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Gianna Schelotto Per il tuo bene. Piccoli crimini in nome dell'affetto Milano, Mondadori, 2001 |
"Subdola
e sottile serpeggia dentro di noi l'idea di essere dalla parte del BENE e di
agire in suo nome". Felice esordio nella narrativa di una delle più
celebri psicoterapeute italiane, attingendo direttamente dalla personale
esperienza professionale l'autrice affronta in tre avvincenti racconti il tema
del bene e del male, delle omissioni e delle menzogne escogitate per
incoraggiare o distogliere le persone a noi più care da determinate scelte.
Un figlio adottivo, abbandonato in tenera età dalla madre naturale, ma
volutamente tenuto all'oscuro della realtà, ricompone gradualmente e
dolorosamente le tessere del proprio passato, ripercorrendo a ritroso le tappe
della propria esistenza per dare una spiegazione plausibile al presente, per
motivare l'atteggiamento apparentemente distante di colei che considera da
sempre sua madre.
Un giovane trentenne, incurante dei sospetti familiari circa la moralità della
moglie, viene costretto nel modo più brutale ad assistere all'infedeltà di
colei che costituisce l'unica sua ragione di vita. Ciononostante, dopo
l'iniziale delusione e sconforto, a dispetto di tutti decide di superare anche
questa dura prova e di ricominciare la vita a fianco della donna a cui non sa e
non vuole rinunciare.
Un aitante e rampante avvocato sessantenne improvvisamente scopre di essere
afflitto da una terribile forma di demenza senile: il morbo di Alzheimer. La
moglie, alle prime avvisaglie della malattia, cerca di distoglierlo gradualmente
da tutti gli impegni lavorativi, convincendolo di essere ormai irrimediabilmente
condannato all'isolamento e di dover rinunciare a quella vita frenetica
intessuta di soddisfazioni professionali ed avventure extraconiugali, troppo
frettolosamente, però, privandolo degli ultimi possibili sprazzi di felicità.
I protagonisti dei tre racconti "subiscono" il bene altrui, vittime
del turbamento di chi voleva la loro felicità ed ha invece finito per renderli
infelici. L'eccesso di zelo amoroso spesso è solo espressione egoistica ed
ipocrita, comoda copertura di angosce personali di persone afflitte dalla
sindrome del "buon samaritano", in realtà invadenti presenze
fuorvianti e maldestramente artefici dei destini altrui. Spesso, come sostiene
la scrittrice, "la conseguenza più diretta del sentirsi dalla parte giusta
è quella di adoperarsi per cambiare chi non è come lo si vorrebbe". Ma è
certamente più saggio evitare ingerenze ed eccessi protettivi e lasciare agli
altri la libertà di percorrere liberamente la propria strada, seguendo
unicamente il proprio istinto ed assecondando le proprie passioni.
L'autrice:
Gianna Bochicchio Schelotto è nata a Rionero un Vulture (Potenza), ma è genovese
di adozione. Psicologa specializzata in terapia della coppia e in psicosomatica,
collabora a quotidiani e settimanali, tra i quali il "Corriere della
Sera", "Donna Moderna" e molte altre testate. Per il teatro ha
scritto, con Paola Pitagora, "La foresta d'argento", rappresentata al
Piccolo Teatro di Milano con successo di critica e di pubblico. Tra i suoi libri
pubblicati da Mondadori ricordiamo Matti per sbaglio (1989), Strano,
stranissimo, anzi normale (1990), Una fame da morire (1992),
Caino il buono (1993), Certe piccolissime paure (1994),
Il sesso, probabilmente (1995, Premio Leonida Rèpaci), Perché
diciamo le bugie (1996), Nostra ansia quotidiana (1998) ed
Equivoci & sentimenti (2000).
URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/varie/bibliomail/12.htm
Data creazione: 2001-10-01. Data ultimo aggiornamento: 2005-08-16. Webmaster