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> Iniziative > Iniziative attraverso Internet > Il libro della settimana > Recensione (1 ottobre 2001)

Recensione

[Copertina del libro: Gianna Schelotto, Per il tuo bene. Piccoli crimini in nome dell'affetto, Milano, Mondadori, 2001] Gianna Schelotto
Per il tuo bene.
Piccoli crimini in nome dell'affetto

Milano, Mondadori, 2001

"Subdola e sottile serpeggia dentro di noi l'idea di essere dalla parte del BENE e di agire in suo nome". Felice esordio nella narrativa di una delle più celebri psicoterapeute italiane, attingendo direttamente dalla personale esperienza professionale l'autrice affronta in tre avvincenti racconti il tema del bene e del male, delle omissioni e delle menzogne escogitate per incoraggiare o distogliere le persone a noi più care da determinate scelte.
Un figlio adottivo, abbandonato in tenera età dalla madre naturale, ma volutamente tenuto all'oscuro della realtà, ricompone gradualmente e dolorosamente le tessere del proprio passato, ripercorrendo a ritroso le tappe della propria esistenza per dare una spiegazione plausibile al presente, per motivare l'atteggiamento apparentemente distante di colei che considera da sempre sua madre.
Un giovane trentenne, incurante dei sospetti familiari circa la moralità della moglie, viene costretto nel modo più brutale ad assistere all'infedeltà di colei che costituisce l'unica sua ragione di vita. Ciononostante, dopo l'iniziale delusione e sconforto, a dispetto di tutti decide di superare anche questa dura prova e di ricominciare la vita a fianco della donna a cui non sa e non vuole rinunciare.
Un aitante e rampante avvocato sessantenne improvvisamente scopre di essere afflitto da una terribile forma di demenza senile: il morbo di Alzheimer. La moglie, alle prime avvisaglie della malattia, cerca di distoglierlo gradualmente da tutti gli impegni lavorativi, convincendolo di essere ormai irrimediabilmente condannato all'isolamento e di dover rinunciare a quella vita frenetica intessuta di soddisfazioni professionali ed avventure extraconiugali, troppo frettolosamente, però, privandolo degli ultimi possibili sprazzi di felicità.
I protagonisti dei tre racconti "subiscono" il bene altrui, vittime del turbamento di chi voleva la loro felicità ed ha invece finito per renderli infelici. L'eccesso di zelo amoroso spesso è solo espressione egoistica ed ipocrita, comoda copertura di angosce personali di persone afflitte dalla sindrome del "buon samaritano", in realtà invadenti presenze fuorvianti e maldestramente artefici dei destini altrui. Spesso, come sostiene la scrittrice, "la conseguenza più diretta del sentirsi dalla parte giusta è quella di adoperarsi per cambiare chi non è come lo si vorrebbe". Ma è certamente più saggio evitare ingerenze ed eccessi protettivi e lasciare agli altri la libertà di percorrere liberamente la propria strada, seguendo unicamente il proprio istinto ed assecondando le proprie passioni.

L'autrice:
Gianna Bochicchio Schelotto è nata a Rionero un Vulture (Potenza), ma è genovese di adozione. Psicologa specializzata in terapia della coppia e in psicosomatica, collabora a quotidiani e settimanali, tra i quali il "Corriere della Sera", "Donna Moderna" e molte altre testate. Per il teatro ha scritto, con Paola Pitagora, "La foresta d'argento", rappresentata al Piccolo Teatro di Milano con successo di critica e di pubblico. Tra i suoi libri pubblicati da Mondadori ricordiamo Matti per sbaglio (1989), Strano, stranissimo, anzi normale (1990), Una fame da morire (1992), Caino il buono (1993), Certe piccolissime paure (1994), Il sesso, probabilmente (1995, Premio Leonida Rèpaci), Perché diciamo le bugie (1996), Nostra ansia quotidiana (1998) ed Equivoci & sentimenti (2000).

URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/varie/bibliomail/12.htm
Data creazione: 2001-10-01. Data ultimo aggiornamento: 2005-08-16. Webmaster

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