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Empoli e il vetro

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Museo virtuale del vetro

Comune di Empoli

 

EMPOLI E IL VETRO  
   
 
 
 
Dalla manifattura all'industria
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Dalla manifattura all'industria

Il CDV sta procedendo allo spoglio e alla verifica del materiale documentario conservato presso l'Archivio Storico Postunitario del Comune di Empoli, già suddiviso per materia e per serie.

Si è dato un particolare rilievo alla categoria "Agricoltura Industria e Commercio", alle "Istanze e licenze di fabbricazione", le "finanze e governo", "censimenti della popolazione", "censimenti delle Industrie", "stato civile, censimenti e statistiche".

Dallo spoglio, tuttora in corso, di tale materiale si traggono importanti notizie su:

  • ubicazione delle vetrerie.
  • lavori di trasformazione e ampliamento degli edifici addetti alla lavorazione
  • e al magazzinaggio dei prodotti .
  • numero dei dipendenti occupati e loro qualifica.
  • libretti di lavoro
  • impiego delle materie prime, quantità e provenienza.
  • forniture e trasporti.
  • leggi e decreti in materia di capienza dei recipienti di vetro e normativa sull'imbottigliamento.
  • prezzi delle merci, remunerazione dei dipendenti.
  • scioperi e agitazioni sindacali. 1934, disoccupazione.
  • crisi delle vetrerie empolesi.
  • partecipazione delle vetrerie empolesi alle Esposizioni Nazionale a quelle Estere o alle fiere campionarie e mostre dell'Artigianato.

E' stato possibile ricostruire la storia della produzione vetraria empolese e compilare le schede relative alle principali industrie vetrarie e alle ditte dedite al rivestimento in paglia.

Parallelamente è stato archiviato materiale iconografico vario, listini, cartoline, fatture, pervenuto al CDV per donazione.

Lo spoglio del materiale archivistico obbliga ad un costante aggiornamento bibliografico e verifica dei dati pubblicati in Annali, Repertori e Almanacchi, pubblicati tra la fine del XIX secolo e il 1930-40, conservati presso la Biblioteca Marucelliana, la Biblioteca Nazionale Centrale e l'Archivio di Stato di Firenze.

Per quanto concerne il periodo preunitario la ricerca è orientata su due fronti:

1) verifica dei documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Firenze, inediti o parzialmente pubblicati

2) spoglio di alcuni fondi conservati nell'archivio della Podesteria di Empoli; del Vicariato di Empoli (a partire dal 1772); Comunità di Empoli (sino all'Unità d'Italia).

Si è creato un indirizzario tematico, che comprende musei, università, istituti, collezionisti, vetrai, industrie.

Dopo aver individuato alcune tematiche: il lavoro, le lotte operaie, la produzione, le esposizioni nazionali e le mostre dell'artigianato si è proceduto ad una catalogazione delle testimonianze iconografiche, grafiche e pittoriche, reperite presso la Biblioteca Marucelliana e l'Istituto germanico di storia dell'arte di Firenze.

E' compito del CDV seguire laureandi che stanno svolgendo ricerche sul vetro dell'area toscana per la loro tesi di laurea.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Produzione

La produzione vetraria si distingue in due categorie funzionalmente distinte: vetri d'uso comune e vetri artistici.

Il primo gruppo comprende tutti quei vetri comunemente utilizzati nella vita di tutti i giorni (vetri da mensa, contenitori per alimenti, vetri sanitari, vetri per illuminazione, ecc.) nei quali prevale la destinazione d'uso dell'oggetto cui corrispondono forme essenziali, strettamente funzionali, realizzate con vetro comune caratterizzato da una leggera colorazione naturale (verde, giallo, azzurro). In tempi più recenti l'impiego di sabbie pure importate da paesi stranieri ha dato luogo a produzioni comuni in vetro bianco.Per la produzione toscana, ed empolese nel caso specifico, il vetro usuale si identifica con la produzione cosiddetta di bufferia toscana che a partire dai primi anni del Novecento e fino al secondo dopoguerra comprende tutta la vasta gamma dei recipienti per liquidi e generi alimentari sfusi (fiaschi, ampolle, bicchieri, ecc.) ed oggetti diversi (imbuti, canne da vino, calamai, ecc.).

Nella categoria dei vetri artistici rientrano tutti quegli oggetti che richiedono invece un'accurata lavorazione a mano e a soffio. La loro funzione può essere sia pratica che ornamentale e, tuttavia, in entrambi i casi è sempre presente un contenuto estetico opportunamente ricercato nella forma dell'oggetto e nella sua decorazione a caldo, a freddo o nell'impagliatura. Per i vetri artistici si usano il vetro bianco ed il vetro colorato, ottenuti con miscele vetrificabili selezionate; fanno eccezione i vetri verdi di Empoli, vetri artistici prodotti dagli anni Trenta fino agli anni Settanta, per i quali fu impiegato il vetro verde da bufferia, un vetro "povero" perché ottenuto semplicemente con la fusione di sabbie comuni ricche di ferro e di varie impurità, soda, polvere di marmo e grandi quantità di rottame

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