Il progetto organizzativo | La storia dal 1987 ad oggi

Il progetto educativo e formativo

Il Centro TROVAMICI
luogo di conoscenza e formazione attraverso il gioco e il fare insieme

Il Centro TROVAMICI si pone l'obbiettivo di diventare un punto di riferimento educativo, riconoscibile, integrato nella vita della Città, per bambini, adolescenti, giovani, adulti.
Un ruolo determinante per la relazione, per la conoscenza e per la formazione è assegnato al gioco.
Molto stretta è la relazione fra il gioco e la creatività che ne è l'esplicazione e che può essere considerata un potenziale educativo molto produttivo a livello individuale e di gruppo.
L'approccio ludico diventa anche mediatore culturale nelle situazioni in cui si intenda favorire l'accoglienza e la valorizzazione della diversità, in quanto consente lo sviluppo della creatività che è presente potenzialmente in tutti gli individui. E diventa linguaggio universale che consente la comunicazione e la relazione fra persone di provenienza diversa e con cultura diversa.
Il Centro TROVAMICI, intende proporsi al tempo stesso come luogo di studio, di gioco e di divertimento, come spazio di ricerca, di progettazione, di produzione e di ricostruzione di saperi, caratterizzandosi come intervento educativo basato sul fare e sul sapere conquistato. Le attività di laboratorio si configurano così quali opportunità di imparare dall'esperienza diretta, come produttori dinamici di conoscenze, capaci di offrire itinerari cognitivi fruibili sia da soggetti in età scolastica, sia dall'utenza territoriale giovanile-adulta-anziana.


I presupposti
La questione dell'infanzia non si pone più da tempo solo ed esclusivamente come questione assistenziale, ma anche come questione educativa e formativa.
L'educazione e la formazione, sin dalla prima infanzia, oltre che compito primario delle famiglie, che a ciò devono essere opportunamente aiutate, sono compiti di interesse pubblico. La qualità della formazione che una persona riceverà nel corso della sua vita dipenderà sempre di più dalla qualità dell'educazione che avrà ricevuto nella prima infanzia. Per questo, accanto ai servizi tradizionali come il nido o la scuola dell'infanzia occorrerà pensare a servizi meno strutturati o rigidi che siano in grado di allargare le occasioni di socializzazione tra bambini, e tra gli adulti (non solo educatori) e i bambini.
La scuola e la formazione sono forze propulsive capaci di concorrere al cambiamento della nostra società. Il tema della formazione è un punto nevralgico della più ampia questione culturale moderna.
Nelle moderne società sviluppate non c'è più la netta separazione tra tempo della formazione, del lavoro e tempo libero. I tempi della formazione, fino a qualche anno fa circoscritti rigidamente all'età evolutiva e al tempo scuola, tendono a coincidere con l'intero arco della vita. Perfino nel mondo del lavoro, per mantenere l'occupazione, occorre una continua formazione professionale.
I giovani sono soggetti portatori di diritti, primo tra tutti quello alla formazione ed al lavoro, ma essi devono essere sempre più soggetti protagonisti dei processi di apprendimento e non solo "terminali" passivi del sistema di insegnamento.
Si pone per queste categorie di cittadini il problema di spazi e luoghi per attività di socializzazione positiva, in cui ritrovarsi per fare qualcosa insieme.
L'obiettivo generale verso cui i servizi comunali tendono non è la formazione del cittadino, bensì l'elevazione delle conoscenze e delle capacità critiche, la crescita della sua autonomia di scelta e di giudizio, per contribuire a sviluppare i suoi interessi culturali, nella consapevolezza che questi sono i valori fondamentali a partire dai quali diviene possibile realizzare uno studio veramente democratico della comunità locale e nazionale.
La questione formativa in età adulta e l'educazione permanente rappresentano un altro campo di intervento da non sottovalutare.

