Il progetto educativo e formativo
Il Centro TROVAMICI
luogo di conoscenza e formazione attraverso il gioco e il fare
insieme
Il Centro TROVAMICI si pone l'obbiettivo di diventare un punto
di riferimento educativo, riconoscibile, integrato nella vita
della Città, per bambini, adolescenti, giovani, adulti.
Un ruolo determinante per la relazione, per la conoscenza e per
la formazione è assegnato al gioco.
Molto stretta è la relazione fra il gioco e la creatività
che ne è l'esplicazione e che può essere considerata
un potenziale educativo molto produttivo a livello individuale
e di gruppo.
L'approccio ludico diventa anche mediatore culturale nelle situazioni
in cui si intenda favorire l'accoglienza e la valorizzazione
della diversità, in quanto consente lo sviluppo della
creatività che è presente potenzialmente in tutti
gli individui. E diventa linguaggio universale che consente la
comunicazione e la relazione fra persone di provenienza diversa
e con cultura diversa.
Il Centro TROVAMICI, intende proporsi al tempo stesso come luogo
di studio, di gioco e di divertimento, come spazio di ricerca,
di progettazione, di produzione e di ricostruzione di saperi,
caratterizzandosi come intervento educativo basato sul fare e
sul sapere conquistato. Le attività di laboratorio si
configurano così quali opportunità di imparare
dall'esperienza diretta, come produttori dinamici di conoscenze,
capaci di offrire itinerari cognitivi fruibili sia da soggetti
in età scolastica, sia dall'utenza territoriale giovanile-adulta-anziana.
I presupposti
La questione dell'infanzia non si pone più da tempo solo
ed esclusivamente come questione assistenziale, ma anche come
questione educativa e formativa.
L'educazione e la formazione, sin dalla prima infanzia, oltre
che compito primario delle famiglie, che a ciò devono
essere opportunamente aiutate, sono compiti di interesse pubblico.
La qualità della formazione che una persona riceverà
nel corso della sua vita dipenderà sempre di più
dalla qualità dell'educazione che avrà ricevuto
nella prima infanzia. Per questo, accanto ai servizi tradizionali
come il nido o la scuola dell'infanzia occorrerà pensare
a servizi meno strutturati o rigidi che siano in grado di allargare
le occasioni di socializzazione tra bambini, e tra gli adulti
(non solo educatori) e i bambini.
La scuola e la formazione sono forze propulsive capaci di concorrere
al cambiamento della nostra società. Il tema della formazione
è un punto nevralgico della più ampia questione
culturale moderna.
Nelle moderne società sviluppate non c'è più
la netta separazione tra tempo della formazione, del lavoro e
tempo libero. I tempi della formazione, fino a qualche anno fa
circoscritti rigidamente all'età evolutiva e al tempo
scuola, tendono a coincidere con l'intero arco della vita. Perfino
nel mondo del lavoro, per mantenere l'occupazione, occorre una
continua formazione professionale.
I giovani sono soggetti portatori di diritti, primo tra tutti
quello alla formazione ed al lavoro, ma essi devono essere sempre
più soggetti protagonisti dei processi di apprendimento
e non solo "terminali" passivi del sistema di insegnamento.
Si pone per queste categorie di cittadini il problema di spazi
e luoghi per attività di socializzazione positiva, in
cui ritrovarsi per fare qualcosa insieme.
L'obiettivo generale verso cui i servizi comunali tendono non
è la formazione del cittadino, bensì l'elevazione
delle conoscenze e delle capacità critiche, la crescita
della sua autonomia di scelta e di giudizio, per contribuire
a sviluppare i suoi interessi culturali, nella consapevolezza
che questi sono i valori fondamentali a partire dai quali diviene
possibile realizzare uno studio veramente democratico della comunità
locale e nazionale.
La questione formativa in età adulta e l'educazione permanente
rappresentano un altro campo di intervento da non sottovalutare.
Tale intervento formativo è contraddistinto dai seguenti
caratteri:
FARE CULTURA
a) fare cultura non significa soltanto dispensare dall'alto idee
elaborate altrove, che si sovrappongono all'esperienza reale
vissuta quotidianamente dalla gente, ma significa anche promuovere
fatti culturali espressione di un'originale attività culturale
a base locale.
