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> Iniziative > Iniziative attraverso Internet > Il libro della settimana > Recensione (8 aprile 2002)

Recensione

[Copertina del libro: Ann Fine, Il testamento di mamma, Milano, Sonzogno, 2002] Anne Fine
Il testamento di mamma
Milano, Sonzogno, 2002

Timido funzionario comunale, goffo ed impacciato, alle prese con una madre burbera e prepotente, sempre pronta a scoraggiare gli slanci emotivi del figlio ed una sorella gemella che ormai da tempo ha scelto di tagliare i ponti con la famiglia; alla figura materna addebita la colpa di aver spadroneggiato da sempre in casa, comportandosi da autentica tiranna incapace di elargire affetto e comprensione. Questi sono gli ingredienti di una storia semplice, di una quotidianità difficile da gestire, attorno a cui ruota tutta la vicenda del protagonista, fatta di soprusi e di offese, di un'esistenza alienante trascorsa a subire le angherie di una madre ormai anziana e malata a cui tutto è dovuto, con la quale non è possibile patteggiare o raggiungere compromessi.
L'unica strada da seguire per esorcizzare l'umiliazione e la sudditanza sembra essere il rifugio solitario in una vecchia legnaia popolata da feticci del passato e dalle fantasie di un uomo annientato da profondi sensi di colpa che lo inducono a tenere sepolto il proprio io sotto cumuli di angosce e di frasi mai pronunciate.
Ma il giorno del riscatto non tarda a venire: la concomitanza di varie circostanze tragiche, tra cui l'incendio della propria abitazione e di quella di una giovane circense, amica a cui non riesce a negare il proprio aiuto, spinge Colin ad uscire dalla penombra, a riprendere possesso della propria vita e della propria dignità.
Finalmente prende coscienza di quanto sia più semplice vivere a muso duro mostrando, se necessario, le unghie e i denti a coloro che approfittano della debolezza e della disponibilità altrui: tutto ciò alla fine di un lungo percorso interiore di riscoperta di sé che gli infonde sicurezza e lo spinge ad accettare serenamente il nuovo testamento redatto dalla madre irriconoscente, che con fredda e calcolata lucidità defrauda dell'eredità non solo la figlia invisa, ma anche il figlio così attento ai suoi bisogni e docilmente succube delle sue paranoie.
Alla sterile vendetta Colin antepone la generosità di sempre, dimostrando in tal modo di aver acquisito quella maturità intellettuale che consente di arginare il male e di giustificare anche i comportamenti più deprecabili, spesso espressione estrema di sofferenza e di disagio esistenziale.

[Fili tra i libri] FILI TRA I LIBRI
A chi è piaciuto questo libro, la biblioteca consiglia di proseguire il percorso tra le proposte di lettura con i seguenti titoli di cui è disponibile la recensione:

Berge, Prune. Non sei mia madre, Parma, Guanda, 2002: una madre e una figlia obbligate a fare i conti con il proprio destino
Flem, Lydia. Come ho svuotato la casa dei miei genitori, Milano, Archinto, 2005: alla morte del secondo genitore, i figli debbono fare i conti con il passato materializzato negli oggetti rimasti nella casa da svuotare
Johnston, Jennifer. L'albero di natale, Milano, La tartaruga, 2002: quando l'arrivo della morte obbliga a riflettere sulla vita
Ullmann, Linn. Tu sei la mia grazia, Milano, Mondadori, 2004: amore e morte in un romanzo denso di emozioni

URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/varie/bibliomail/38.htm
Data creazione: 2002-04-08. Data ultimo aggiornamento: 2005-06-13. Webmaster

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