Perchè il Chiapas

Pre- Occupiamoci del Chiapas

Iniziative


Il patto di amicizia con San Juan de la Libertad

 
PERCHE' IL CHIAPAS
Il Chiapas è uno Stato della Repubblica Messicana abitato dagli ultimi discendenti Maya.
La regione è a sua volta abitata da diverse etnie: tzeltal, tzotzil, chol, tojolabal, zoque e mam.
Ogni etnia ha una propria lingua e una propria cultura ma tutte sono accumunate da un grande disagio nelle condizioni di vita. Quasi nessuno ha l'acqua corrente in casa o altri servizi igienici basilari.
Il Chiapas è, all'interno del Messico, un grande produttore di energia elettrica ma solo il 30% delle case possiede la luce e l'80% ha ancora i pavimenti in terra battuta. Produce il 25% della carne del Messico ma il 90% degli indigeni non mangia carne.
Il tasso di disoccupazione è altissimo: il 25%. Ma anche fra coloro che hanno un lavoro solo il 20% arriva a produrre sufficienti quantità di mais e fagioli per l'auto - consumo. Solo nel 1993 sono morte, per le precarie condizioni di vita, 15.000 persone.
In Chiapas si muore di malattie curabili: morbillo, dissenteria, infezioni intestinali. Il 50% dei bambini muore nei primi anni di vita. Il servizio sanitario presenta notevoli carenze: c'è un medico ogni 1500 abitanti.
Il tasso di mortalità delle donne in gravidanza è altissimo. L'86% dei bambini presenta denutrizioni croniche che lasciano danni irreversibili nell'organismo.
Le malattie più frequenti sono: dissenteria, parassitosi, scabbia, infezioni gastrointestinali, respiratorie e alle vie urinarie, tubercolosi, emicrania (soprattutto le donne) e asma (soprattutto i bambini).
Ogni giorno muoiono 140 bambini per fame o per malattie derivate dalla dieta inadeguata.
La base dell'alimentazione indigena è sempre stata fagioli, mais, caffè e cibi derivati dai due legumi principali (tortillas).
Nonostante che l'agricoltura sia la risorsa principale l'80% dei terreni coltivabili sono in mano a grandi latifondisti che difendono le loro terre con eserciti privati (guardias blancas) che non esitano ad esercitare sistematiche violenze sui contadini che occupano le terre.
Un abitante su due, in Chiapas è analfabeta e tutto il sistema scolastico è carente. Le strutture sono poche e pochissimi bambini terminano le scuole elementari: il 70% non finisce nemmeno la prima classe e quasi nessuno arriva alle scuole superiori o all'università.
Spesso i maestri inviati dal governo non sanno la lingua del villaggio. Così gli indigeni in molte zone hanno espresso il desiderio di insegnare ai bambini sia lo spagnolo che la lingua autoctona e richiedono anche che i programmi scolastici prevedano l'insegnamento di materie indigene come la loro storia, i loro diritti, il lavoro collettivo e i contenuti popolari che non rientrano nell'attuale sistema educativo.
Oltre al problema della scarsità dei mezzi, esiste spesso, da parte degli indigeni, anche l'impossibilità di raggiungere le scuole soprattutto per quelli che abitano lontano dai villaggi: infatti il sistema di trasporto è carente e spesso non operativo per i bambini che studiano.
Il Centro per i diritti umani "Fray Bartolomè de Las Casas", nato negli anni ottanta, ben prima della rivolta zapatista, per dare un aiuto agli indigeni e per farli rendere conto dei diritti che erano loro espropriati, è presieduto dal vescovo di San Cristobal Samuel Ruiz che denuncia numerose violazioni dei diritti umani come torture, abusi, di potere, esecuzioni sommarie ed ingiuste, esili forzati, intimidazioni e violenze sui prigionieri e sulla popolazione.
Il centro ha mirato a rafforzare i legami con organismi che si occupano di diritti umani in modo da avere testimonianze di persone esterne dello stato di violazione di essi: sono stati istituiti accampamenti di osservatori che hanno spesso portato testimonianza di gravissime violazioni da parte dell'esercito e dei paramilitari nei confronti delle popolazioni delle comunità.
Nel precario contesto delle popolazioni indigene, nel corso del 1998, ci sono stati disastri naturali che hanno peggiorato ulteriormente le condizioni di vita dei villaggi.
Dei 111 Municipi 38 sono stati colpiti dalle torrenziali piogge di Settembre. Sono morte più di 3000 persone e un milione di abitanti ha perduto molte case e beni.
Ci sono stati moltissimi danni all'agricoltura con migliaia di ettari di colture perse. Il precario stato di ponti, strade, strutture, abitazioni, e il disboscamento selvaggio che le grandi industrie compiono nelle selve del Chiapas, hanno facilitato la devastazione.
Alcuni villaggi sono stati completamente spazzati via e gli abitanti si sono dovuti rifugiare nelle montagne dove per molto tempo sono stati impossibilitati a ricevere aiuti.
La mancanza di viveri ed acqua potabile ha aumentato l'emergenza sanitaria e facilitato la diffussione di epidemie.
Dal 1994 al 1998 si inizia in Chiapas un percorso di autodeterminazione di decine e decine di comunità, che si costituiscono in Municipi Autonomi (forma amministrativa riconosciuta dagli accordi di S. Andres, accordi non ratificati dal governo messicano), non riconosciuti giuridicamente dallo Stato, ma di fatto veri e propri municipi che fanno di una reale democrazia diretta la base per gestire la comunità.