Tale intervento formativo è contraddistinto dai seguenti caratteri:

FARE CULTURA
a) fare cultura non significa soltanto dispensare dall'alto idee elaborate altrove, che si sovrappongono all'esperienza reale vissuta quotidianamente dalla gente, ma significa anche promuovere fatti culturali espressione di un'originale attività culturale a base locale.
CONVIVENZA
b) se la cultura è un fatto sociale, e la convivenza sociale ha un carattere intimamente pluralistico, l'agire culturale dei servizi comunali si ispira al criterio del pluralismo, inteso come massima circolazione di tutte le idee e di tutti gli orientamenti, come spirito di tolleranza e rifiuto di ogni integralismo, come sforzo di ricerca e di riconoscimento degli elementi di verità presenti in ogni prospettiva di pensiero.
SOLIDARIETÀ
c) promuovere una cultura dell'accoglienza, della tolleranza e della solidarietà, al fine di favorire l'integrazione dei disabili e l'integrazione fra culture, razze e popoli diversi per prevenire fenomeni di disagio e di emarginazione e promuovere lo sviluppo di una cultura della diversità. Sarà importante valorizzare il gioco e la creatività come importante strumento di conoscenza, ma anche come mezzo di aggregazione e come spazio di espressione della individualità e delle capacità di ognuno.
DROP-OUTS
d) affrontare il problema del disagio scolastico, che non trova solo nella scuola le sue motivazioni, nella consapevolezza che l'inserimento/integrazione di soggetti "diversi" deve avvenire in contesti di normalità, per non creare nuove diversità.
PARTECIPAZIONE
e) dare vita a modelli gestionali che rifiutino ogni accentramento burocratico-amministrativo, aprendosi a forme di gestione sociale che valorizzino l'associazionismo culturale come forma organizzata di partecipazione.


Le finalità
Le attività del centro si rivolgono sostanzialmente ai bambini e ragazzi e ai loro familiari cercando di vedere gli uni e gli altri calati nelle differenti situazioni che gli stessi soggetti vivono quotidianamente, e fornendo loro occasioni diversificate di incontro e attività: per i bambini come scolari ma anche come figli o come gruppo di amici, per gli adulti come genitori ma anche come persone con interessi diversi.
Prima infanzia
a - offrire un'opportunità educativa per la prima infanzia di tipo modulare e flessibile, integrativa del servizio di asilo nido e capace di rispondere alle nuove esigenze della famiglia, intitolate essenzialmente alla richiesta di sostegno e di contributo in merito alle pratiche di crescita del bambino. Una opportunità da vivere insieme bambino ed adulto (sia esso genitore, nonno, baby sitter, zio,...);
Scuola
b - ricomporre la frammentarietà del sistema formativo e creare una continuità fra scuola ed extrascuola fornendo una cornice unitaria all'intervento formativo dell'Amministrazione Comunale organizzare occasioni di integrazione educativo-didattica per la scuola materna, la scuola dell'obbligo e la scuola media superiore e i progetti formativi da esse promossi.
Adolescenti
c - predisporre itinerari d'esperienza extrascolastica per adolescenti di tipo aggregativo e socializzante, al fine di promuovere la costruzione di una coscienza di sé e, solo in seconda istanza, allo scopo di consentire l'acquisizione di determinate conoscenze, abilità o competenze;
d - garantire il diritto per tutti i ragazzi all'uguaglianza delle opportunità formative;
e - offrire situazioni di normalità a ragazzi in situazioni di svantaggio (culturale, sociale, fisico, psichico, ....)
Giovani
f - Rivolgere un'attenzione privilegiata ai giovani, offrendo occasioni di aggregazione intorno ad interessi comuni e facilitando la costruzione di una solida coscienza di se'.
Famiglie e adulti
g - fornire alle famiglie con figli piccoli e meno piccoli occasioni per potersi incontrare, tessere relazioni e confrontarsi in merito al tema bambino, ragazzo, adolescente, anche al fine di recuperare o potenziare uno spazio privilegiato con esso;
h - creare un luogo di dibattito psicopedagogico e di formazione permanente intorno a tematiche dell'età evolutiva, ma anche un luogo di confronto non specialistico fra adulti.


