Biblioteca Comunale "Renato Fucini" - Empoli
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Maria Stella Rasetti
Biblioteca comunale "Renato Fucini" di Empoli
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REANET: la cooperazione fra l'Elsa e l'Arno.
"Il nostro compito comune
è fare con la Rete un lavoro migliore
di quello che abbiamo fatto nel mondo concreto".
Prendo in prestito le parole di Esther Dyson, per dare avvìo
alla presentazione della rete protagonista di questo seminario:
esse esprimono con efficacia, infatti, il senso del lavoro di
cooperazione che le biblioteche pubbliche di questa zona hanno
avviato nel novembre 1994 e che trova oggi, a conclusione della
fase sperimentale, una importante occasione di verifica con gli
amministratori locali e gli operatori delle biblioteche toscane.
In quell'anno le sette biblioteche della zona empolese e del
Medio Valdarno (Empoli, Capraia e Limite, Cerreto Guidi,
Fucecchio, Montelupo Fiorentino, Santa Croce sull'Arno e Vinci)
hanno cominciato a rinverdire, grazie alle opportunità offerte
dalle nuove tecnologie, una tradizione di cooperazione che negli
anni settanta ha segnato il punto di massima espansione.
Come eravamo
Nel 1994 Internet era ancora lontana dall'aver
conquistato il mondo, e con esso le biblioteche; si cominciavano
allora a definire i parametri per scegliere le piattaforme
tecnologiche in grado di supportare l'obiettivo della
condivisione delle risorse informative tra biblioteche. Le
strategie per le reti di biblioteche pubbliche in Toscana erano
in gestazione, e non era facile prevedere quale sarebbe poi
risultato lo strumento tecnologicamente vincente per tale
condivisione. Tra le biblioteche della zona che parteciparono a
quella che oggi - col senno di poi - possiamo definire la fase
preparatoria di Reanet, c'è stata anche la Biblioteca di San
Miniato, che già dopo i primi incontri interlocutori mostrò di
non condividere le scelte iniziali della rete, preferendo seguire
una strada autonoma.
Le scelte tecnologiche
Le sette biblioteche rimaste, sopra ricordate, che già
avevano in comune l'uso di ISIS TECA per la gestione
automatizzata delle informazioni bibliografiche, stabilirono
allora di cumulare i propri cataloghi su un unico data-base,
interrogabile su Internet tramite il software Easyweb messo a
punto da Nexus.
Lo strumento giuridico che regolò questa prima fase di
intervento fu l'accordo di programma, firmato nel gennaio del
1995, con il quale si definirono le coordinate iniziali per la
costruzione della rete cooperativa. Il sostegno economico delle
province di Firenze e di Pisa fin da allora ha fortemente segnato
le fortune di un progetto che ha richiesto investimenti iniziali
in hardware e software di non poco respiro.
Il noleggio di spazio-disco su un server esterno, seguito dalla
acquisizione e dalla attivazione di un server di proprietà della
Rete in grado di ospitare il data-base, l'acquisizione delle
licenze software, la parametrizzazione del catalogo, la
realizzazione delle pagine web di contorno al catalogo hanno
costituito il primo e più cospicuo investimento economico delle
risorse di cui la Rete ha potuto disporre.
Il primo allargamento della Rete
Nel corso del 1996 la Rete ha richiamato l'attenzione
delle quattro biblioteche della Valdelsa (Castelfiorentino,
Certaldo, Gambassi e Montaione), che progressivamente hanno visto
crescere la partecipazione dei propri responsabili da semplici
osservatori esterni a membri effettivi del gruppo di lavoro della
Rete, prima approntando la condivisione informale delle
informazioni bibliografiche, poi aderendo formalmente al progetto
di cooperazione tramite atti deliberativi delle singole Giunte.
