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Intervista a Sabrina Bravetti

[Fotografia di Sabrina Bravetti] Sabrina Bravetti
terza classificata ex aequo nella Sezione Resto del Mondo
III edizione del Cantiere di scrittura creativa "Parol&note"

D. Ci parli di lei, raccontandoci in un minuto il "succo" della sua vita...
R. La mia vita sembra la via di mezzo fra quella di Superman e quella di Don Chisciotte. Celo la mia vera identità travestendomi da segretaria e lavorando full-time presso un'importante cooperativa di servizi; trascorro le giornate rispondendo al telefono, accogliendo decine di visitatori con il sorriso sulle labbra e barcamenandomi fra ettari di carta ed ordinaria follia. La sera torno a casa esausta, ma indosso il costume da supereroe e volo a coccolare le persone che amo, vera luce della mia vita. Quando ormai tutto il mondo dorme, accendo il computer ed inizio a scrivere... Chi sono in realtà? Una sognatrice, impavida erede di una poetessa che non ha avuto il coraggio di mostrare la propria anima al mondo, un'idealista convinta, una creatura proveniente da chissà quale piano, una ragazza che teme ogni cambiamento e che lotta con tutta se stessa contro i mulini a vento, giorno dopo giorno.
Il mio sogno più grande? È quello di dare a mio marito, il ragazzo che amo più di ogni altra cosa al mondo, il figlio che tanto desidera. Quando succederà, avrò finalmente scritto la pagina più importante della mia vita.

D. Qual è il ruolo della musica nella sua vita?
R. Mio nonno paterno e mia madre erano cantanti; mio nonno paterno e mio padre suonavano la fisarmonica, mia sorella il pianoforte, mio fratello la tastiera... come potrei non amare la musica? Scorre nel sangue della mia famiglia da generazioni! Mi sono innamorata di mio marito dopo averlo sentito suonare il piano ed aver scorto la sua espressione rapita dalla musica. Come se non bastasse, sono state le perenni critiche costruttive di un musicista (facente parte del gruppo degli Eh?) ad aiutarmi a crescere come scrittrice. La mia vita sembra legata finemente alla musica! Ogni volta che posso accendo la radio e canto a squarciagola (mi aiuta a rilassarmi, specie dopo una giornata in ufficio). Sono fermamente convinta che un mondo senza musica sia come una notte senza stelle.

D. E della lettura?
È la più bella fuga dalla routine che l'uomo abbia mai inventato! Ogni volta che leggo un libro, grazie al mio fortissimo senso di immedesimazione, è come se vivessi una vita parallela. Talvolta, alla fine di un libro, mi coglie un profondo senso di tristezza, l'impressione di esser stata tagliata fuori dalle vite dei protagonisti e da tutto quello che succederà loro da quel momento in poi.

D. Ci sveli il titolo del suo libro preferito, quello che ha veramente segnato una svolta nella sua vita.
R. Avendo letto tantissimi libri, trovo difficile nominarne solo uno. I più bei libri letti finora sono stati "Voci dal nulla" di Patricia A. McKillip, "Per il Trono d'Inghilterra" di H. Turtledove, "Il dio del fiume" ed "I figli del Nilo" di W. Smith. I libri che sicuramente hanno cambiato la mia vita sono stati "Il signore degli anelli" di Tolkien, "La saga di Dragonlance" di M. Weis e T. Hickman e "La saga delle tre spade" di Tad Williams. Dopo averli letti, ho iniziato ad amare il fantasy e sono entrata a far parte del mondo del gioco di ruolo, sia come giocatore che come master. Il gioco di ruolo, a dispetto di quello che molti sostengono, è un modo fantastico per superare la timidezza, coltivare amicizie e dar sfogo alla fantasia.