Il pubblico

Il Centro TROVAMICI si caratterizza per la diversificazione delle proposte tale da raggiungere, in modi diversi, un'utenza diversificata. Abbiamo, quindi, proposte di:

  • situazioni destinate ai bambini e adulti insieme nell'area piccolissimi
    Molti bambini vivono, isolati, situazioni di profonda solitudine, quasi in cattività, separati dal mondo dei grandi e circondati da beni che non appagano il loro bisogno di fare, conoscere, capire.
    Il timore di far vivere al bambino situazioni di carenza affettiva e di solitudine, unito ad una certa dose di inesperienza della coppia e agli impegni lavorativi, degenera talvolta nella iperprotezione, altrettanto dannosa in quanto impedisce al bambino di costruirsi una identità e un' autonomia personale a proprie spese, di crescere e imparare sbagliando e vivendo "in proprio" le esperienze.
    C'è bisogno però anche di uscire dall'isolamento familiare, determinato dalla frenetica vita quotidiana, dal doppio ruolo totalizzante della figura femminile madre e lavoratrice, dal rapporto esclusivo genitori - figlio, che non consentono spazi e tempi da dedicare a sé, ai propri interessi, alla socializzazione. Né, d'altra parte, è offerta alla coppia l'opportunità di condividere le più importanti fasi della crescita del bambino, in ambiente a ciò predisposto, o di condividere la stessa responsabilità educativa con altre figure. Così risulta determinante, se vogliamo far crescere la consapevolezza del ruolo formativo della famiglia e farla uscire dal proprio isolamento, creare dei punti di riferimento stabili e riconoscibili, spazi privilegiati di incontro e di confronto fra nuclei familiari e fra generazioni diverse.
    La riflessione più interessante scaturisce comunque dalla possibilità che l'adulto ha di condividere questa esperienza educativa con il bambino, raggiungendo un livello di sensibilizzazione più consapevole verso i problemi dell'infanzia che spesso si traduce in una ridefinizione del proprio stile educativo.
    Un rilevante contributo alla crescita di una cultura dell'infanzia è testimoniato ed espresso dalla richiesta di momenti di confronto con gli educatori, di opportunità di incontro fra nuclei familiari, di condivisione di progetti e di partecipazione costruttiva;
  • situazioni destinate a bambini, ragazzi, giovani, adulti, anziani nei laboratori
    Il modello di vita sociale che stiamo vivendo non riconosce al bambino e all'adolescente la stessa dignità dell'adulto. A causa del loro continuo divenire spesso non vengono considerati neppure categorie della società, ma una condizione da superare per raggiungere l'età adulta. La loro presenza non è mai vista come un ulteriore momento di crescita e di arricchimento reciproco, ma esclusivamente come oggetto passivo verso cui rivolgere tutte le attenzioni da parte dell'adulto.
    Appare, allora, alquanto importante attivare seri progetti che considerino il bambino/ragazzo ed i più deboli non come specie da proteggere, ma come cittadini con i loro diritti e tanti bisogni da soddisfare.
    La conflittualità del rapporto adolescenti-genitori, constatato spesso anche all'interno della struttura, ci ha imposto un ripensamento sulla qualità di questo rapporto e ci ha rafforzati nella convinzione che era necessario diventare uno strumento di conoscenza e uno spazio per il recupero di relazioni talvolta anche deteriorate.
    Così si sono organizzate attività di tipo laboratoriale che prevedono la partecipazione di età molto diverse (adolescenti-adulti-anziani), con l'intento di offrire modalità relazionali inesplorate e modelli educativi diversi.
    C'è bisogno però anche di uscire dall'isolamento familiare, determinato dalla frenetica vita quotidiana, dal doppio ruolo totalizzante della figura femminile madre e lavoratrice, dal rapporto esclusivo genitori - figlio, che non consentono spazi e tempi da dedicare a sé, ai propri interessi, alla socializzazione. Né, d'altra parte, è offerta alla coppia l'opportunità di condividere le più importanti fasi della crescita del bambino, in ambiente a ciò predisposto, o di condividere la stessa responsabilità educativa con altre figure. Così risulta determinante, se vogliamo far crescere la consapevolezza del ruolo formativo della famiglia e farla uscire dal proprio isolamento, creare dei punti di riferimento stabili e riconoscibili, spazi privilegiati di incontro e di confronto fra nuclei familiari e fra generazioni diverse;
