LE
RAGIONI DELLA CONFERENZA EUROPEA.
La 26° Conferenza di sostegno al Popolo Saharawi (Bruxelles-Borzée
24-26 novembre 2000) ha approvato la proposta di una Conferenza europea
delle città solidali con il popolo Saharawi. Tale proposta nasce
dal riconoscimento del ruolo straordinario che le istituzioni locali
continuano a svolgere nella solidarietà con la causa saharawi,
accanto a numerose associazioni, con le quali la collaborazione è
oltremodo proficua.Tale ruolo merita di essere rafforzato nel momento
in cui la questione saharawi ha visto l'Unione Europea e i singoli governi
poco impegnati nel sostenere il diritto all'autodeterminazione del popolo
saharawi .Abbiamo anzi visto alcuni governi impegnarsi risolutamente
affinchè il piano di pace delle Nazioni Unite venisse abbandonato
a profitto di una "terza via" che, comunque formulata, e la
negazione dei diritto all'autodeterminazione.Dopo l'ultimo rapporto
del Segretario generale delle Nazioni Unite e la risoluzione del Consiglio
di sicurezza il rischio dell'abbandono del piano di pace è fatto
ancora più concreto.In questi anni l'Unione Europea ha raggiunto
nuovi livelli di integrazione sul piano economico e finanziario: la
partecipazione dei cittadini e delle istituzioni a loro più vicine
ha invece sofferto di.gravi
carenze II movimento europeo di solidarietà con il popolo Saharawi,
con la sua straordinaria esperienza di collaborazione tra società
civile e istituzioni locali, può legittimamente ambire a porre
la questione della politica estera e della cooperazione dell'Unione
Europea tra i temi in discussione per costruire un'Europa dei cittadini.Questa
discussione e questo tema hanno il merito di porsi in una dimensione
concreta e non ideolagica che supera gli schieramenti tradizionali delle
forze politiche europee poiché nelle istituzioni locali solidali
con il popolo Saharawi tutte le forze politiche sono presenti. La Conferenza
europea pertanto non ha solo l'ambizione di rafforzare la solidarietà
materiale e la capacità di reagire alle emergenze politiche,
attraverso ordini del giorno e prese di posizione. Tale ambizione, benché
fondamentale, si iscrive in una prassi già largamente in atto
e che necessita caso mai del coinvolgimento di un più grande
numero di istituzioni locali.La grande sfida della Conferenza è
quella di mettere in moto un movimento delle istituzioni locali affinchè,
sul terreno specifico della solidarietà con il popolo Saharawi,
sia riconosciuto il loro ruolo di protagoniste di una politica partecipativa
all'intemo dell'Unione Europea, in particolar modo in materia di politica
estera e di cooperazione, unitamente al movimento delle associazioni
della società civile.
OBIETTIVI
Sostegno al Piano
di pace per un referendum di autodeterminazione e rifiuto di qualunque
altra via che non preveda il diritto all'autodeterminazione del Popolo
Saharawi nel rispetto dell'autentica identità del Popolo Saharawi
e della libertà e della trasparenza del voto.
Rafforzamento dei
patti di amicizia e di gemellaggio tra i comuni, province e regioni
d'Europa e gli accampamenti di rifugiati saharawi.
Promozione di nuovi
patti di amicizia e di gemellaggio.
Sviluppo della
cooperazione e dell'aiuto umanitario delle amministrazioni locali con
gli accampamenti dei rifugiati saharawi.
individuazione
di nuove modalità di solidarietà oltre a quelle già
avviate (soggiorni estivi per i bambini saharawi, carovane di solidarietà,
voli charter)
Creazione di una
struttura permanente tra le città gemellate e solidali con il
Popolo Saharawi.
Rafforzamento della
presenza delle città gemellate e solidali alle Conferenze Europee
(EUCOCO)
