Biblioteca Comunale "Renato Fucini" - Empoli
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Codice racconto: 002
EMILIANO DOMINICI (Livorno)
Canzone ispiratrice: "Onda su onda" (Paolo Conte)
Testo del racconto: "Alla deriva"
"Tesoro, l'hai messo il costume in valigia?"
"Sì."
"Il cappello bianco?"
"Anche."
"La maglietta che ti ha regalato mia madre te la sei ricordata?"
"Sì, amore."
"E le scarpe le hai messe nella valigia giusta? Mica vorrai metterle insieme ai vestiti? E le carte da gioco? La cravatta a pois? Il completo elegante per la sera? Lo spazzolino, la schiuma da barba, l'accappatoio...?"
Questa sorta di interrogatorio è rivolto al sottoscritto da Sara, mia moglie da ormai vent'anni. Per chi non lo avesse ancora capito, stiamo partendo. La nave salperà tra tre ore e ci aspetta una crociera extra-lusso. Ho risparmiato circa un anno per permettermi i biglietti. Volevo comprarmi un'automobile nuova, ma poi Sara ha insistito perché festeggiassimo il nostro ventesimo anniversario in maniera speciale, una specie di seconda luna di miele. Senza dirmi niente ha ritirato i nostri risparmi dalla banca e ha comprato i biglietti per la crociera.
"Ci vanno anche i Benenati, è un'occasione da non perdere", mi aveva detto mostrandomi i biglietti.
I Benenati li abbiamo conosciuti pochi mesi fa. Il marito è un collega di mia moglie che si è da poco trasferito nella nostra città. Sara si è subito trovata bene con Gianni, e lo ha invitato con sua moglie a cena a casa nostra, pochi giorni dopo averlo conosciuto. Condividono gli stessi gusti, la musica di Glenn Miller, i film di Charlie Chaplin, i vestiti eleganti, persino l'amore per il risotto al tartufo e i gelati al limone. La moglie di Gianni, Sandra, è piuttosto amorfa; sembra più la sua cameriera personale che non sua moglie. Sempre obbediente ai suoi ordini, sempre zitta, come se per parlare avesse bisogno del permesso di lui.
E dunque eccoci qui all'imbarco. I Benenati sono arrivati prima di noi.
"E' tanto che aspettate?", e baci, abbracci, strette di mano. Sara ha negli occhi una luce particolare, che non le vedevo da anni e anni, precisamente dal nostro primo viaggio di nozze.
Non so se vi rendete conto di quanta tristezza ci sia nell'affrontare una seconda luna di miele a distanza di venti anni dalla prima: molti capelli mi hanno abbandonato e ho una ciambella di grasso intorno alla vita. Sara si mantiene bene, ma non può far nulla contro le rughe sul collo e intorno alla bocca, i seni cadenti, i capelli tinti di rosso per nascondere quelli bianchi. Eppure lei è contenta di questo viaggio. Io ho accettato solo per superare la nostra crisi matrimoniale: ho pensato che due settimane in alto mare ci avrebbero aiutati a rinnovare il nostro ménage. E chissà che Sara, rilassandosi un po', non mi conceda di fare di nuovo l'amore con lei, dopo mesi e mesi che non lo facciamo.
"Amore, ricordati che stasera sul ponte c'è il cocktail di benvenuto, e poi il ballo inaugurale. E' la serata più importante della crociera, è bene cominciare con il piede giusto."
"Certo tesoro, ma lo sai che non sopporto il parrucchino. Sembro il personaggio ridicolo di qualche squallido racconto."
"Poche storie. Il parrucchino ti toglie almeno dieci anni. Non vorrai farmi passare per una ragazza che ha sposato il vecchio marito solo per interesse?"
Già, perché Sara crede di dimostrare venti anni in meno della sua età. Non si accorge che una ragazza di vent'anni non userebbe mai tutto quel trucco, o la tintura per i capelli, o abiti neri per sembrare più snella. Cose che Sara fa puntualmente.
"Allora, sono già le 21.00. Tra un quarto d'ora c'è il cocktail. Gianni e Sandra saranno già sul ponte che ci aspettano. Non vorrai arrivare in ritardo come al solito? Mi fai fare certe figure... Avanti, fatti dare un'occhiata... Aaarghhh!!! Quante volte devo dirti di non mettere i calzini corti?!? Lo sai che è da veri cafoni! Avanti, toglili subito e mettiti questi."
Sara mi porge un paio di calzini lunghi, color verde bottiglia che, secondo lei, farebbero pendant con la cravatta. Su questo ha ragione: la cravatta ha talmente tanti colori che può fare pendant con l'intero specchio cromatico.
