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Anne
Fine Il testamento di mamma Milano, Sonzogno, 2002 |
Timido funzionario comunale, goffo ed impacciato, alle
prese con una madre burbera e prepotente, sempre pronta a scoraggiare gli slanci
emotivi del figlio ed una sorella gemella che ormai da tempo ha scelto di
tagliare i ponti con la famiglia; alla figura materna addebita la colpa di aver spadroneggiato da sempre in casa,
comportandosi da
autentica tiranna incapace di elargire affetto e comprensione. Questi sono gli
ingredienti di una storia semplice, di una quotidianità difficile da gestire,
attorno a cui ruota tutta la vicenda del protagonista, fatta di soprusi e di
offese, di un'esistenza alienante trascorsa a subire le angherie di una madre
ormai anziana e malata a cui tutto è dovuto, con la quale non è possibile
patteggiare o raggiungere compromessi.
L'unica strada da seguire per esorcizzare l'umiliazione e la sudditanza
sembra essere il rifugio solitario in una vecchia
legnaia popolata da feticci del passato e dalle fantasie di un uomo annientato da profondi sensi di colpa che lo inducono a
tenere sepolto il proprio io sotto cumuli di angosce e di frasi mai pronunciate.
Ma il giorno del riscatto non tarda a venire: la concomitanza di varie
circostanze tragiche, tra cui l'incendio della propria abitazione e di quella
di una giovane circense, amica a cui non riesce a negare il proprio aiuto,
spinge Colin ad uscire
dalla penombra, a riprendere possesso della propria vita e della propria dignità.
Finalmente prende coscienza di quanto sia più semplice vivere a muso duro
mostrando, se necessario, le unghie e i denti a coloro che approfittano della
debolezza e della disponibilità altrui: tutto ciò alla fine di un lungo
percorso interiore di riscoperta di sé che gli infonde sicurezza e lo spinge ad
accettare serenamente il nuovo testamento redatto dalla
madre irriconoscente, che con fredda e calcolata lucidità defrauda dell'eredità non solo la figlia invisa,
ma anche il figlio così
attento ai suoi bisogni e docilmente succube delle sue paranoie.
Alla sterile vendetta Colin antepone la generosità di sempre, dimostrando in
tal modo di aver acquisito quella maturità intellettuale che consente di
arginare il male e di giustificare anche i comportamenti più deprecabili,
spesso espressione estrema di sofferenza e di disagio esistenziale.
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FILI TRA I LIBRI A chi è piaciuto questo libro, la biblioteca consiglia di proseguire il percorso tra le proposte di lettura con i seguenti titoli di cui è disponibile la recensione: Berge, Prune. Non sei mia madre, Parma, Guanda, 2002: una madre e una figlia obbligate a fare i conti con il proprio destino Flem, Lydia. Come ho svuotato la casa dei miei genitori, Milano, Archinto, 2005: alla morte del secondo genitore, i figli debbono fare i conti con il passato materializzato negli oggetti rimasti nella casa da svuotare Johnston, Jennifer. L'albero di natale, Milano, La tartaruga, 2002: quando l'arrivo della morte obbliga a riflettere sulla vita Ullmann, Linn. Tu sei la mia grazia, Milano, Mondadori, 2004: amore e morte in un romanzo denso di emozioni |
URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/varie/bibliomail/38.htm
Data creazione: 2002-04-08. Data ultimo aggiornamento: 2005-06-13. Webmaster