Le origini di Namur si devono ad un vicus romano sorto nella zona che separa la sambre dalla Mosa, prima della loro confluenza. Il castrum di Namur appartenne ai conti Lommes e dette poi nome a tutta la contea. Nel X secolo, con il diffondersi dei traffici commerciali dovuti alla navigazione fluviale e all'industria dell'ottone, l'antico vicus si trasformò in un importante nucleo commerciale, rilevante anche sul piano militare per la sua posizione. Per il notevole sviluppo raggiunto, Namur è costretta più di una volta ad aggiungere recinti murari a quelli già esistenti. Si ricordano mura alzate nell'XI secolo, nel XII secolo e nel XIV secolo. Dopo un periodo di decadenza, dovuta allo spostamento dei flussi commerciali, viene di nuovo fortificata nel XVI secolo, durante le guerre tra Francia e Spagna, per opera di ingegneri militari italiani come Scipione Campi e il marchese Federico Ghisleri. Alla fine dell'Ottocento la città viene trasformata in un grandioso campo trincerato, violentemente bombardato nel corso della I guerra mondiale e quasi distrutto dai tedeschi.
L'architettura tipica di Namur è quella del XVII e XVIII secolo. Tra gli edifici storici spiccano: la cattedrale di Saint Aubain in stile classico, la chiesa barocca di Saint Loup, il Museo Aecheologico, situato in un pittoresco edificio del 1588, il palazzo del Governo provinciale e la cittadella con i resti del castello medievale, ora parco comunale.
Solo recentemente la città si è espansa sulla riva destra del fiume con sobborghi industriali. La confluenza dei due fiumi fa convergere a Namur un fitto traffico fluviale e numerose linee ferroviarie che la collegano a Parigi, Bruxelles, Liegi.
La città è mercato di prodotti agricoli e di bestiame. Oltre alle industrie meccaniche ed alimentari di piccole dimensioni vi sono attività artigianali come la lavorazione del cuoio e la fabbricazione di coltelli.
Namur, capoluogo dell'omonima provincia, ha 33000 abitanti. (versione francese)