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Tatjana Bassanese Cacao : così dolce così amaro Bologna, Editrice Missionaria Italiana, 2001 |
Durante le vacanze natalizie la cioccolata è stata la
protagonista indiscussa delle nostre tavole. L'unica questione che siamo
abituati a porci, quando si parla di cioccolata, è il suo apporto calorico
nella nostra dieta. Eppure dietro la cioccolata ci sono ben altri problemi
rispetto ai chili di troppo che la nostra golosità ci regala.
La storia del cacao ha inizio con i Maya, che lo coltivavano e ne utilizzavano i
semi come moneta per pagare i pesantissimi tributi dovuti agli Aztechi, di cui
divennero succubi. In Europa giunse sul finire del XVI secolo, diventando il
cibo più alla moda e ricercato nelle corti. Nell'ottocento le grandi compagnie
del cioccolato (Van Houten, Suchard, Cailler, e altre ancora attive ai giorni
nostri) ne esportano la coltivazione dall'America all'Africa, incidendo in
misura determinante sulla storia e sulla economia del continente nero.
La cioccolata è consumata in misura preponderante dai cittadini dei paesi
occidentali, le cui multinazionali gestiscono il mercato mondiale del cacao e
determinano le condizioni alle quali il piccolo produttore può vendere il
proprio raccolto: dal tempo dei Maya, quindi, le cose non sono molto cambiate.
Nel mondo Nestlè, Philip Morris, Mars e Ferrero si spartiscono più dell'80%
delle vendite, stabilendo i prezzi e le condizioni di sfruttamento delle
piantagioni.
La cioccolata, dunque, non è dolce per tutti nello stesso modo.
Per questo sono nate le organizzazioni non governative di sviluppo, che operano
nei paesi produttori di cacao per diffondere il "commercio equo e
solidale", una forma di cooperazione tra produttori del Sud e consumatori
del Nord che punta a riportare il sistema al servizio delle persone, e non delle
multinazionali. Grazie a questo modello di cooperazione, tanti piccoli
produttori in Africa e in Asia possono disporre di sistemi di irrigazione più
moderni, strade, infrastrutture e scuole con le quali migliorare la propria
condizione di vita e ridurre progressivamente la propria subalternità nei
confronti dei grandi importatori europei.
Oggi in molti negozi specializzati e anche nelle catene della grande
distribuzione è possibile comprare una tavoletta di cioccolato coltivata grazie
alle iniziative del commercio equo e solidale: costa un po' di più, è vero, ma
a differenza di quella normale, non ha quel fastidioso retrogusto di
sfruttamento.
Per saperne di più sull'argomento:
http://www.equo.it/: sito del Commercio equo e solidale
http://www.unimondo.org il mega-sito dell'associazionismo e dell'economia sociale
http://www.peacelink.it per informazioni e materiali su campagne e iniziative in corso
http://www.misna.org l'agenzia stampa più aggiornata su Africa, Asia ed America Latina
http://www.bancaetica.com e http://www.etimos.it per saperne di più sulla finanza etica
http://www.commercioequo.org/ sito di Fair World, commercio equo, finanza etica, consumo responsabile: un modo nuovo di coniugare i sogni di giustizia con la vita quotidiana.
URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/varie/bibliomail/24.htm
Data creazione: 2002-01-02. Data ultimo aggiornamento: 2005-08-13. Webmaster