La convenzione del 1997 e la nascita di Reanet
La nuova e più ampia configurazione della rete, con
l'assunzione definitiva della denominazione "REANET",
è stata sancita nel dicembre 1997 con la firma di una convenzione,
che - superando l'originario accordo di programma - costituisce
di fatto il documento costitutivo della Rete quale oggi la
conosciamo e la presentiamo pubblicamente.
Essa si caratterizza fin dal suo sorgere come rete aperta, in
grado di favorire l'accesso di altre biblioteche e istituti
documentari della zona che ne condividano le finalità di
funzionamento. E già una la biblioteca di Castelfranco di sotto
ha chiesto di aderire a REANET, mentre sono previste ulteriori
adesioni nei prossimi mesi.
Gli obiettivi di Reanet
Gli obiettivi perseguiti dal progetto sono riconducibili
alla logica della programmazione e gestione integrata dei servizi
informativi a livello di area:
Il Comitato Tecnico
Lo strumento individuato dalla Rete per il raggiungimento
di questi obiettivi è stato il Comitato tecnico, istituito con
l'Accordo di programma e successivamente confermato dalla
Convenzione, formato da un rappresentante di ogni biblioteca
aderente, con il compito di elaborare i programmi annuali di
attuazione di tali obiettivi. Il Gruppo tecnico lavora sulla base
di un Regolamento che ne stabilisce modalità e caratteristiche
di funzionamento; al suo interno il rappresentante della
biblioteca di Empoli, capofila del progetto, svolge il ruolo di primus
inter pares, avendo ricevuto dagli altri soggetti la delega
all'esercizio di tutte le attività amministrative connesse alla
vita della rete (dagli atti necessari all'acquisizione di beni
alle convocazioni delle riunioni, dall'aggiornamento del catalogo
in linea alla gestione economica del patrimonio della Rete).
Le prospettive di lavoro di Reanet
Oggi, presentando pubblicamente Reanet, possiamo dire di
avere finalmente chiuso la fase sperimentale della rete, con la
messa a punto degli strumenti necessari al suo funzionamento, la
condivisione da parte di tutti i soggetti della "cultura
tecnologica" indispensabile alla sua gestione efficace, e la
messa a punto di un ambizioso piano di lavoro che si propone di
far fare alle biblioteche locali un vero e proprio salto di
qualità in merito alla loro capacità di fornire risposte alle
esigenze di informazione e documentazione da parte del pubblico
reale e potenziale.
Prestito interbibliotecario
Questo ambizioso piano di lavoro già dal suo avvio ha
avuto battute d'arresto: penso innanzi tutto al recente impegno
delle biblioteche di Reanet per la realizzazione di un sistema
integrato di prestito interbibliotecario, che prevedeva nelle
intenzioni il collegamento bisettimanale delle diverse sedi
bibliotecarie per l'interscambio di libri, documenti, materiale
informativo di tipo culturale e quant'altro fosse ritenuto utile
per il raggiungimento degli obiettivi della Rete. La gara
istruita dalla biblioteca di Empoli per l'affidamento a terzi del
servizio di collegamento tra le biblioteche è andata deserta, a
riprova della difficoltà oggettiva di essere considerati
partners interessanti per il mercato. Riteniamo, al di là di
questa battuta d'arresto, che il prestito interbibliotecario ed
in generale l'interscambio della documentazione costituisca una
condizione fondamentale e imprescindibile della cooperazione, che
non può limitarsi al semplice accesso all'informazione
bibliografica se non vuole perdere gran parte della propria
ragione d'essere.
Catalogazione partecipata
Le risorse della Rete per l'anno 1998, oltre che a
finanziare una prima sperimentazione di prestito
interbibliotecario che speriamo possa trovare all'esterno un
interlocutore giusto, saranno dedicate all'acquisizione del
software Easycat, con il quale sarà possibile passare dalla
logica del catalogo cumulato a quella del catalogo collettivo e
della catalogazione partecipata. L'impresa non sarà né breve
né semplice: sarà necessaria una intesa di alto profilo tra le
diverse biblioteche per condividere i livelli di applicazione
degli standard descrittivi, allo scopo di svolgere in modo
uniforme i compiti della catalogazione e del controllo di
autorità. Sarà inoltre necessario un intervento di bonifica
dell'attuale catalogo cumulato per tendere all'uniformità e
sanare almeno le più gravi discrepanze nel trattamento delle
informazioni bibliografiche che il gestore delle liste
d'autorità sarà chiamato ad operare.
