Progetto "RECUPERO MERCE"

STORIA
   Constatando con mano gli enormi sprechi che la grande distribuzione era costretta a subire per le ferree regole della perfezione dei prodotti venduti e delle loro confezioni, i dipendenti Coop ravvisarono l'esigenza di segnalare questa disfunzione alla Sezione Soci Coop affinché si attivasse una modalità di recupero. Era il 1998 quando il "Recupero Merce" ha mosso i primi passi, da una idea semplice e ricca di significati, volta a riutilizzare gli ingenti quantitativi di merce, ancora integra sotto il profilo igienico, ma non più idonea alla vendita.
   La convinzione della bontà dell'idea non era di per sé sufficiente ai volontari della Sezione Soci Coop per intraprendere un cammino rivelatosi lungo e ricco di soddisfazioni. Ecco perché dopo un ampio appoggio consolidatosi intorno alla Coop i volontari della Sezione Soci ritennero opportuno coinvolgere nell'idea anche l'interlocutore pubblico nella fattispecie il Comune di Empoli. Avvenivano così i primi contatti con l'Amministrazione Comunale per sondare il grado di interesse che si è sempre dimostrato elevato sin dai primi tempi salvo le difficoltà nel tradurre in operatività una idea che coinvolge trasversalmente tutta la struttura tecnica del Comune.
   Ottenuto l'appoggio del Comune i volontari della Sezione Soci Coop hanno guardato con lungimiranza alle potenzialità e al conseguente impegno che sarebbero scaturiti quando l'attività di recupero fosse partita. E' così che dando un esempio di integrazione e coordinamento tra no-profit sono iniziati i contatti con le più grandi associazioni del Volontariato del nostro Comune e non solo (Misericordia, Pubbliche Assistenze, Auser Filo d'Argento, Caritas e i Comuni di Montelupo Fiorentino e Lastra a Signa) che con la loro partecipazione convinta hanno permesso di strutturare il progetto. Il valore più alto è di aver messo in moto una macchina che funziona con il volontariato che tenacemente ha lavorato per costruire rapporti fra le associazioni nello spirito civile della cooperazione e della collaborazione reciproca ottimizzando risorse umane ed economiche.
   Dopo la fase preparatoria, appena descritta, l'attività comincia nel 2000 a produrre i primi risultati concreti attraverso l'individuazione di un magazzino comunale adibito allo stoccaggio dei prodotti alimentari ritirati dal commercio mediante automezzi comunali. L'attività di ritiro dai supermercati Coop di Empoli non aveva una precisa organizzazione e questo si evidenziò come uno dei problemi da affrontare come si capì altresì che altri supermercati Coop della zona potevano aderire all'iniziativa.
   Nuovi incontri ebbero luogo tra rappresentanti dei volontari ,che nel frattempo erano cresciuti, e rappresentanti delle istituzioni per tentare di regolare l'attività del Recupero Merce che raccoglieva non solo prodotti alimentari (scatolame, biscotti, latte, pasta ecc.) ma anche prodotti extra-alimentari (biancheria, pantaloni, maglie ecc.). Emergeva anche la necessità di certificare dal punto di vista igienico sanitario gli alimenti e il loro stato di conservazione, oltre all'importanza di tenere un minimo di contabilità per la merce che entra e che esce dal magazzino.
   Siamo arrivati così, alla stipula della convenzione, a fine del 2002, che raccoglie tutte le istanze provenienti dalla prima applicazione pratica del "Recupero Merce".

ATTIVITA'
   L'attività del progetto "Recupero Merce" consiste nel ritirare da cinque supermercati Coop e dall'Ipercoop le merci imperfette. In gergo tecnico si chiamano "rotture ed avarie", e nel conto economico delle aziende vengono inserite nel lato delle passività. In sostanza si tratta di migliaia di prodotti invendibili per difetti di confezionamento o per magagne del tutto insignificanti dal punto di vista del prodotto. Non vi sono merci deperibili, ma lattine, scatolette o confezioni multiple di cui si è rotto un solo pezzo durante il trasporto. Inoltre vi sono prodotti per l'igiene della casa e della persona, pantaloni a cui si è staccato un bottone, giocattoli con una confezione "impresentabile".
   Tutta le merce viene ritirata, gratuitamente, da Publiambiente S.p.A. una volta la settimana ed è portata nel magazzino di proprietà comunale dove i volontari curano le operazioni di immagazzinamento.
   Dopo un accurato controllo igienico - sanitario i prodotti sono consegnati dai volontari agli enti assistenziali della zona che fanno richiesta al Servizio Sociale del Comune previa compilazione di un modulo.

   Ripercorriamo le fasi salienti, con l'aiuto di immagini, dalla raccolta nei supermercati allo stoccaggio:

Foto 1: La merce viene ritirata da Publiambiente nei supermercati della Coop
Foto 2: La merce viene messa dentro appositi contenitori per uso alimentare per rendere più agevole il trasporto e lo stoccaggio nel magazzino comunale
Foto 3: I contenitori arrivati nel magazzino comunale, grazie a Publiambiente, sono pronti per essere presi in consegna dai volontari
Foto 4: La merce raccolta è tanta ed in ottime condizioni
Foto 5: Inizia il lavoro dei volontari. Classificare la merce arrivata ed essere pronti per la distribuzione agli enti assistenziali che ne fanno richiesta

IL PUNTO AD OGGI
   Il "Recupero Merce" coinvolge numerosi soggetti che a vario titolo hanno sottoscritto la convenzione che regola tutta l'attività:
- le associazioni di volontario della zona (Auser Filo d'Argento, Venerabile Misericordia, Pubbliche Assistenza, Caritas) che si occupano, come abbiamo visto, delle operazioni di stoccaggio della merce e della distribuzione;
- Publiambiente S.p.A. che cura il prelievo della merce dai supermercati e la consegna nel magazzino comunale;
- Unicoop Firenze al momento soggetto conferente;
- Ausl11 per le certificazioni igienico sanitarie;
- Cooperativa sociale Futura (cat. B) per la gestione contabile del magazzino

   Il 6 novembre 2006, dall'unione delle associazioni promotrici del recupero merce, nasce l'Associazione ONLUS RE.SO (Recupero Solidale).

   Questa imponente macchina organizzativa permette di recuperare c.a. 2.000 Kg di merce al mese, che altrimenti andrebbe in discarica, e di ridistribuirla ai bisognosi della zona con una ricaduta positiva sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista ambientale.

   La merce che non viene richiesta dagli enti assistenziali viene smaltita attraverso fiere di beneficenza o iniziative che coinvolgono la scuola al fine di sviluppare nei giovanissimi una cultura del recupero. E' importante, a questo proprosito, evidenziare come da una semplice attività di raccolta di prodotti apparentemente difettosi possa affiorare con chiarezza e semplicità un messaggio teso a far comprendere i vantaggi sociali del recupero.