Biblioteca Comunale "Renato Fucini" - Empoli

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IL CANTIERE DI SCRITTURA "IN DIRETTA"
Prodotti

 

Ai miei tempi

Ai miei tempi
Non c'è la mezza stagione e non si sa più come
vestirsi.
C'è chi persino non si interessa della marca dei propri jeans
e scende in piazza perché tutti possano avere pantaloni diversi.

Ai miei tempi
I giovani non hanno ideali, si drogano e sono tutti uguali.
Nella foto di mio babbo da giovane non sono riuscito a riconoscerlo in mezzo a tanti.
Avevano tutti la stessa giacca e cravatta e la stessa marca di sigarette.

Ai miei tempi,
il tabacco non è una droga

Ai miei tempi
Piove, governo ladro!
Ma è pioggia e cavoli acidi!

Ai miei tempi
Negri e albanesi ci rubano il lavoro.
Ma stiano un po' a casa loro, come ha fatto mio nonno:
John Turturro, Italian Pizza, Little Italy, America.

 

La banal retorica che ogni giorno udiamo

Andiamo sempre verso qualcos'altro, di più intenso, di più lucente, di meno abbagliante, andiamo dico, ma ormai non muoviamo più un passo, mossi da un tappeto di gomma in continuo scorrimento; fatta una cosa se ne staglia subito un'altra all'orizzonte, più importante; immersi nell'attività conosciamo solo un mondo possibile, di produzione, di consumazione.
Dipendiamo dal dispendioso apparato tecnico scientifico economico politico, anzi ne siamo parte omogeneizzata; solo con una nostra partecipazione passiva a tale apparato possiamo avere la speranza di esistere; infatti ci è dato di esistere e di essere riconosciuti solo se apparteniamo, come individui utili, utilizzabili; un nostro di stanziamento ci relegherebbe al non essere; la nostra viene ad essere ed è un'esistenza senza senso, ove non siamo in grado di percepire il fine a cui tende l'agglomerato di cui facciamo parte; ma non percepiamo quasi mai la sensazione di insensatezza, perché organici e immersi in questo mondo che è l'unico possibile; se un tempo era plausibile sperare in una libertà dalla schiavitù, in uno spodestamento del tiranno, oggi viviamo nell'impressione di essere liberi, di potere all'interno di questo unico mondo scegliere i prodotti da acquistare, i bisogni da avere, avere necessità da dissetare, come parti del processo di consumo e di distruzione.
Il senso è vagheggiato in un domani, in un futuro, nei labili attimi di tenue lucidità; ma il domani è già oggi, è già previsto e predetto, stimato in cifre, inflazionato; di fatto il presente non esiste più, stritolato dalla prospettiva delle tendenze di primavera, estate; salvare il senso, attenderlo là dove non è presente, ricavandosi una fossa propria, con un progetto da realizzare, con uno scopo; in assenza di progetti e scopi si cadrebbe in uno stato senza tempo, in cui l'uomo rassomiglia l'animale, di cui invidia la cieca felicità, ma non lo desidera.
Il giorno se ne va alla ricerca di attività che rendano utile il tempo, lo facciano trascorrere e non solo passare, in cui l'attesa di un senso non appare del tutto insensato; l'occupazione pur priva di senso è comunque soddisfacente salvaguardando l'ancor più terribile assenza di senso che la disoccupazione comporta.
Fare come rimedio all'improvvisa presa di coscienza, agire come fuga dal libero pensare che la noia comporta. Alcuni deliberatamente si rivoltano contro la cecità dei più, e si contorcono per la spaventosa visione che la loro esistenza sembra avere; l'agglomerato sociopsicofilopolitico ricorre subito alle cattedre e alle siringhe per alleviare questa repentina caduta nell'oblio dei pazzi lucidi, nel tentativo di convincere questi frutti marci che la vita è bella, è nutriente e pulita; alleviare il dolore di questa presa di coscienza è anche il fine di chi ricorre a rimedi stupefacenti, interruzioni dell'esperienza per darsi a stati più piacevoli.
Là dove tutti vogliono la stessa cosa, tutti sono uguali: chi sente diversamente va da sé al manicomio.

 

[Senza titolo]

Il "male di vivere", secondo me, oltre ad una sfiducia o delusione nei confronti della vita dipende anche da un cattivo rapporto con se stessi.
Quindi non solo un "non riconoscersi" negli eventi che giorno dopo giorno ci capitano, ma anche nelle proprie attività, nel proprio modo di essere e di relazionarsi con gli altri.
Questo perché molto spesso c'è la difficoltà, soprattutto fra i giovani, di essere se stessi, di rivelare agli altri la propria personalità per paura di essere giudicati diversi dal gruppo rischiando con questo di reprimere quelli che in realtà sono i propri gusti o le proprie opinioni.
L' inquetudine e l'insoddisfazione che a volte ci colpiscono sono la conseguenza di una ... [illeggibile] e nascosta voglia di essere diversi da come ci propone la società, di provare ad affermare le proprie idee o realizzare i desideri più fantastici, voglia che però non riesce a concretizzarsi.

 

 

[Senza titolo]

La globalizzazione è un processo che ci sta ingrandendo sempre di più e se da una parte condivido molti miglioramenti che questo porta, dall'altra mi spaventa.
La rivoluzione informatica ha ridotto enormemente le distanze e sta facendo si che si venga a formare un unico villaggio globale che però taglia fuori i paesi sottosviluppati o peggio ancora li sfrutta solamente. Le diverse società che prima erano distinte da una propria cultura adesso si ritrovano a guardare le stesse trasmissioni TV, a ricevere le stesse informazioni e a ricevere modelli culturali sempre più simili tra loro e ad avere gli stessi miti.
Sinceramente non mi sento pronta a questa omologazione e credo che non lo sia pronta gran parte della società.
Basta vedere nel fenomeno immigrazione quanto il contatto con culture diverse dalle nostre provochi problemi legati all'inserimento sociale e che purtroppo viene vissuto da molti come un pericolo.

 

 

[Senza titolo]

Con gli insetti
annidati negli occhi
assomigli ad un nido ferito.
Nel ventre gonfio sono scesi
i pensieri accaniti sul perché
ancora vivi.

===

Io e te
diversi
camminiamo
paralleli
binari incerti
tracciamo
la stessa strada.

===

Come il vento
trasporto
il mio dolore
sabbia
degli occhi
di chi ci guarda.

===

MANIFESTO N. 1 DEL CANTIERE DI SCRITTURA CREATIVA:

 

Non chiedere altro
stai osservando il tuo futuro

 

 

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URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/giovani/parolenote/2000-2001/cantiere_prodotti.htm
Data ultimo aggiornamento: 2001-07-23.
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