Sono evidenti i vantaggi in termini di economia di scala e di
qualità del servizio al pubblico su cui le biblioteche potranno
contare, quando avranno facoltà di condividere gli oneri del
trattamento catalografico, riducendo drasticamente i tempi di
"lavorazione" di prodotti - le monografie moderne - ad
alto tasso di sovrapposizione, a tutto vantaggio del servizio di
orientamento e consulenza per il pubblico.
Per rendere economicamente interessante questa applicazione della
cooperazione, è però necessario che tutte le biblioteche si
dotino di accessi ISDN alla rete, in modo tale da commisurare
all'effettivo volume di traffico i costi di collegamento al
catalogo unico, non residente localmente, che di fatto andrà a
spodestare e sostituire i singoli cataloghi locali.
Alla Regione Toscana, qui co-organizzatrice di questo seminario,
chiediamo oggi di farsi parte attiva con Telecom affinché le
biblioteche possano trovare appetibile anche sul fronte
economico, oltre che su quello gestionale, la chiusura del
catalogo individuale e il ricorso a cataloghi collettivi on-line.
L'esaurimento del progetto A.Bi.To, che ha fatto da antesignano
alla nostra e ad altre esperienze di cooperazione in Toscana,
lascia pensare che la Regione voglia disegnare nuove cornici di
riferimento per il lavoro delle biblioteche pubbliche dal Duemila
in poi, e speriamo che una di queste cornici contenga anche nuove
condizioni di accesso e ricorso alle nuove tecnologie.
Ultranet e la condivisione delle informazioni su CD-ROM
Le nuove tecnologie offrono alla Rete l'opportunità di
condividere via Ultranet l'accesso contemporaneo a risorse
informative disponibili su CD-ROM, gestite in forma cooperativa
dal centro rete.
Al momento le singole biblioteche hanno fatto ricorso ai CD-ROM
in modo scoordinato, accendendo abbonamenti individuali spesso al
medesimo pacchetto informativo (si pensi soprattutto ai casi
classici di Alice, delle Leggi De Agostini, alla BNI, ai Codici
regionali) o a pacchetti informativi diversi. L'ipotesi di lavoro
sulla quale abbiamo concentrato le risorse economiche stanziate
per l'anno 1998 prevede invece l'acquisizione di un server
provvisto di un juke-box, con il quale mettere a disposizione
della rete, sotto forma di abbonamento cumulativo, l'accesso a un
unico set di CD-ROM.
L'accesso dalle singole agenzie al server centrale avverrà con
ricorso alle tecnologie Ultranet, mediante l'acquisizione di
password assegnate.
L'ottimizzazione delle risorse a ciò destinate porterà ad un
arricchimento delle dotazioni di CD-ROM, o - in alternativa - al
dirottamento verso l'acquisizione di nuova documentazione
monografica, consentendo in ogni caso una crescita delle
capacità informative delle singole agenzie.
Al momento le esperienze di questo tipo, ben sviluppate in
ambiente universitario, non risultano ancora diffuse all'interno
delle reti di biblioteche pubbliche: l'esperienza empolese, a cui
sarà dato avvìo nei prossimi mesi, potrà costituire un test
utile per tutte le biblioteche pubbliche toscane interessate ad
intraprendere questa strada nell'ambito dei propri programmi di
cooperazione.
