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Il gioco degli incipit edizione 2006

Ma la biblioteca è aperta o chiusa di domenica?

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[Il gioco degli incipit] Da domenica 1 a domenica 29 ottobre 2006, nell'ambito delle iniziative di promozione "I luoghi della lettura" la biblioteca di Empoli ha proposto un gioco di lettura via internet e via e-mail, che ha permesso a tutti gli appassionati di misurare la propria "febbre di letteratura".

I libri in gioco

DOMENICA 1 OTTOBRE 2006: Primo Levi, Vizio di forma

Marta finì di rassettare la cucina, mise in funzione la lavatrice, poi accese una sigaretta e si stese sulla poltrona, seguendo distrattamente la televisione attraverso la fenditura della visiera. Nella camera accanto Giulio era silenzioso: stava probabilmente studiando, o scrivendo il compito di scuola. Da oltre il corridoio giungevano a intervalli i fragori rassicuranti di Luciano, che giocava con un amico.
Era l'ora della pubblicità: sullo schermo, straccamente, si susseguivano incitamenti, consigli, lusinghe: comprate solo aperitivo Alfa, solo gelati Beta; comprate solo lucido Gamma per tutti i metalli; solo elmi Delta, dentifricio Epsilon, abiti fatti Zeta, olio Eta inodoro per le vostre giunture, vino Teta... Nonostante la posizione disagiata e la corazza che le dava noia alle anche, Marta finì con l'addormantarsi, ma sognò di dormire coricata sulle scale di casa, per traverso, mentre accanto la gente saliva e scendeva senza curarsi di lei.


DOMENICA 8 OTTOBRE 2006: Carlo Cassola, Tempi memorabili

Erano sempre partiti ai primi di luglio. Il primo no, perché c'era troppa folla sui treni; il due o il tre, a volte anche dopo, se i fratelli erano impegnati con gli esami.
Fausto aspettava il giorno della partenza con ansia crescente. Non che gli piacesse il mare; ma quel mese scarso di mare era il preludio ai due mesi abbondanti in campagna, che per lui rappresentavano il massimo della felicità.
I preparativi per la partenza cominciavano parecchi giorni prima. Con gioia Fausto vedeva tirar fuori i bauli, che erano spediti per tempo, uno direttamente a Volterra, l'altro a Marina di Cecina. E gli dispiaceva se i facchini venivano a prenderli mentre lui non c'era. L'ultimo giorno poi stava sempre dietro alla mamma e alla donna di servizio che facevano le valige. Si offriva anche di aiutarle: ma la mamma, che quel giorno era immancabilmente stanca e nervosa, gli diceva di non dare noia. Lui però non era tranquillo finché tutte le valige non erano state chiuse e portate nell'ingresso.


DOMENICA 15 OTTOBRE 2006: Cesare Pavese, La bella estate

A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e traversare la strada, per diventare come matte, e tutto era così bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravano ancora che qualcosa succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, o magari venisse giorno all'improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare camminare fino ai prati e fin dietro le colline.
- Siete sane, siete giovani, - dicevano, - siete ragazze, non avete pensieri, si capisce -. Eppure una di loro, quella Tina ch'era uscita zoppa dall'ospedale e in casa non aveva da mangiare, anche lei rideva per niente, e una sera, trottando dietro gli altri, si era fermata e si era messa a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all'allegria.


DOMENICA 22 OTTOBRE 2006: Natalia Ginzburg, Tutti i nostri ieri

Il ritratto della madre era appeso nella stanza da pranzo: una donna seduta, con un cappello a piume e un lungo viso stanco e spaventato. Era sempre stata di salute debole, soffriva di vertigini e di batticuore e quattro figli erano stati troppi per lei. Era morta poco dopo la nascita di Anna. Andavano al cimitero qualche domenica, Anna, Giustino e la signora Maria.
Concettina no, perché non metteva mai piede fuori di casa la domenica, era una giornata che detestava e stava chiusa nella sua stanza a rammendarsi le calze col più brutto dei suoi vestiti. E Ippolito doveva tenere compagnia al padre.
Al cimitero la signora Maria pregava, i due ragazzi invece no perché il padre diceva sempre che pregare è stupido, e forse c'è Dio ma non occorre pregarlo, è Dio e sa da sé come stanno le cose.


URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/iniziative/varie/incipit_2006.htm
Data creazione: 2006-07-18. Data ultimo aggiornamento: 2007-10-04. Webmaster

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