FONDAZIONE TOSCANA SPETTACOLO
COMUNE DI EMPOLI
martedì 31 ottobre, ore 21
L'UOMO, LA BESTIA
E LA VIRTÙ
Recensione
Leo Gullotta torna alla prosa con una delle commedie di Pirandello più rappresentate e meglio accolte dal pubblico, probabilmente per le sue esteriori apparenze di pochade che ne nasconde l'intima drammaticità e il suo più valido e intrinseco significato: quello di una satira graffiante delle ipocrisie e del perbenismo borghese, satira che la rende attuale ancora oggi a quasi ottantacinque anni di distanza. La commedia, tratta dalla novella Richiamo d'obbligo fu messa in scena per la prima volta nel maggio del 1919 dalla compagnia di Antonio Gandusio.
L'intreccio, che ricorda per certi versi la Mandragola e la novellistica classica, è molto semplice. Il "trasparente" professor Paolino (l'uomo), un insegnante onesto e rispettabile che dopo aver reso madre "la virtuosa signora Perella" durante una delle frequenti assenze del marito ammiraglio (la bestia), costringe quest'ultimo, infedele e insensibile al fascino della moglie, a compiere - contrariamente al suo solito – il proprio dovere coniugale: mezzo per raggiungere tale scopo una torta afrodisiaca appositamente preparata.
In un susseguirsi di scene non prive di angosciosa suspence per i due amanti, la vis comica di Pirandello emerge pienamente: il nascituro avrà un padre legittimo, la virtù della signora Perella e la rispettabilità del professor Paolino continueranno ad essere inattaccabili.