CONVIVENZA
b) se la cultura è un fatto sociale, e la convivenza sociale
ha un carattere intimamente pluralistico, l'agire culturale dei
servizi comunali si ispira al criterio del pluralismo, inteso
come massima circolazione di tutte le idee e di tutti gli orientamenti,
come spirito di tolleranza e rifiuto di ogni integralismo, come
sforzo di ricerca e di riconoscimento degli elementi di verità
presenti in ogni prospettiva di pensiero.
SOLIDARIETÀ
c) promuovere una cultura dell'accoglienza, della tolleranza
e della solidarietà, al fine di favorire l'integrazione
dei disabili e l'integrazione fra culture, razze e popoli diversi
per prevenire fenomeni di disagio e di emarginazione e promuovere
lo sviluppo di una cultura della diversità. Sarà
importante valorizzare il gioco e la creatività come importante
strumento di conoscenza, ma anche come mezzo di aggregazione
e come spazio di espressione della individualità e delle
capacità di ognuno.
DROP-OUTS
d) affrontare il problema del disagio scolastico, che non trova
solo nella scuola le sue motivazioni, nella consapevolezza che
l'inserimento/integrazione di soggetti "diversi" deve
avvenire in contesti di normalità, per non creare nuove
diversità.
PARTECIPAZIONE
e) dare vita a modelli gestionali che rifiutino ogni accentramento
burocratico-amministrativo, aprendosi a forme di gestione sociale
che valorizzino l'associazionismo culturale come forma organizzata
di partecipazione.
Le finalità
Le attività del centro si rivolgono sostanzialmente ai
bambini e ragazzi e ai loro familiari cercando di vedere gli
uni e gli altri calati nelle differenti situazioni che gli stessi
soggetti vivono quotidianamente, e fornendo loro occasioni diversificate
di incontro e attività: per i bambini come scolari ma
anche come figli o come gruppo di amici, per gli adulti come
genitori ma anche come persone con interessi diversi.
Prima infanzia
a - offrire un'opportunità educativa per la prima infanzia
di tipo modulare e flessibile, integrativa del servizio di asilo
nido e capace di rispondere alle nuove esigenze della famiglia,
intitolate essenzialmente alla richiesta di sostegno e di contributo
in merito alle pratiche di crescita del bambino. Una opportunità
da vivere insieme bambino ed adulto (sia esso genitore, nonno,
baby sitter, zio,...);
Scuola
b - ricomporre la frammentarietà del sistema formativo
e creare una continuità fra scuola ed extrascuola fornendo
una cornice unitaria all'intervento formativo dell'Amministrazione
Comunale organizzare occasioni di integrazione educativo-didattica
per la scuola materna, la scuola dell'obbligo e la scuola media
superiore e i progetti formativi da esse promossi.
Adolescenti
c - predisporre itinerari d'esperienza extrascolastica per adolescenti
di tipo aggregativo e socializzante, al fine di promuovere la
costruzione di una coscienza di sé e, solo in seconda
istanza, allo scopo di consentire l'acquisizione
di determinate conoscenze, abilità o competenze;
d - garantire il diritto per tutti i ragazzi all'uguaglianza
delle opportunità formative;
e - offrire situazioni di normalità a ragazzi in situazioni
di svantaggio (culturale, sociale, fisico, psichico, ....)
Giovani
f - Rivolgere un'attenzione privilegiata ai giovani, offrendo
occasioni di aggregazione intorno ad interessi comuni e facilitando
la costruzione di una solida coscienza di se'.
Famiglie e adulti
g - fornire alle famiglie con figli piccoli e meno piccoli occasioni
per potersi incontrare, tessere relazioni e confrontarsi in merito
al tema bambino, ragazzo, adolescente, anche al fine di recuperare
o potenziare uno spazio privilegiato con esso;
h - creare un luogo di dibattito psicopedagogico e di formazione
permanente intorno a tematiche dell'età evolutiva, ma
anche un luogo di confronto non specialistico fra adulti.