D. Ci parli brevemente delle sue esperienze di scrittura. Era la prima volta con Parol&note che partecipava ad un concorso letterario, oppure no?
R. Ho iniziato a scrivere a quindici anni, in un periodo piuttosto difficile della mia vita e, da allora, la scrittura è sempre stata parte della mia vita. Non potrei fare a meno di tramutare le mie emozioni in parole... credo sia l'unico modo concessomi per avere il coraggio di guardare in faccia i miei sentimenti... o per comunicare agli altri quello che spesso la mia insicurezza mi impedisce di dire.
Da allora ho partecipato ad alcuni concorsi letterari. Ho ricevuto diversi premi e riconoscimenti dall'Editrice H. S. Helèna Solaris di Milano (1993 - premio 3° speciale per la poesia "Innocenza" ed il racconto breve "Esistere per vivere"; 1998 - premio 2° d'onore per la poesia "Ti conosco!" ed il racconto breve "Il Cavaliere"; 1999 - Trofeo d'oro per la poesia "A Fabio" ed il racconto breve "Fuga"; 2000 - Premio d'oro per professionalità poetica a compiuto trienno 93-95-98; 2000 - 2° Assoluto per la poesia "Sogno"). All'edizione 2000/2001 di Parol&Note, il mio racconto "Duncan" (ispirato alle dolci note di "Per una storia" di Gino Paoli) è entrato nella rosa dei finalisti. Nel 2004, al Concorso "La Maschera ed il Volto" ho ricevuto una menzione speciale per la sceneggiatura "La Regina Vergine" per il gioco di ruolo On Stage!.

D. Quali sono i motivi che l'hanno indotta a scegliere la particolare canzone da lei adottata come "ispiratrice" del suo racconto?
R. Ho scelto una canzone degli Eiffel 65 per due motivi. Il primo, quello più importante, è perché devo molto agli Eiffel 65. All'inizio della loro carriera, mio fratello ed io ci volevamo bene, ma vivevamo le nostre vite come se fossimo due persone qualsiasi che condividono lo stesso tetto. Desideravo più di ogni altra cosa un dialogo con lui, ma non riuscivo a trovare il passaggio segreto che conduceva oltre le sue inaccessibili mura. Quando iniziarono ad uscire le prime canzoni degli Eiffel 65, scoprimmo di avere in comune l'amore per la loro musica... e cominciammo finalmente a parlare. Mio fratello iniziò a tenermi aggiornata sui loro singoli, sulle novità che li riguardavano, a farmi ascoltare i loro cd... e così via. Il secondo motivo è che "King of lullaby" è una bellissima canzone che rispecchia appieno il mio modo di vedere il mondo attraverso occhi perennemente sospesi fra sogno e realtà. Ho iniziato a fantasticare nell'attimo stesso in cui ho ascoltato le prime strofe ed ho compreso che non avrei potuto scegliere nessun'altra canzone!

D. Qual è il primo libro che comprerà, utilizzando il "buono-libro" messo in palio da Parol&note?
R. Se fosse possibile, potrei fare la pazzia di spendere l'intero buono-libro solo per comprare "La pietra dell'addio" e "La torre dell'angelo verde" di Tad Williams... Sono anni che li cerco (dopo averli presi in prestito dalla Biblioteca di Ravenna ed essermene follemente innamorata), ma senza alcun risultato!

D. E il libro in questo momento sul suo comodino?
R. Al momento sul mio comodino ci sono sei libri: "Anno Dracula" di Kim Newman, "Un bivio nel passato" di Fred Saberhagen e Roger Zelazny, "Che cos'è la psicologia" di Pierre Daco, "Cos'è la psicologia" di Jean Piaget, "L'arte di sognare" di Castaneda e "Orchi - I guardiani dei Lampi" di Stan Nicholls. Di questi sei, quattro mi sono stati prestati o regalati da amici o da mio fratello. "Dovresti leggere questo!" mi han detto ed io, amando leggere e, soprattutto, amando ognuno di loro, non ho saputo dire di no a nessuno. Per fortuna ho il dono di leggere un intero libro in poche ore!

URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/giovani/parolenote/3/bravetti.htm
Data creazione: 2005-08-03. Data ultimo aggiornamento: 2005-08-03. Webmaster

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