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(1) Particolare della fontana del Pampaloni con
le tre Naiadi

(2) La collegiata di Sant'Andrea

(3) Facciata della chiesa di Santo Stefano degli
Agostiniani

(4) Il chiostro del Convento degli Agostiniani

(5) Chiesa di San Giovanni Battista

(6) La parrocchiale di San Michele

(7) La chiesa di San Martino

(8) Antico ponte sul torrente Piovola a Villanova

(9) Villa-castello del Cotone in Valdibotte

(10) Chiostro del convento francescano di Santa
Maria a Ripa
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Il Centro è costituito dalla piazza Farinata
degli Uberti o piazza dei Leoni, cinta da portici e arricchita al centro
da una fontana marmorea con tre Naiadi di Luigi Pampaloni (1827)
(1) e quattro leoni accovacciati. Sulla piazza si affacciano
i più importanti edifici storici della città: il
Palazzo Ghibellino (nel quale hanno sede il Museo Civico di Paleontologia
e l'Archivio Storico comunale) fu probabilmente costruito nell'XI
secolo dalla famiglia dei conti Guidi, ma ha quasi del tutto
perduto le sue linee originarie, essendo stato ristrutturato
nel XVI secolo, quando fu acquistato dai Del Papa; il Palazzo
Pretorio, già sede del Comune fu reso celebre dal fatto
che il commissario fiorentino Francesco Ferrucci fissò
qui il suo quartier generale fra l'ottobre del 1529 e l'aprile
del 1530, quando cioè le truppe imperiali spagnole muovevano
all'assedio di Firenze, saccheggiando e distruggendo ogni borgata
o castello che fosse rimasto fedele alla Repubblica Fiorentina.
Ma l'edificio di gran lunga più notevole che si affaccia
sulla piazza è la famosa Collegiata di Sant'Andrea (2),
ricostruita nel 1093 e decorata da una facciata a marmi bicromi,
che segna il limite occidentale della diffusione sul territorio
dell'aristocratico linguaggio architettonico del romanico fiorentino.
L'interno, rifatto nel XVIII secolo e ripristinato assieme a
gran parte del soffitto dopo i gravi danni bellici del luglio
1944, conserva notevoli opere d'arte. Sulla destra della chiesa
è l'ingresso al Museo
della Collegiata, fondato nel 1859, dove si possono ammirare
alcuni autentici capolavori come i dipinti di Masolino, Lorenzo
Monaco, Filippo Lippi, le sculture di Tino di Camaino e Mino
da Fiesole, le terrecotte dei Della Robbia. Dalla piazza Farinata
degli Uberti, seguendo il breve Canto del Pretorio e percorrendo
la via Giuseppe del Papa, si piega a destra, nella via Santo
Stefano, in fondo alla quale sorge la chiesa di Santo Stefano
(3), eretta dagli Agostiniani dal 1367 fino ai primi decenni
del XV secolo, mentre la costruzione dell'annesso Convento (4)
proseguì nel secolo successivo. L'interno dell'edificio,
suddiviso in tre ampie navate con cappelle laterali, conserva
resti di affreschi e sinopie
di Masolino da Panicale, una splendida Annunciazione marmorea
di Bernardo Rossellino e pregevoli dipinti del Seicento toscano.
Da via Giuseppe del Papa si passa in Via Roma e da qui nella
piazza della Vittoria, sistemata a giardino, sulla quale sorgono
il Museo casa natale di
Ferruccio Busoni, sede dell'omonimo Centro Studi Musicali
e la chiesa della Madonna del Pozzo di Gherardo Mechini e Andrea
Bonistalli (1621): un tempietto ottagonale preceduto da una navata
cinta da loggiato. Ai margini dell'abitato, sulla via per Montespertoli,
è la chiesa di San Giovanni Battista, che ha una Crocifissione
di Francesco Ligozzi, firmata e datata 1619. Sin dai tempi della
Repubblica fiorentina la Podesteria di Empoli comprendeva anche
le comunità di Monterappoli e di Pontorme (l'attuale stemma
del Comune, infatti, mostra ancora i simboli associati delle
tre località). Già castello dei conti Guidi, Monterappoli
ebbe sempre stretti legami con il più grande e fiorente
centro del fondo valle; nei pressi dell'abitato è la notevole
chiesa di San Giovanni Battista (5), antica pieve romanica in
laterizio del XII secolo. Pontorme, ormai sobborgo di Empoli,
è la patria del pittore Jacopo
Carrucci (1494 - 1556), detto il Pontormo. La parrocchiale
di San Michele (6), di antichissima fondazione, con facciata
in laterizi, conserva presso il transetto destro una coppia di
tavole con i SS. Giovanni
Evangelista e Michele Arcangelo, opera giovanile del
Pontormo (ca. 1519). Al margine dell'abitato è l'antica
chiesa di San Martino (7) con abside semicircolare romanica e
facciata in pietra e laterizi. I dintorni di Empoli sono ricchi
di insediamenti minori, che non di rado conservano testimonianze
del loro passato (8), rappresentate dalle chiese parrocchiali
e da numerose ville (9) sorte nel corso dei secoli ad opera di
celebri famiglie. Erede delle chiese che ancora nel XIV secolo
esistevano in Empoli Vecchio è Santa Maria a Ripa (10),
un bell'edificio rinascimentale ad una navata con cappelle laterali,
preceduto da un porticato. Nell'interno, altre ad alcuni dipinti
quattro-cinquecenteschi sono diverse terrecotte robbiane. In
prossimità della confluenza dell'Elsa in Arno è
poi la frazione di Marcignana che nella romanica chiesa di San
Pietro conserva una Madonna col Bambino e Santi di Ridolfo del
Ghirlandaio ed un Crocifisso dipinto di scuola fiorentina del
Trecento. Si segnalano infine la Chiesa di San Michele a Pianezzoli,
con un bel pulpito marmoreo del XV secolo ed un dipinto giovanile
(1593) del Cigoli; quella di San Donato in Val di Botte, con
un Crocifisso del Trecento; Santa Maria a Cortenuova, con dipinti
di Francesco Ligozzi e i SS. Simone e Giuda a Corniola, con l'annesso
convento.
Associazione
Turistica Pro Empoli
Info:
U.O. Attività culturali e Turismo e coordinamento Beni culturali del Comune di Empoli
tel. 0571 757729
e-mail: cultura@comune.empoli.fi.it
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