Il pubblico
Il Centro TROVAMICI si caratterizza per la diversificazione
delle proposte tale da raggiungere, in modi diversi, un'utenza
diversificata. Abbiamo, quindi, proposte di:
- situazioni destinate ai bambini e adulti insieme nell'area
piccolissimi
Molti bambini vivono, isolati, situazioni di profonda solitudine,
quasi in cattività, separati dal mondo dei grandi e circondati
da beni che non appagano il loro bisogno di fare, conoscere,
capire.
Il timore di far vivere al bambino situazioni
di carenza affettiva e di solitudine, unito ad una certa dose
di inesperienza della coppia e agli impegni lavorativi, degenera
talvolta nella iperprotezione, altrettanto dannosa in quanto
impedisce al bambino di costruirsi una identità e un'
autonomia personale a proprie spese, di crescere e imparare sbagliando
e vivendo "in proprio" le esperienze.
C'è bisogno però anche di uscire dall'isolamento
familiare, determinato dalla frenetica vita quotidiana, dal doppio
ruolo totalizzante della figura femminile madre e lavoratrice,
dal rapporto esclusivo genitori - figlio, che non consentono
spazi e tempi da dedicare a sé, ai propri interessi, alla
socializzazione. Né, d'altra parte, è offerta alla
coppia l'opportunità di condividere le più importanti
fasi della crescita del bambino, in ambiente a ciò predisposto,
o di condividere la stessa responsabilità educativa con
altre figure. Così risulta determinante, se vogliamo far
crescere la consapevolezza del ruolo formativo della famiglia
e farla uscire dal proprio isolamento, creare dei punti di riferimento
stabili e riconoscibili, spazi privilegiati di incontro e di
confronto fra nuclei familiari e fra generazioni diverse.
La riflessione più interessante scaturisce comunque dalla
possibilità che l'adulto ha di condividere questa esperienza
educativa con il bambino, raggiungendo un livello di sensibilizzazione
più consapevole verso i problemi dell'infanzia che spesso
si traduce in una ridefinizione del proprio stile educativo.
Un rilevante contributo alla crescita di una cultura dell'infanzia
è testimoniato ed espresso dalla richiesta di momenti
di confronto con gli educatori, di opportunità di incontro
fra nuclei familiari, di condivisione di progetti e di partecipazione
costruttiva;
- situazioni destinate a bambini, ragazzi, giovani, adulti,
anziani nei laboratori
Il modello di vita sociale che stiamo vivendo non riconosce al
bambino e all'adolescente la stessa dignità dell'adulto.
A causa del loro continuo divenire spesso non vengono considerati
neppure categorie della società, ma una condizione da
superare per raggiungere l'età adulta. La
loro presenza non è mai vista come un ulteriore momento
di crescita e di arricchimento reciproco, ma esclusivamente come
oggetto passivo verso cui rivolgere tutte le attenzioni da parte
dell'adulto.
Appare, allora, alquanto importante attivare seri progetti che
considerino il bambino/ragazzo ed i più deboli non come
specie da proteggere, ma come cittadini con i loro diritti e
tanti bisogni da soddisfare.
La conflittualità del rapporto adolescenti-genitori, constatato
spesso anche all'interno della struttura, ci ha imposto un ripensamento
sulla qualità di questo rapporto e ci ha rafforzati nella
convinzione che era necessario diventare uno strumento di conoscenza
e uno spazio per il recupero di relazioni talvolta anche deteriorate.
Così si sono organizzate attività di tipo laboratoriale
che prevedono la partecipazione di età molto diverse (adolescenti-adulti-anziani),
con l'intento di offrire modalità relazionali inesplorate
e modelli educativi diversi.
C'è bisogno però anche di uscire dall'isolamento
familiare, determinato dalla frenetica vita quotidiana, dal doppio
ruolo totalizzante della figura femminile madre e lavoratrice,
dal rapporto esclusivo genitori - figlio, che non consentono
spazi e tempi da dedicare a sé, ai propri interessi, alla
socializzazione. Né, d'altra parte, è offerta alla
coppia l'opportunità di condividere le più importanti
fasi della crescita del bambino, in ambiente a ciò predisposto,
o di condividere la stessa responsabilità educativa con
altre figure. Così risulta determinante, se vogliamo far
crescere la consapevolezza del ruolo formativo della famiglia
e farla uscire dal proprio isolamento, creare dei punti di riferimento
stabili e riconoscibili, spazi privilegiati di incontro e di
confronto fra nuclei familiari e fra generazioni diverse;
- situazioni destinate ai giovani e agli adulti
Interessante è stato lo scenario che si è dischiuso
sul mondo degli adulti, in particolare delle donne, che hanno
trovato nelle attività del Centro un'opportunità
per riappropriarsi di momenti relazionali e di tempo libero sempre
più compressi dal lavoro e dalla famiglia.
