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Intervista a Mersia Menin

[Fotografia di Mersia Menin] Mersia Menin
seconda classificata nella Sezione Resto del Mondo
III edizione del Cantiere di scrittura creativa "Parol&note"

D. Ci parli di lei, raccontandoci in un minuto il "succo" della sua vita...
0 R. Anche in meno! Trent'anni portati non sempre con convinzione. Laureata in filosofia per passione, attualmente dottoranda in Scienze della cultura. Mi piacciono le persone, mi piace incontrarle, conoscerle, andare al di là dei muri di formalità: è la mia linfa vitale. Il resto, solo chiacchiere e distintivo!

Qual è il ruolo della musica nella sua vita?
R. La musica è un convertitore di energie: fa partire il volano dell'immaginazione e si porta dietro il corpo; le immagini non si fermano sulla soglia dei pensieri, ma scorrono, vibrano e si animano con più intensità.

D. E della lettura?
La lettura è innanzitutto un piacere, a volte poi è anche una medicina, o per non farla troppo seria diciamo pure una vitamina! Mi piacciono le storie, le dinamiche tra personaggi, l'ironia: non a caso adoro leggere Hanif Kureishi e Nick Hornsby.
L'altro versante della lettura, che nutre il mio "lato oscuro", mi fa adorare da sempre e con assoluta fedeltà Pavese e Erri de Luca, ma anche Alda Merini. Come a dire che le emozioni non tollerano traduzione...

D. Ci sveli il titolo del suo libro preferito, quello che ha veramente segnato una svolta nella sua vita.
Davanti a domande così mi assale sempre un po' di tensione e un profondo senso di inadeguatezza; quasi un'ansia da prestazione... dirò la cosa giusta? Troverò un libro sufficientemente significativo, in grado di incarnare la mia vita e magari anche un punto di svolta dell'umanità?
Ovviamente no. Pertanto già rinuncio e dichiaro esplicitamente che citerò due libri per il semplice fatto che li ho letti e riletti; ma forse questo vuol dire qualcosa, no? Lolita, di Nabokov e Il mestiere di vivere, di Pavese.

D. Ci parli brevemente delle sue esperienze di scrittura. Era la prima volta con Parole&eamp;note che partecipava ad un concorso letterario, oppure no?
Scrivere mi è sempre piaciuto molto, ma non ho la felice e costante creatività degli scrittori in erba, o anche solo presunti tali. Devo dire che in questo caso mi ha stuzzicato proprio la formula del concorso, che unisce i piaceri della musica e della scrittura. Inoltre, mi ero laureata da poco e stavo facendo un lavoro asettico, che non c'entrava nulla con la mia formazione umanistica, ma che mi serviva per arrotondare. Avevo bisogno di tenere sveglio il mio lato creativo, così ho risposto con entusiasmo alla proposta.

Quali sono i motivi che l'hanno indotta a scegliere la particolare canzone da lei adottata come "ispiratrice" del suo racconto?
R. Come dicevo prima, mi piace seguire l'onda creativa evocata dalle immagini e dai ritmi e in tal senso Capossela è una miniera infinitą. La Marcia del camposanto, in particolare, mi fa impazzire per le sonorità e per l'assurdità, davvero incomprensibile in alcuni punti, dei retroscena evocati. Surreale, ironica, grottesca, allusiva: perfetta per scriverci di tutto!

D. Qual è il primo libro che comprerà, utilizzando il "buono-libro" messo in palio da Parol&eamp;note?
Credo sceglierò almeno un libro di Kureishi, ma non ho ancora deciso quale, e sicuramente un libro di Cioran, alla cui lettura mi ha da poco iniziato un amico. Poi, come sempre alla fine, libri di filosofia. Perché studiare, fortunatamente, continua ad essere un piacere.

E il libro in questo momento sul suo comodino?
Cioran, La caduta nel tempo.

URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/giovani/parolenote/3/menin.htm
Data creazione: 2005-08-29. Data ultimo aggiornamento: 2005-08-29. Webmaster

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