Ampliamento degli ambiti di cooperazione
Dopo l'esperimento riservato alle monografie, la Rete
includerà progressivamente anche la condivisione di altre
tipologie di risorse informative: prime fra tutte, le basi-dati
relative ai documenti depositati negli archivi storici comunali,
poi le informazioni sui periodici correnti, ed infine i fondi
speciali.
Sul primo fronte, quello degli archivi storici, motivazioni di
ordine strettamente documentario richiedono una più ampia
collaborazione fra istituti: la storia delle relazioni
territoriali e delle modificazioni delle aree di interesse delle
diverse istituzioni ha creato un collegamento ideale tra i
documenti depositati nelle diverse località che la presenza
sulla Rete non può altro che valorizzare.
Sul fronte dei periodici correnti, si è rilevato in tutte le
biblioteche lo scarto esistente tra la disponibilità della
documentazione e il suo reale utilizzo, a causa di una scarsa
conoscenza da parte del pubblico e degli operatori riguardo al
posseduto. La creazione di un catalogo collettivo, che riprende e
aggiorna localmente una positiva e non vecchissima esperienza di
cooperazione promossa dalla Provincia di Firenze, è il primo
passo verso la reale valorizzazione di un patrimonio informativo
ricchissimo e scarsamente utilizzato, nonché verso la
attivazione di politiche coordinate degli abbonamenti a livello
di area. Ultima, ma non meno importante riguardo a questo fronte
d'intervento, la condivisione delle scelte in materia di
conservazione, scarto, riversamento su CD-ROM di un patrimonio
cartaceo di entità cospicua, che richiede un intervento
coordinato di tutela e assieme di alleggerimento di tanta parte
dei nostri magazzini sempre più pieni.
Sul fronte infine dei fondi speciali, la strada è stata aperta
dalla Biblioteca Leonardiana di Vinci, che ha messo a
disposizione del pubblico le informazioni bibliografiche riguardo
alla Sezione Leonardiana, consultata da tutto il mondo; le altre
biblioteche di Reanet nei prossimi mesi inseriranno sulla rete i
fondi antichi (le biblioteche di Empoli e di Castelfiorentino,
che presentano fondi antichi cospicui, hanno avviato recentemente
proprio grazie al contributo della Regione Toscana un piano di
recupero catalografico), le sezioni locali e quei fondi minori di
particolare interesse che forniranno alla rete un ulteriore
valore aggiunto.
Conclusioni
Come dice Donald A. Norman, "la differenza fra avere
tutte le informazioni prontamente disponibili e doverle
raccogliere fisicamente, viaggiando per il mondo in lungo e in
largo, è esattamente quella che passa fra portare a compimento
il lavoro e gettare la spugna".
Con Reanet da oggi in poi vogliamo ridurre ai cittadini
dell'empolese-valdelsa il rischio di gettare la spugna, da un
lato offrendo tramite Internet l'accesso all'informazione locale
e remota, dall'altro rendendo fisicamente disponibili in
modalità cooperativa i documenti: perché solo essi, non le loro
tracce informatiche, possono essere in grado di migliorare la
qualità della vita delle donne, degli uomini, dei bambini che
vivono e leggono nelle nostre città.
Pur senza lasciarci ingannare dalle "seduzioni del
computer", possiamo condividere con Rawlins l'entusiasmo per
le prospettive che la rete ha aperto:
... la rete è oggi un magnifico esperimento. Considerando che nessuno l'ha pianificata e nessuno la controlla, essa ci dimostra che, con tutti i nostri difetti, possiamo far funzionare anche sistemi molto complesso. Dato il suo rapido sviluppo commerciale e le profonde trasformazioni cui sta andando incontro, dovremmo adoperarci perché possa continuare a essere un strumento di democrazia e solidarietà. Perché è qualcosa di cui andare orgogliosi. Basta collegarsi".
(segue dimostrazione)
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URL:
http://www.comune.empoli.fi.it/biblioteca/reanet/cliccaqui/rasetti.htm
Data ultimo aggiornamento: 1999-09-11. Webmaster