L'intervento del Centro TROVAMICI nei confronti degli adulti
deriva dalla consapevolezza che l'educazione interessa tutto
l'arco della vita e che l'età adulta anziché un
traguardo da raggiungere deve considerarsi ancora una fase di
trasformazione, in cui si rimettono in discussione e si rivedono
modi, ormai acquisiti, di essere, di pensare, di sentire, di
relazionarsi.
È necessario che l'adulto non perda i suoi contatti con
il mondo del conoscere e non si impoverisca intellettualmente
distaccandosi sempre più dal desiderio di apprendere e
di fare; così é importante che anche questa età,
come l'adolescenza, viva i suoi momenti critici e di smarrimento.
Sarà allora opportuno predisporre interventi di tipo socioculturale
che mettano a disposizione dell'adulto strumenti in grado di
aiutarlo a superare i cambiamenti e soprattutto che facciano
riscoprire il desiderio di continuare ad imparare, ad approfondire
e migliorare le conoscenze, per continuare quel processo di "crescita"
che non si conclude con l'adolescenza.
Il Centro TROVAMICI si propone di offrire agli adulti la possibilità
di riorganizzare in senso formativo il proprio tempo libero,
con un sistema di iniziative che si ispira alla discontinuità
e alla flessibilità, tenendo sempre ben presenti i problemi
e gli impegni che la condizione adulta comporta (in quanto genitori,
lavoratori, ...). Nello stesso tempo la sua organizzazione è
in grado di garantire la continuità e la sicurezza di
poter accedere a queste risorse nel momento in cui sarà
nuovamente possibile.
Questo sistema di iniziative é costituito da laboratori
appositamente predisposti in cui l'esperienza educativa diventa
visibile, programmabile e valutabile ed in cui l'adulto si riscopre
capace di fare, di giocare, di socializzare, di progettare, Sempre
più pressante, è infatti la ricerca di occasioni
di attività oltre il lavoro, in cui dare risposta ai propri
interessi e stabilire nuovi rapporti umani, superando i pericoli
della solitudine e dell'isolamento che colpiscono anche gli adulti
e recuperando il diritto al gioco, che è anche dei grandi.
Per questo il laboratorio deve essere inteso, innanzitutto, come
situazione di scambio, di incontro e di relazione fra adulti
e fra generazioni diverse, oltre che come luogo in cui sperimentare
interessi diversi da quelli praticati nella vita quotidiana,
lontani dal successo professionale e dal profitto;
- situazioni destinate alla famiglia
Prioritaria e trasversale a tutta l'attività del Centro
è l'attenzione rivolta alla famiglia.
Di fronte al mutamento delle tipologie familiari ed all'impossibilità
di confrontarsi con modelli prevedibili e collaudati, facendo
leva sulla flessibilità strutturale e sulla capacità
di modificarsi insita nella famiglia, si rende sempre più
necessaria una attività di formazione dei genitori, che
contribuisca a dar vita ad un dibattito culturale e a far crescere
negli stessi la consapevolezza delle capacità e delle
risorse a disposizione, piuttosto che a fornire nozioni e modelli
educativi.
Queste considerazioni evidenziano l'urgenza di promuovere attività
di formazione rivolte alla famiglia che, anziché proporre
nozioni e modelli educativi perfetti, aiutino i genitori a ridiscutere
il proprio impegno educativo, ad accrescere le proprie conoscenze
relativamente allo sviluppo del bambino, per poter compiere scelte
appropriate.
Sarà importante consentire
ai genitori e agli adulti che si occupano del bambino di vivere
insieme a lui momenti significativi della sua formazione per
confrontarsi con lui e con gli altri adulti, per trovare soluzioni
ad un modo nuovo e più attivo di essere genitori.
