Biblioteca Comunale "Renato Fucini" - Empoli

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Intervento di Vittorio Bugli
Sindaco del Comune di Empoli

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Anch'io farò un breve saluto con qualche considerazione. La prima è quella di essere particolarmente contento dell'iniziativa di oggi perché, come accennava l'Assessore, essa rende pubblico un lavoro iniziato qualche anno fa, al quale hanno partecipato enti diversi: dalla Regione alle Province di Firenze e di Pisa, e gli undici Comuni di quest'area.
A questo lavoro hanno partecipato, in maniera determinata e nascosta, fino alla presentazione di oggi, molti funzionari che in questi enti operano ad un buon livello qualitativo. E quindi questa è anche un'occasione per ringraziare tutte le istituzioni che hanno voluto partecipare a questo progetto e, più in particolare per ringraziare le persone che vi hanno lavorato concretamente, consentendoci oggi di metterlo a disposizione della nostra comunità.
E' un progetto che rientra in un quadro di riferimento più ampio di cooperazione tra i comuni dell'area, anche con interconnessioni non consuete, perché non necessariamente le forme di collaborazione (gli accordi di programma, le convenzioni) e la voglia di lavorare assieme stanno dentro confini geografici e istituzionali ben definiti. Spesso si deve essere capaci di uscirne fuori, di andare incontro a sensibilità anche diverse, andando a cogliere gli ambiti ottimali sui quali questi progetti si innescano.

Anche nel caso di REANET è stato così: alla rete hanno aderito molti Comuni del circondario dell'Empolese-Valdelsa, ma anche alcuni Comuni del comprensorio del cuoio, perché questi Comuni hanno trovato funzionari, assessori, sindaci che hanno creduto di più nelle loro biblioteche e hanno deciso di collaborare.
Come dicevo, questo primo risultato si inscrive in un quadro più ampio, nel quale le nostre Amministrazioni Comunali - in silenzio - stanno cercando di dare importanza alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, come strumento fondamentale per la crescita economica e sociale delle comunità.
Dico "in silenzio", perché sostanzialmente non abbiamo un "progetto di ampio respiro", come si usa dire per i progetti che di volta in volta vengono venduti alla stampa prima di averli realizzati concretamente. Non abbiamo un disegno complessivo. Abbiamo solo una forte consapevolezza, che le nuove tecnologie possono diventare uno strumento di crescita economica e sociale della comunità, solo se in concreto vengono compiuti passi in avanti, come quello che ci accingiamo a fare stamani.
Passi in avanti concreti, che in sostanza ci garantiscono che la maggioranza dei membri della nostra comunità sia in grado di parteciparvi, perché altrimenti rimangono - appunto - "progetti di ampio respiro".
Se invece diventano atti concreti, se vengono anche costruiti tassello su tassello, sono progetti che concretamente diventano strumenti per allargare le possibilità di crescita economica e sociale della maggioranza dei membri della comunità stessa.
Dunque io credo che l'essere partiti dalla centralità delle biblioteche, ci consente di fare un ragionamento che parta dalla necessità di cercare di dominare quello che è l'intero orizzonte delle fonti di conoscenza. Tutto ciò per arrivare ad aprire un circuito virtuoso che parte dal libro e attraverso le tecnologie multimediali torna al libro, passando per la scuola, la biblioteca, la pubblica amministrazione, tramite la rete telematica.
Un percorso in cui la scuola deve diventare un soggetto determinante della rete, e dovrà diventarlo sempre più nello sviluppo di questo progetto, rispetto alla formazione all'uso della rete stessa, in grado di investire tutte le istituzioni culturali come luogo nel quale continuare ad apprendere anche in tutto l'arco della vita.
Quindi nella rete debbono trovare integrazione la scuola, come soggetto che forma l'individuo fino dalla sua giovane età all'utilizzo delle nuove tecnologie, e gliene consente l'accesso come possibilità di lavoro concreto quotidiano, e tutto l'insieme delle istituzioni culturali, come luogo che serve per la formazione dell'individuo lungo tutto l'arco della vita.
Iniziative, progetti, strutture come quelle presentate qui stamani, io credo che sempre di più, nella loro maturità, dovranno anche rispondere alla esigenza di far comprendere ai cittadini i linguaggi e la struttura degli atti della pubblica amministrazione, ed in generale il rapporto fra cittadini e pubblica amministrazione; e ciò sarà ancora più importante, se sapremo investire in luoghi particolari, che siano adatti a vincere il disagio e lo svantaggio.
Il tassello che stiamo costruendo oggi con Reanet si riconduce in un percorso più ampio, in cui le reti civiche - costruite a pezzi e per accumulazioni successive - diventano luoghi nei quali i cittadini possono, in qualche maniera, mantenere un dialogo costante, serio, talvolta laddove è richiesto anche professionalizzato, con la pubblica amministrazione.
Un percorso di questo genere richiede anche investimenti in luoghi particolari. Io credo che la biblioteca sia uno di questi luoghi particolari, e forse quello fondamentale.
La biblioteca può essere il luogo dove si concretizza un quadro logico e metodologico rispetto a quelle che sono le problematiche del rapporto fra cittadini, pubblica amministrazione, attraverso la telematica, ed è uno dei luoghi più fruibili dai cittadini, assieme agli Uffici relazioni con il pubblico.
In questo senso la biblioteca può diventare elemento fondamentale per la costruzione di una rete civica in grado di fornire servizi anche più ampi di quelli istituzionali, come quello che oggi presentiamo.
Noi stiamo lavorando in collaborazione con il mondo delle imprese, avviando una sperimentazione in grado di trasportare per via telematica il flusso di informazioni tra le imprese e la pubblica amministrazione, in modo tale da costituire uno sportello telematico unico a cui possano accedere le imprese, le amministrazioni e il pubblico, nell'ambito di un sistema informativo territoriale che riguarda tutti i nostri Comuni.
Io credo che piano piano noi stiamo costruendo un nuovo sistema di relazioni fra cittadini e pubblica amministrazione, fra vari punti, uffici, ed enti della pubblica amministrazione.
Per raggiungere questo obiettivo, ci sta aiutando molto la Regione Toscana, che io qui vorrei ringraziare, che finanzia la sperimentazione di cui parlavo prima con il mondo delle imprese. Ci sta aiutando molto la Regione Toscana, ci sta aiutando la Provincia di Firenze, ma principalmente ci stanno aiutando tanti e tanti operatori dei nostri enti che su queste cose stanno mettendo una grossa passione, sapendo che si vanno ad affrontare problematiche e situazioni che anche rispetto al quadro normativo sono difficili da affrontare, ma offrono grandi stimoli, e per questo, ancora una volta, vorrei ringraziare chi, su questa sfida che abbiamo di fronte si sta esaltando tutti i giorni. Grazie.

 

 URL: http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/reanet/cliccaqui/bugli.htm
Data creazione: 1998-06-10. Data ultimo aggiornamento: 1999-09-11.
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