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Elena Ferrante I giorni dell'abbandono Roma, e/o, 2002 |
Dall'autrice de L'amore molesto un nuovo romanzo
che dipinge a tinte forti, talora spregiudicate e irriverenti, la storia di un
abbandono, la fine di un solido amore coniugale.
Nei frangenti più dolenti del dramma familiare vissuto dalla protagonista
emerge prepotentemente dalla memoria il ricordo dell'infanzia napoletana, di
quella donna-madre ribattezzata "poverella" la cui disperata storia d'amore
si era conclusa tragicamente con la scelta estrema del suicidio come rinuncia
alla vita e alla dignità ferita. No, Olga non vuole diventare come lei, non ha
intenzione di sprofondare nell'abisso calpestata dall'umiliazione. Ma la sua
vita inevitabilmente si fa affannata, tesa, frenetica, lei sempre più sbadata,
con uno scarso controllo del proprio corpo ed una crescente disposizione al
disordine e alla fiacchezza, tutto ciò accompagnato da un profondo deperimento
fisico e psicologico, con due figli testimoni e dolorosamente partecipi di un
connubio precipitosamente naufragato. Un altro amore per lui, una vita
strozzata, inghiottita da strazianti ricordi di felicità per lei, incapace di
darsi il sollievo della protesta. Il lento cammino verso il recupero della
normalità e l'accettazione della quotidianità si traduce nella lucidità di
architettare la vendetta. Una squallida serata col vicino di casa, nutrendo l'illusione
di sentirsi nuovamente viva, desiderata, di uscire dall'alienazione e di
risalire la china della disperazione. L'esperienza, di per sé fallimentare e
vissuta senza alcun coinvolgimento emotivo, aiuta la protagonista a riacquistare
coscienza di sé e dell'abisso in cui era rovinosamente sprofondata. Ecco,
dunque, il riconoscimento dell'errore commesso nell'affidare il senso di se
stessa alle gratificazioni e agli entusiasmi del marito ed i primi segni di
ripresa: il linguaggio osceno e dissacrante lascia il posto ad un eloquio più
forbito e si placano come per incanto rabbia e aggressività, atteggiamenti che
l'avevano portata ad isolarsi dal mondo esterno. Finalmente Olga si libera dai
fantasmi del passato, ma con esso svaniscono anche i sogni sempre accarezzati di
un amore vissuto intensamente e con grande passionalità, lasciando il posto ad
un fittizio sentimento di pienezza e di gioia vissuto "quietamente" senza
troppa convinzione accanto a quell'uomo incontrato in una notte d'estate ed
"usato" per rimuovere le ferite dell'umiliazione subita e per convincersi
della necessità di non buttare via la propria vita e con essa l'orgoglio e la
dignità di donna e di madre.
URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/varie/bibliomail/35.htm
Data creazione: 2002-03-18. Data ultimo aggiornamento: 2003-08-30. Webmaster