Il sempre maggior numero di frequenze nell'Area 0-3 e negli Spazi
gioco testimonia il bisogno inespresso, ma esistente, di servizi
educativi più condivisi e partecipati rispetto a quelli
tradizionali.
C'è poi il disagio di un'intera generazione, quella adolescenziale,
che non trova risposte esaurienti ai bisogni di comunicazione,
di conoscenza, di identità, espressi spesso in modo incomprensibile
per gli adulti.
La conflittualità del rapporto adolescenti-genitori, constatato
spesso anche all'interno della struttura, ci ha imposto un ripensamento
sulla qualità di questo rapporto e ci ha rafforzati nella
convinzione che era necessario diventare uno strumento di conoscenza
e uno spazio per il recupero di relazioni talvolta deteriorate.
- situazioni destinate agli anziani
La vecchiaia è emarginata, tolta come è dal ciclo
produttivo quando è ancora piena di vitalità, quando
è ancora in grado di spostare i propri interessi dalla
famiglia alla società.
Così i nonni si trovano relegati tutt'al più al
ruolo di custodi dei nipoti.
Il mito della produttività e dell'individualismo hanno
tolto spazio all'aiuto reciproco, hanno annientato il valore
dello scambio di conoscenze aumentando la solitudine delle persone
anziane anche autosufficienti.
Spesso, infatti, l'anziano
è anche senza un nucleo familiare perché il mutamento
avvenuto nel mondo del lavoro ha modificato profondamente la
struttura familiare ed ha portato alla separazione di abitazione
fra genitori e figli, al deterioramento di un rapporto di confidenza,
di rispetto, di amore tra vecchio e giovane.
Il Centro TROVAMICI si propone di ristabilire un legame prezioso
per entrambi, in quanto mira, recuperando un ricco patrimonio
di professionalità, a riappropriarsi del ruolo che la
figura del nonno ha svolto nella famiglia allargata. Nello stesso
tempo contribuisce a ridare un senso alla vita dell'anziano inserendolo
a contatto con altre generazioni, disponibili a fare tesoro delle
sue esperienze e a stabilire nuove relazioni.
Numerosi sono anche i nonni che frequentano con i nipoti gli
spazi del Centro e che trovano in questa opportunità un
sostegno al loro compito di educatori, percepito spesso con senso
di inadeguatezza;
- situazioni destinate a gruppi classe
Il Centro TROVAMICI si propone di stimolare un positivo confronto
tra forze sociali e istituzioni, di porle in rapporto dialettico
tra loro, introducendo metodi di intervento educativo diversi
che, accanto all'aspetto cognitivo, prevedano anche il recupero
di quello affettivo e di quello ludico. Si propone poi di creare
un rapporto tra bisogni, risorse e risposte: rapporto in cui
la scuola dovrà essere l'interlocutore privilegiato.
È evidente lo scollamento che esiste ancora tra scuola
e società: la prima non riesce ad educare al cambiamento
e alla flessibilità che la seconda richiede.
La creazione di situazioni di
raccordo tra momenti scolastici ed extrascolastici dovrà
essere la centralità di una politica formativa globale,
di un progetto educativo in cui razionalizzare e capitalizzare
le risorse del territorio da proporre anche alla scuola, che
preveda la partecipazione di diversi soggetti all'azione educativa
e che sia garante della continuità e dell'uguaglianza
delle opportunità formative.
Nuove richieste provengono dalla scuola, al fine di favorirne
l'innovazione: teatro, musica, audiovisivi, informatica, costituiscono
un supporto ormai insostituibile all'attività didattica.
I laboratori del Centro TROVAMICI nascono così con l'intento
di creare un centro educativo da rivolgere anche alla scuola,
in stretto rapporto con il lavoro scolastico del quale vogliono
essere supporto e luogo di approfondimento, un ponte tra scuola
e territorio in un rapporto di interazione dialettica.
I laboratori, così, si configurano come produttori
dinamici di conoscenze che consentono:
- la realizzazione di percorsi didattici proposti dal Centro,
fruibili dai diversi livelli scolastici, con la partecipazione
degli insegnanti;
- la progettazione e l'impostazione di percorsi personalizzati
e modulari composti in unità didattiche fruiti e recepiti
dai gruppi-classe in sintonia con il lavoro scolastico.
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