"Ecco, adesso sei passabile."
Passabile...
"E io come sto?"
Fa un giro su se stessa per farsi vedere meglio. Ha ancora belle gambe, mia moglie. E quello sguardo pieno di luce la rende davvero più giovane.
"Sei bellissima. In gran forma. Sarai la più bella del ballo."
"Più bella anche di Sandra?"
Sandra, seppur più giovane di mia moglie, non ne condivide né la bellezza, né il fascino.
"Non c'è davvero gara. Insieme sembrate una pantera e una scimmietta, e la scimmietta non sei certo tu."
Sara sorride, felice del complimento e del paragone azzeccato. Adesso è pronta per la serata. Mi sistema il nodo alla cravatta e "Ora possiamo andare". Usciamo dalla cabina e ci incamminiamo sottobraccio per il corridoio. Bussiamo alla porta dei Benenati, ma non risponde nessuno.
"Saranno già sul ponte".
Difatti li troviamo lì. Gianni è impeccabile nel suo abito scuro, con i capelli biondi e gli occhi azzurri che risaltano sul suo viso abbronzato. Sandra invece sembra proprio una scimmietta, avevo ragione. Sara le dà un bacetto sulla guancia e le dice "Sei elegantissima", ma chi conosce mia moglie da un po' di tempo sa che la frase che ha pronunciato mentalmente è "Sei sciatta e insignificante". E come darle torto? Gianni non l'ha certo sposata per la sua bellezza, o per la sua vivacità. Il motivo - è palese - è di natura economica: una scimmietta il cui padre-gorilla è a capo di una delle più importanti case di produzione cinematografica. Ecco come la scimmietta può apparire appetibile...
Gianni mi stringe la mano, una stretta vigorosa da atleta, e mi porge una coppa di champagne. Fa lo stesso con Sara, ma a lei è riservato un bacio sulla guancia ed una frase sussurrata all'orecchio. Sandra guarda altrove, seduta in un angolo con un grande bicchiere pieno di ghiaccio e liquido blu. Sembra una scimmietta triste, di quelle che chiedono l'elemosina.
L'orchestra comincia a suonare. Sara è eccitata, non riesce a stare ferma. Il primo ballo lo concede a me. E' un walzer. Io ci metto tutta la buona volontà per ballarlo decentemente, ma lei è troppo scatenata e proprio non le sto dietro. Lei comincia a lamentarsi perché non tengo il tempo. Poi le pesto un piede. Lei mi lancia uno sguardo feroce, ma non vuole smettere di ballare prima che il walzer sia finito. Cambia subito idea appena vede che, nel girare vorticosamente, il parrucchino mi sta scivolando di lato, fino a coprirmi un orecchio e a lasciarmi scoperta parte della pelata. A questo punto mi prende per un braccio e mi riporta al tavolo. Gianni sta facendo uno sforzo immenso per non ridermi in faccia e non dispiacere a Sara, che è furibonda.
"Visto che come ballerino sei ancora peggio che come amante, per il prossimo ballo aspetto l'invito di un cavaliere migliore".
Gianni non aspettava altro. Io mi siedo accanto a Sandra, impegnata a far affondare con uno stecchino i cubetti di ghiaccio nel liquido blu. Il walzer finisce, e Gianni fa un inchino a Sara.
"Posso avere l'onore del prossimo ballo, signora?"
La rabbia di Sara pare cessare di colpo, e i suoi occhi si illuminano come due fari.
"Con immenso piacere".
Si avviano sulla pista. La scimmietta non alza neanche lo sguardo, io addirittura lo abbasso. L'orchestra comincia a suonare le prime note. E' un ritmo lento, e lo riconosco quasi subito. E' la canzone che ci ha fatti innamorare. Sara non l'aveva ballata con nessun altro, fino ad ora. Io alzo lo sguardo per un momento, ma è troppo per me. Sara è avvinghiata al corpo di Gianni, lo stringe con sicurezza, gli occhi chiusi, tiene la testa appoggiata sulla sua spalla, mentre lui incrocia le mani dietro la schiena di lei. Gli occhi pieni di luce di Sara...
Sara...
"Scusami un attimo, torno subito", dico alla scimmietta. Lei alza appena lo sguardo e subito lo rituffa nel mare blu del suo bicchiere. A passi veloci attraverso la nave, lontano da tutti. Ho bisogno di vento in faccia, ho bisogno di non pensare, ho bisogno che questa notte fresca mi congeli la mente, che il buio assoluto addormenti questa rabbia, questa sensazione di impotenza, questa tristezza infinita...