  • situazioni destinate ai giovani e agli adulti
    Interessante è stato lo scenario che si è dischiuso sul mondo degli adulti, in particolare delle donne, che hanno trovato nelle attività del Centro un'opportunità per riappropriarsi di momenti relazionali e di tempo libero sempre più compressi dal lavoro e dalla famiglia.
    L'intervento del Centro TROVAMICI nei confronti degli adulti deriva dalla consapevolezza che l'educazione interessa tutto l'arco della vita e che l'età adulta anziché un traguardo da raggiungere deve considerarsi ancora una fase di trasformazione, in cui si rimettono in discussione e si rivedono modi, ormai acquisiti, di essere, di pensare, di sentire, di relazionarsi.
    È necessario che l'adulto non perda i suoi contatti con il mondo del conoscere e non si impoverisca intellettualmente distaccandosi sempre più dal desiderio di apprendere e di fare; così é importante che anche questa età, come l'adolescenza, viva i suoi momenti critici e di smarrimento.
    Sarà allora opportuno predisporre interventi di tipo socioculturale che mettano a disposizione dell'adulto strumenti in grado di aiutarlo a superare i cambiamenti e soprattutto che facciano riscoprire il desiderio di continuare ad imparare, ad approfondire e migliorare le conoscenze, per continuare quel processo di "crescita" che non si conclude con l'adolescenza.
    Il Centro TROVAMICI si propone di offrire agli adulti la possibilità di riorganizzare in senso formativo il proprio tempo libero, con un sistema di iniziative che si ispira alla discontinuità e alla flessibilità, tenendo sempre ben presenti i problemi e gli impegni che la condizione adulta comporta (in quanto genitori, lavoratori, ...). Nello stesso tempo la sua organizzazione è in grado di garantire la continuità e la sicurezza di poter accedere a queste risorse nel momento in cui sarà nuovamente possibile.
    Questo sistema di iniziative é costituito da laboratori appositamente predisposti in cui l'esperienza educativa diventa visibile, programmabile e valutabile ed in cui l'adulto si riscopre capace di fare, di giocare, di socializzare, di progettare, Sempre più pressante, è infatti la ricerca di occasioni di attività oltre il lavoro, in cui dare risposta ai propri interessi e stabilire nuovi rapporti umani, superando i pericoli della solitudine e dell'isolamento che colpiscono anche gli adulti e recuperando il diritto al gioco, che è anche dei grandi.
    Per questo il laboratorio deve essere inteso, innanzitutto, come situazione di scambio, di incontro e di relazione fra adulti e fra generazioni diverse, oltre che come luogo in cui sperimentare interessi diversi da quelli praticati nella vita quotidiana, lontani dal successo professionale e dal profitto;
  • situazioni destinate alla famiglia
    Prioritaria e trasversale a tutta l'attività del Centro è l'attenzione rivolta alla famiglia.
    Di fronte al mutamento delle tipologie familiari ed all'impossibilità di confrontarsi con modelli prevedibili e collaudati, facendo leva sulla flessibilità strutturale e sulla capacità di modificarsi insita nella famiglia, si rende sempre più necessaria una attività di formazione dei genitori, che contribuisca a dar vita ad un dibattito culturale e a far crescere negli stessi la consapevolezza delle capacità e delle risorse a disposizione, piuttosto che a fornire nozioni e modelli educativi.
    Queste considerazioni evidenziano l'urgenza di promuovere attività di formazione rivolte alla famiglia che, anziché proporre nozioni e modelli educativi perfetti, aiutino i genitori a ridiscutere il proprio impegno educativo, ad accrescere le proprie conoscenze relativamente allo sviluppo del bambino, per poter compiere scelte appropriate.
    Sarà importante consentire ai genitori e agli adulti che si occupano del bambino di vivere insieme a lui momenti significativi della sua formazione per confrontarsi con lui e con gli altri adulti, per trovare soluzioni ad un modo nuovo e più attivo di essere genitori.
