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Tahar Ben Jelloun Amori stregati Milano, Bompiani, 2003 |
L'ultima fatica dello scrittore marocchino Ben Jelloun, autore del popolare saggio Il razzismo spiegato a mia figlia, è una raccolta
di racconti interamente all'insegna dell'amore, sentimento scandagliato in profondità con sofferenza, ma anche
arguzia ed ironia in tutte le sue sfumature, attingendo a piene mani dalla tradizione favolistica orientale e mettendo in
luce l'irrazionalità delle grandi passioni che travolgono la vita umana e che spesso portano a rimanere "stregati" dal loro fascino.
Ma esiste anche l'amore sussurrato, celato, l'amore consumato dalla mediocrità della quotidianità e dell'abitudine,
l'amore logorato da contrasti e incomprensioni, o ancora l'amore vissuto come gabbia dei sentimenti, nella convinzione che
la libertà non possa prescindere dalla solitudine affettiva.
Ed esistono anche altre sottili sfaccettature dell'amore, prima fra tutte l'amicizia, che ne à la manifestazione più pura e sublime, come quella che
lega in una magica alchimia di anime due donne, protagoniste del racconto conclusivo, che dipinge l'amicizia come un
rapporto esclusivo e totalizzante, mai dettato dal bisogno o dall'egoismo di sentirsi protagonisti di una storia a due, ma
nido rassicurante e accogliente, spesso surrogato di affetti familiari non soddisfacenti, assenti nei percorsi contorti
della vita, nei labirinti di esistenze parallele in cui non è facile incontrarsi.
Di grande impatto emotivo, poi, per la sua scottante attualità è la triste vicenda di un gruppo di clandestini
alla disperata ricerca di un futuro migliore che arrivano ad un passo dall'accarezzare il sogno di sublimare la propria
realtà, sogno che però si infrange contro l'indifferenza di chi fa dell'emarginazione una bandiera per
salvaguardare i propri privilegi.
L'autore è riuscito nell'intento di offrire al lettore spaccati di vita dominata da pulsioni incontrollabili e da
emozioni coinvolgenti, microcosmi di passione erotica o di amore ideale, in un affresco sensibile di umanità
spiazzata e dolente, ma tesa ad un superamento positivo delle difficoltà relazionali, dell'incomunicabilità
e della monotonia esistenziale, inevitabile specchio dei tempi.
L'autore:
Tahar Ben Jelloun è lo scrittore marocchino vivente più apprezzato e
conosciuto in Europa. Vive a Parigi ed è poeta, romanziere, giornalista. Per il messaggio contenuto nel suo
best-seller Il razzismo spiegato a mia figlia, l'ONU gli ha conferito nel 1998 il Global Tolerance Award.
Di questo autore in biblioteca (in ordine di anno di edizione, indicato tra parentesi):
Il razzismo spiegato a mia figlia (1998)
Notte fatale (1988)
Giorno di silenzio a Tangeri (1989)
Creatura di sabbia (1989)
La preghiera dell'assente (1990)
Le pareti della solitudine (1990)
Dove lo stato non c'è (1991)
Moha il folle, Moha il saggio (1991)
Dalle ceneri (1991)
A occhi bassi (1993)
Corrotto (1994)
L'ultimo amore è sempre il primo (1995)
Harrouda (1995)
Lo specchio delle falene (1996)
Nadia (1996)
Stelle velate (1998)
L'estrema solitudine (1999)
L'albergo dei poveri (1999)
Il libro del buio (2001)
Jenin, un campo palestinese (2002)
Libri per bambini e ragazzi:
Rachid (1997)
La scuola o la scarpa (2000)
Libri in lingua araba (indicato qui il corrispondente titolo italiano):
Notte fatale (1990)
La preghiera dell'assente (1998)
Lo scrivano pubblico (1998)
http://www.alice.it/cafeletterario/310/8845255174.htm
una recensione nel Cafè letterario di Alice.it
http://www.repubblica.it/2003/j/sezioni/spettacoli_e_cultura/libriquattro/tahar/tahar.html
un testo dello stesso Ben Jelloun apparso su "La repubblica"
URL:
http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/varie/bibliomail/122.htm
Data creazione: 2004-01-19. Data ultimo aggiornamento: 2004-01-19. Webmaster