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Ritrovamenti archeologici
L'Associazione Archeologica del Medio Valdarno L'A.A.M.V.
oltre ad agire sul territorio con una azione di ricerca, sorveglianza
ed intervento in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica
per la Toscana, è legata da una convenzione con  l'Amministrazione
Comunale di Empoli per la raccolta, catalogazione e tutela del
patrimonio archeologico locale. Gestisce inoltre l'antiquarium
di Empoli. Proprio in questo Museo verranno sistemati in un prossimo
futuro i più recenti ritrovamenti; soprattutto verranno
qui collocati i pavimenti romani recuperati nello "Scavo
Del Vivo" che, esempio unico in Toscana, permetteranno anche
di evidenziarne le relative preparazioni secondo le varie e diverse
tipologie.
Clicca qui per visualizzare la cartina dei ritrovamenti archeologici
nel territorio di Empoli
Preistoria
Lo studio della preistoria nel territorio empolese sta sempre
più assumendo una fisionomia definita. Infatti le ricerche
di superficie degli ultimi anni hanno permesso di individuare
alcuni insediamenti del periodo paleolitico, offrendo così
la possibilità di tracciare un primo schema del primitivo
popolamento di questo territorio.
Nel territorio empolese non sono stati finora individuati depositi
che risalgono al Paleolitico inferiore, antichi cioè come
quelli rinvenuti nei vicini siti di Capraia e di Petrognano nei
pressi di Montelupo (Acheuleano, circa 100.000 anni fa).
Gli insediamenti più antichi nel territorio comunale sembrano
risalire al Paleolitico medio (100.000-40.000 anni fa), anche
se i ritrovamenti di Piazzano e del Leccio presentano caratteri
arcaici, e gli stessi importanti depositi presenti a Monteboro
risultano difficilmente databili con sicurezza. Solo l'incremento
dei materiali raccolti e altre ricerche sul terreno permetteranno
di definire con maggior precisione la datazione di queste industrie,
che potrebbero anche riferirsi ad un periodo più antico.
Recenti osservazioni sembrerebbero peraltro spingere in questa
direzione.
I numerosi giacimenti del Paleolitico medio (Il Leccio, Piazzano,
Pianezzoli, Monteboro, Poggio Pini), assai ricchi di materiale
litico, fanno ipotizzare una frequentazione assidua delle terrazze
fluviali a sud dell'Arno da parte di antichi gruppi umani di
cacciatori, e di conseguenza testimoniano anche la presenza di
una ricca fauna durante quel periodo.
Più scarsa è la documentazione risalente al Paleolitico
superiore: per questo periodo è attestata la presenza
di gruppi umani nella zona (Cerbaiola), ma solo per il periodo
più arcaico, detto Uluzziano. Non si hanno finora notizie
di rinvenimenti nel territorio empolese per i periodi successivi
(Neolitico, Età dei metalli), assai scarsi del resto in
tutta l'area del medio Valdarno. Solo più approfondite
ricerche potranno coprire questa lacuna.
Periodo etrusco
L'area empolese sicuramente
doveva svolgere una importante funzione di nodo viario durante
il periodo etrusco, perché, essendo posta all'incrocio
fra la valle dell'Elsa e la valle dell'Arno, permetteva di collegare
gli insediamenti dell'area volterrana con quelli posti a nord.
Purtroppo restano per adesso solo poche tracce di quel periodo.
Soprattutto l'area di Martignana testimonia la presenza di una
interessante necropoli ellenistica, della quale rimangono numerosi
frammenti bronzei e di ceramica. I frammenti fittili appartengono
a diversi vasetti, principalmente del tipo a vernice nera e del
tipo a vernice nera e figure rosse (la ceramica a vernice nera è diffusa in Etruria dalla fine
del IV al I sec. a.C.; quella ritrovata nel territorio empolese
sembra di produzione volterrana).
Collegando i ritrovamenti di Martignana con quelli, peraltro
assai scarsi, di Monterappoli, del Poggiale e di San Frediano
possiamo immaginare una antica direttrice viaria a mezza costa.
Non è escluso che future e più approfondite ricerche
possano riservare delle sorprese in relazione alla presenza etrusca
nel territorio empolese.
Periodo romano
Le ricche testimonianze archeologiche mostrano come il territorio
empolese fosse diffusamente abitato in età romana.
I recenti ritrovamenti, soprattutto gli edifici risalenti alla
metà del I sec. a.C. affioranti nell'area della ex vetreria
Del Vivo, provano come Empoli fosse già un importante
centro in un'epoca assai precedente a quanto finora supposto
e denotano anche il livello di agiatezza raggiunto dai nostri
"antichi concittadini".
Il problema più interessante è cercare di comprendere
dove fosse localizzato il nucleo originale dell'insediamento
e quale fosse l'assetto del territorio.
A tal proposito si segnala lo studio compiuto da. M. Ristori
sulla centuriazione del territorio empolese che, così
come vorrebbe anche la tradizione, ipotizza il nucleo abitato
nella zona di Empoli Vecchio.
Ciò appare in prima analisi in contrasto col fatto che
molti dei ritrovamenti del periodo romano sono avvenuti nell'area
del centro storico, lasciando pertanto supporre come in tale
epoca vi fosse localizzato un grosso agglomerato urbano (tanto
che la Soprintendenza ha posto il vincolo archeologico su tutto
il centro storico di Empoli), di cui però rimane ancora
molto da indagare e da capire.
Le risposte a queste domande potranno venire solo da una più
approfondita ricerca sulla estensione cronologica, oltre che
spaziale, della presenza umana nel territorio. Si potrebbe pertanto
ipotizzare, pur con tutte le dovute cautele, un insediamento
nell'area dell'attuale centro storico
antecedente alla colonizzazione romana, forse di origine etrusca,
che in parte spiegherebbe l'originale impianto planimetrico ortogonale
del centro storico orientato secondo i punti cardinali, diverso
cioè da quello della centuriazione.
Molto probabilmente l'agglomerato urbano era collegato alla presenza
di un antico scalo fluviale sull'Arno ("In Portu" della
Tavola Peutingeriana?). Ciò comportava l'inserimento in
una rete commerciale assai vasta (i resti delle anfore ritrovati
dimostrano come arrivassero merci da tutte le province,
anche dalle più lontane). La stessa "Anfora di Empoli",
prodotta ad Avane e ritrovata in siti assai distanti, testimonia
l'importanza commercia-le, ma soprattutto agricola, di questo
territorio.
È facilmente comprensibile come l'insediamento di Empoli
in periodo romano appare assumere una dimensione sempre più
importante con l'aumentare del numero dei rinvenimenti. Non sono
escluse interessanti novità.
Info:
U.O. Attività culturali e Turismo e coordinamento Beni culturali del Comune di Empoli
tel. 0571 757729
e-mail: cultura@comune.empoli.fi.it |