Il buio ha fatto il suo effetto. Non solo mi ha addormentato i pensieri, ma anche gli occhi si sono chiusi, e in qualche modo devo essere volato giù dalla nave. Non riesco a vedere niente, se non la grande sagoma illuminata che si sta velocemente allontanando. Le luci sono sempre più piccole, mentre quest'acqua gelata mi irrigidisce le membra. Ho provato a gridare, ma la musica dell'orchestra ha coperto la mia voce, e la nave si è allontanata sulle note della nostra canzone... E tu la stai ballando insieme a lui. Stretti l'un l'altra, pregustate già il momento in cui sarete soli in cabina, incuranti di me e della scimmietta. Sara, l'ultimo pensiero prima di annegare è per te, per te che chissà quando ti accorgerai della mia assenza...Sara, la nave è scomparsa nel blu, e io sto per morire affogato, o congelato, o mangiato dai pesci, e non ti rivedrò mai più... Sarà, ma non mi importa...
..................
Probabilmente sono morto e le mie buone azioni mi hanno portato in paradiso. Un paradiso molto terrestre, a dir la verità. Sono sdraiato su una spiaggia, e questo sole cocente mi riscalda il viso. La sabbia è bianca come bicarbonato, e davanti a me si stendono un'infinità di palme. Sembra che il tempo si sia fermato, se non fosse per il rumore delle onde, e qualche uccello colorato che ogni tanto sfreccia nel mio campo visivo, e per quella noce di cocco che si è appena staccata dalla palma ed è atterrata sulla sabbia con un tonfo sordo. Il sole ha asciugato i pochi abiti che ho ancora indosso. Mi vedo già, novello Crusoe, ad esplorare l'isola in cerca di cibo e acqua. Penso già a come costruirmi un rifugio per la notte, e a come accendere un fuoco per proteggermi dalle belve che, affamate, si aggirano qua attorno.
Mi alzo a fatica e mi dirigo in direzione delle palme. E' un tripudio di colori...pappagalli multicolori che volano da un ramo all'altro, fiori blu, viola e rossi, fiori enormi, profumati, assaliti da una pioggia di farfalle. E poi foglie grandi come ombrelli, di un verde luminoso, accecante, insopportabile da fissare, e caschi di banane gialle che puntano dritte verso il cielo. E d'improvviso, occhi che mi guardano, decine di occhi neri, e bellissime donne nude, che vengono verso di me e mi offrono fiori infiammati dalle loro mani generose. E ancora, noci di cocco da bere, questo liquido biancastro che mi ridona la vita...
Non sono morto, certo. Ma sono comunque in paradiso. C'è un piccolo villaggio in cui le donne mi hanno portato; gli uomini mi hanno accolto altrettanto bene, hanno suonato per me, mentre le donne danzavano al ritmo indiavolato dei tamtam. E la notte...non vi dico cosa succede qui di notte. I loro costumi sessuali sono a dir poco disinibiti...tutte le notti una donna diversa entra nella mia capanna e finalmente faccio l'amore come non mi succedeva da anni. Adesso sì che mi sento vent'anni in meno.
Sara, puoi tenerti il tuo presuntuoso amante da strapazzo. Per quanto mi riguarda...vi ho già tutti dimenticati. Indietro non ci torno. Questa sì che è vita...in questo piccolo villaggio di anime semplici e femmine voluttuose, che mi nutrono di amore e cibo dalla mattina alla sera. E non fanno caso alla mia testa pelata o ai miei chili di troppo...anzi, sembrano gradirli davvero.
Stanotte ci sarà luna piena, e il villaggio si prepara a una grande festa. Tutti cantano e gridano, le donne ballano sfrenate, spingendo in avanti il bacino e spalancando le loro bocche rosse. E poi quattro uomini mi prendono in braccio e mi portano in trionfo, mentre la folla intera mi acclama e le mani delle donne mi sfiorano sensualmente la pancia. Mi fanno fare qualche giro, poi mi portano verso il cerchio dei suonatori, che fanno spazio e ci lasciano passare. Mi portano nel centro, dove arde un grande falò in onore della luna, e gli sguardi di tutti si concentrano su di me e sulla mia pancia, e le bocche all'unisono si aprono e si chiudono, e i denti bianchi che sbattono fanno un rumore assordante, come di belve che sbranano una preda, e sopra al falò vedo...vedo...vedo un gran pentolone pieno di acqua bollente e...e...
Oh oh.
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Data ultimo aggiornamento: 1999-08-16.
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