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COMUNICATO STAMPA

Venerdì 4 luglio 2014


AMBIENTE

Rogo a Mazzoni Ferro, cessato pericolo per i fumi. Permane il cattivo odore trasportato dal vento

Il sindaco firma un’ordinanza per vietare il consumo di ortaggi coltivati nel raggio di 500 metri dall’azienda

 

EMPOLI - Incendio alla Ditta Mazzoni Ferro di via del Castelluccio, a Empoli, la situazione sta tornando alla normalità grazie al lavoro dei vigili del fuoco. A metà di questo pomeriggio (giovedì 3 luglio) l’intensità dei fumi prodotti dal rogo era tale da non costituire più pericolo per l’inalazione degli stessi. Dunque è annullata la precedente ordinanza sindacale in cui si consigliava la popolazione residente nella zona interessata dai fumi di restare nelle proprie abitazioni con porte e finestre chiuse.

 

In ogni caso, su consiglio dei tecnici dell’Asl 11 di Empoli, in particolare del Dipartimento della Prevenzione diretto dal dottor Gabriele Mazzoni, il sindaco Brenda Barnini ha emesso una seconda ordinanza che fa divieto di consumare prodotti ortofrutticoli coltivati nei terreni circostanti la ditta in un raggio di 500 metri. Tutto questo in attesa di conoscere i risultati delle analisi sulle sostanze bruciate all’interno del capannone andato a fuoco che, presumibilmente, arriveranno a metà della prossima settimana. Domani mattina (venerdì 4 luglio) saranno raccolti campioni da analizzare sul materiale incendiato e si campioneranno anche alimenti nel raggio di 500 metri a scopo precauzionale. L’operazione non sarà possibile finché l’incendio non sarà domato del tutto.

 

E’ possibile invece consumare questi prodotti oltre i 500 metri, naturalmente previo accurato lavaggio com’è buona norma in ogni caso a prescindere dall’incendio.

 

Non si ravvisano altri pericoli per la popolazione anche se la valutazione generale della situazione è tranquillizzante. In serata il centro cittadino è stato interessato da un odore di materiale bruciato a causa del cambio dei venti: il maestrale in arrivo da Ovest ha dirottato verso il centro di Empoli il cattivo odore.

 

Tornando ai prodotti ortofrutticoli nessun ortaggio e neppure il terreno esaminato negli orti e nelle coltivazioni circostanti all’area del rogo appariva interessato da polveri o particolato visibili.

 

Gli insediamenti abitativi e le presenze di animali sono stati sufficientemente risparmiati dall’impatto del fumo, compreso il canile gestito dall’Arca, che si trova a poche centinaia di metri dall’azienda.

 

Secondo l’Asl 11 e l’ARPAT non si può comunque escludere del tutto possibili e pur minime ricadute in forme non visibili entro un raggio stimato di 500 metri. Per questo è stato ‘ordinato’ il divieto di consumo degli ortaggi entro quell’area. (GC)