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TERRE E ROCCE DA SCAVO: UNICO ITER PROCEDURALE PER I COMUNI DEL CIRCONDARIO

I Comuni del Circondario hanno approvato un iter comune, e la rispettiva modulistica, al fine di applicare le modifiche all'art. 186 del D.L. che riguarda il riutilizzo di terre e rocce da scavo.

Tutti coloro che intendono riutilizzare terre e rocce da scavo quali sottoprodotti escludibili dal regime dei rifiuti, devono presentare un’apposita domanda nel rispetto di alcune condizioni, che elenchiamo di seguito:

- il riutilizzo deve avvenire all’interno di interventi e opere preventivamente individuati e definiti;

- il riutilizzo deve essere certo fin dalla fase di produzione;

- il riutilizzo integrale deve avvenire senza trattamenti e trasformazioni preliminari per soddisfare i requisiti merceologici e di qualità ambientale;

- deve essere garantito un elevato livello di qualità ambientale;

- terre e rocce da scavo non devono provenire da siti contaminati o sottoposti ad interventi di bonifica;

- il materiale da riutilizzare deve essere compatibile con il sito di destinazione;

- deve essere dimostrata la certezza del riutilizzo.

Nel caso di riutilizzo delle terre e rocce nell’ambito della realizzazione di opere o attività soggette a permesso a costruire o a denuncia di inizio attività, la domanda deve essere presentata contestualmente alla pratica edilizia, sottoscritta dal soggetto interessato e dal tecnico competente incaricato.

In particolare, per i progetti di utilizzo che sono stati autorizzati o sono in corso di realizzazione prima del 13 febbraio 2008, gli interessati devono procedere ad integrare la documentazione con la apposita modulistica presente sul sito del proprio Comune.