PRE - OCCUPIAMOCI DEL CHIAPAS

Il Comune di Empoli, fin dal 1998, ha stabilito un patto di amicizia e solidarietà con il Municipio autonomo di San Juan de la Libertad. Ha, inoltre, espresso piena solidarietà ai 38 Municipi Autonomi del Chiapas ritenendo la difesa della cultura e della dignità di tutte le comunità indigene del mondo un patrimonio importante per l'intera umanità. Ha condannato la politica genocida del governo messicano impegnandosi per la ripresa delle trattative di pace tra l'EZLN ed il governo messicano per la piena attuazione degli Accordi di San Andrés. Si è impegnato a promuovere iniziative di solidarietà individuando nell'O.G.N. Enlace Civil il referente locale per la progettazione degli interventi.
E' all'interno di queste linee di indirizzo che nel luglio 2000 una delegazione del Comune rappresentata dal vice -Sindaco Massimo Marconcini si è recata in Chiapas ad incontrare i rappresentanti del Municipio di San Juan de la Libertad portando con sé i lavori dei ragazzi di cinque scuole elementari (Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Giosuè Carducci, Dante Alighieri e Jacopo Carrucci) che sono in contatto con alcuni loro coetanei del piccolo stato della federazione messicana.
Della delegazione hanno fatto parte anche rappresentanti del Coordinamento Toscano di sostegno alla lotta Zapatista.
Scopo dell'iniziativa, infatti, è stato quello di avvicinare il più possibile le due Comunità e questo avvicinamento non poteva non cominciare che tra l'incontro dei bambini di Empoli e San Juan de Libertad. Scrivono i bambini di Empoli:"Abbiamo conosciuto i bambini del Chiapas attraverso i disegni che ci hanno inviato,disegni fatti con le poche cose che avevano e che rappresentavano elicotteri, carri armati, uomini morti, soldati, armi e altre cose di guerra. Sprigionavano tristezza. Gli abbiamo mandati i disegni fatti da noi per fargli sapere come viviamo noi. I nostri disegni rappresentavano bambini che giocano insieme e uomini che lavorano tranquillamente. Questa differenza ci ha fatto riflettere. Perché ci devono essere al mondo bambini che vivono in maniera cosi diversa? Ma i bambini non hanno tutti il diritto di vivere bene?"
L'Amministrazione Comunale si è impegnata a favorire il commercio equo e solidale del caffè prodotto dalle Comunità messicane.
Ma gli aiuti che il Comune di Empoli ha messo in campo sono anche di altro genere:
all'interno dei programmi di cooperazione internazionale e partenariato previsti dalla legge regionale n. 17/99 ha chiesto un finanziamento per il progetto "Programma di sostegno ai Municipi Autonomi del Chiapas" in collaborazione con la Provincia di Lucca dove sono previste 3 azioni specifiche:
- Ampliamento della scuola secondaria di Oventic;
- Completamento materiale didattico alle scuole delle 19 comunità del Municipio
Autonomo di San Juan de la Libertad;
- Realizzazione della sede istituzionale del Municipio Autonomo di Lucio Cabanas

Il Comune di Empoli ha trattato la questione Chiapas con un intervento nei confronti dell'allora Ministro degli Esteri Lamberto Dini inviando un documento contenente una relazione dettagliata sulla difficile situazione messicana e sulle azioni intraprese dell'A. C. in favore delle popolazioni, chiedendo l'intervento del Governo italiano per porre fine ai soprusi ed alle violazioni dei più elementari diritti umani.