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(1) L'elegante facciata
della Collegiata in stile
romanico-fiorentino
del XII sec.

(2) Suggestiva vista
della facciata con la
settecentesca fontana del
Pampaloni in primo piano
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La Collegiata di Sant'Andrea
Tra le chiese di Empoli, la Collegiata emerge per antichità
e importanza e da essa proviene il nucleo più cospicuo
delle opere che formano attualmente la raccolta dell'attiguo
Museo. Anche se le notizie più antiche sulla Collegiata
risalgono ad un documento del 780, la costruzione della chiesa
attuale deve risalire al 1093, data iscritta sulla trabeazione
della facciata. Quest'ultima, aggiunta probabilmente a conclusione
della costruzione dell'edificio, non prima della metà
del XII secolo, è l'unico esempio di "esportazione"
sul territorio dell'aristocratico linguaggio architettonico del
romanico fiorentino (1). Sia la facciata (2) che l'interno della
chiesa hanno subìto, al pari della facciata, profonde
modifiche nel corso dei secoli. La trasformazione più
radicale - che ha conferito alla chiesa l'aspetto attuale - fu
operata nel Settecento dall'architetto Ruggeri che sopraelevò
l'interno, sopprimendo la partizione in tre navate. Fra il 1802
e il 1803 fu invece modificato sostanzialmente l'originario prospetto
a salienti, che divenne a capanna con l'aggiunta di due ali marmoree
sopra gli spioventi, con il conseguente sollevamento e ampliamento
del timpano. La Collegiata conserva al suo interno opere d'arte
notevoli fra cui si segnala, sull'altar maggiore (1785) di Zanobi
del Rosso, il trittico di Lorenzo di Bicci raffigurante La
Madonna in trono fra i Santi Martino, Andrea, Agata e Giovanni
Battista. Attualmente ha funzione di sagrestia la Cappella
di San Lorenzo, già prima sede del Museo, dove erano raccolte
le sculture e le robbiane all'epoca dell'ordinamento Carocci.
La Collegiata possiede inoltre un cospicuo nucleo di oggetti
liturgici (calici, croci, reliquiari, paramenti), databili fra
il XVI e il XIX secolo. Si segnalano infine dieci importanti
codici miniati dei secoli XIII, XIV, XV e XVI che, dopo un soggiorno
fiorentino durato quasi mezzo secolo, si sono ricongiunti al
resto del patrimonio del quale fanno parte nel maggio del 1993.
Info:
U.O. Attività culturali e Turismo e coordinamento Beni culturali del Comune di Empoli
tel. 0571 757729
e-mail: cultura@comune.empoli.fi.it |