    Il sempre maggior numero di frequenze nell'Area 0-3 e negli Spazi gioco testimonia il bisogno inespresso, ma esistente, di servizi educativi più condivisi e partecipati rispetto a quelli tradizionali.
    C'è poi il disagio di un'intera generazione, quella adolescenziale, che non trova risposte esaurienti ai bisogni di comunicazione, di conoscenza, di identità, espressi spesso in modo incomprensibile per gli adulti.
    La conflittualità del rapporto adolescenti-genitori, constatato spesso anche all'interno della struttura, ci ha imposto un ripensamento sulla qualità di questo rapporto e ci ha rafforzati nella convinzione che era necessario diventare uno strumento di conoscenza e uno spazio per il recupero di relazioni talvolta deteriorate.
  • situazioni destinate agli anziani
    La vecchiaia è emarginata, tolta come è dal ciclo produttivo quando è ancora piena di vitalità, quando è ancora in grado di spostare i propri interessi dalla famiglia alla società.
    Così i nonni si trovano relegati tutt'al più al ruolo di custodi dei nipoti.
    Il mito della produttività e dell'individualismo hanno tolto spazio all'aiuto reciproco, hanno annientato il valore dello scambio di conoscenze aumentando la solitudine delle persone anziane anche autosufficienti.
    Spesso, infatti, l'anziano è anche senza un nucleo familiare perché il mutamento avvenuto nel mondo del lavoro ha modificato profondamente la struttura familiare ed ha portato alla separazione di abitazione fra genitori e figli, al deterioramento di un rapporto di confidenza, di rispetto, di amore tra vecchio e giovane.
    Il Centro TROVAMICI si propone di ristabilire un legame prezioso per entrambi, in quanto mira, recuperando un ricco patrimonio di professionalità, a riappropriarsi del ruolo che la figura del nonno ha svolto nella famiglia allargata. Nello stesso tempo contribuisce a ridare un senso alla vita dell'anziano inserendolo a contatto con altre generazioni, disponibili a fare tesoro delle sue esperienze e a stabilire nuove relazioni.
    Numerosi sono anche i nonni che frequentano con i nipoti gli spazi del Centro e che trovano in questa opportunità un sostegno al loro compito di educatori, percepito spesso con senso di inadeguatezza;
  • situazioni destinate a gruppi classe
    Il Centro TROVAMICI si propone di stimolare un positivo confronto tra forze sociali e istituzioni, di porle in rapporto dialettico tra loro, introducendo metodi di intervento educativo diversi che, accanto all'aspetto cognitivo, prevedano anche il recupero di quello affettivo e di quello ludico. Si propone poi di creare un rapporto tra bisogni, risorse e risposte: rapporto in cui la scuola dovrà essere l'interlocutore privilegiato.
    È evidente lo scollamento che esiste ancora tra scuola e società: la prima non riesce ad educare al cambiamento e alla flessibilità che la seconda richiede.
    La creazione di situazioni di raccordo tra momenti scolastici ed extrascolastici dovrà essere la centralità di una politica formativa globale, di un progetto educativo in cui razionalizzare e capitalizzare le risorse del territorio da proporre anche alla scuola, che preveda la partecipazione di diversi soggetti all'azione educativa e che sia garante della continuità e dell'uguaglianza delle opportunità formative.
    Nuove richieste provengono dalla scuola, al fine di favorirne l'innovazione: teatro, musica, audiovisivi, informatica, costituiscono un supporto ormai insostituibile all'attività didattica.
    I laboratori del Centro TROVAMICI nascono così con l'intento di creare un centro educativo da rivolgere anche alla scuola, in stretto rapporto con il lavoro scolastico del quale vogliono essere supporto e luogo di approfondimento, un ponte tra scuola e territorio in un rapporto di interazione dialettica.

I laboratori, così, si configurano come produttori dinamici di conoscenze che consentono:

  • la realizzazione di percorsi didattici proposti dal Centro, fruibili dai diversi livelli scolastici, con la partecipazione degli insegnanti;
  • la progettazione e l'impostazione di percorsi personalizzati e modulari composti in unità didattiche fruiti e recepiti dai gruppi-classe in sintonia con il lavoro scolastico.
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