramente le guerre e le malattie, perché non tollero la sofferenza delle persone. Vorrei moltiplicare la pace, il rispetto dell'ambiente e della natura, e soprattutto l'amore per gli animali.

URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/giovani/parolenote/1998-1999/rabissi.htm
Data creazione: 2000-01-08. Data ultimo aggiornamento: 2005-08-20. Webmaster

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