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> Iniziative > Iniziative attraverso Internet > Il libro della settimana > Recensione (3 luglio 2006)

Recensione

[Copertina del libro: Grazia Verasani, Velocemente da nessuna parte, Milano, Colorado Noir, 2006] Grazia Verasani
Velocemente da nessuna parte
Milano, Colorado Noir, 2006

Il genere noir è ormai diventato uno strumento efficace per parlare della società contemporanea.
Anche le indagini di Cinzia Cantini, quarantenne detective bolognese, protagonista di Velocemente, da nessuna parte e del precedente Quo vadis, Baby?, sono lo specchio in cui si riflette la società italiana di oggi, la lente che evidenzia vite consumate nel dolore e vissute con leggerezza, aggrappandosi alla caparbia volontà di non crescere, nel tentativo vano, spesso ridicolo, di rimanere giovani ad ogni costo.
Una società che a chi è cresciuto nell'Italia contadina e strapaesana e ne conserva il ricordo può apparire di stridente contraddizione, poiché può essere percepita come parte integrante di se stessi e al contempo diversa, desolatamente estranea, indefinibilmente incompleta, velocemente immobile.
Cinzia Cantini, cinica, ostinatamente single, dalla vita segnata dal suicidio della sorella e dalla morte della madre, si aggira, vive, lavora, ama, odia, in una Bologna affogata dalla calura di agosto e ormai spogliata della sua identità, privata dei suoi luoghi popolari, ricca e decadente: un luogo dove tutto e tutti sembrano muoversi velocemente per non andare da nessuna parte.
Anche il caso di Van, una prostituta di alto bordo, nipote di un ex partigiano e madre di un bambino di dieci anni, scomparsa e poi rinvenuta cadavere in una grotta, non porta da nessuna parte, ma solo e inesorabilmente dentro l'afa di una società dove tutto si logora, travolto e sciupato dall'attrito di una vita in fin dei conti priva di prospettive; una società a cui anche Cinzia Cantini suo malgrado appartiene, dove lo strappo tra passato e presente è ricucito solo dal dolore e dalla superficialità degli uomini, che come un filo rosso collega le generazioni e crea destini ricolmi di sofferenza ai quali non si può sfuggire se non con la morte.

L'autrice:
Grazia Verasani, bolognese, è scrittrice e musicista. Nel 1995 ha vinto il premio Città di Recanati per la canzone d'autore e inciso il cd "Nata Mai" (amg 1995), a cui sono seguiti concerti e collaborazioni con vari artisti.
Ha pubblicato i romanzi L'amore è un bar sempre aperto (1999), Fuck me mon amour (2001) e la raccolta di racconti Tracce del tuo passaggio (2002).
Nel 2004 è andata in scena in Italia (e in seguito in Germania) la sua pièce teatrale "From Medea". Nello stesso anno ha pubblicato il suo primo romanzo noir, Quo vadis, baby?, da cui Gabriele Salvatore ha tratto l'omonimo film.

http://www.graziaverasani.it/
il sito dell'autrice

http://www.thrillermagazine.it/racconti/3283/
informazioni sul libro e l'autrice, con la possibilità di leggere on line sei pagine di testo

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.1955533207&chId=30&artType=Articolo&DocRulesView=Libero
articolo del "Sole 24 ore"

[Fili tra i libri] FILI TRA I LIBRI
A chi è piaciuto questo libro, la biblioteca consiglia di proseguire il percorso tra le proposte di lettura con i seguenti titoli di cui è disponibile la recensione:
Massimo Carlotto-Marco Videtta, Nordest, Roma, e/o, 2005: l'ascesa e il declino della borghesia veneta, stretta fra aspirazioni di opulenza, brama di potere e attitudine all'illegalità
Massimo Carlotto, Niente, più niente al mondo, Roma, e/o, 2004: lo spaccato amaro di un'umanità perduta, in cui i modelli da imitare sono quelli proposti dal mondo patinato dei media e dei rotocalchi.

URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/varie/bibliomail/229.htm
Data creazione: 2006-07-03. Data ultimo aggiornamento: 2006-07-03. Webmaster

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