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Claudia Koll
a Empoli: sottoscriverà un'adozione a distanza
Mercoledì 28 agosto 2002,
presso il chiostro degli Agostiniani , via de' Neri (11.30)
Incontrerà i bambini Saharawi ospiti delle associazioni di
Empoli per un soggiorno estivo
La campagna dell'Associazione italiana celiachia per l'adozione
a distanza di 300 bambini Saharawi soggetti all'intolleranza permanente
al glutine
L'attrice Claudia Koll, presidente onoraria dell'Associazione italiana
celiachia, interverrà mercoledì 28 agosto alle 11.30,
presso il chiostro degli Agostiniani, ad un incontro con i bambini
Saharawi celiaci ospiti della nostra città per un soggiorno
estivo e sottoscriverà un'adozione a distanza di un bambino.
L'iniziativa fa parte di una campagna nazionale, promossa dall'Aic,
per l'adozione a distanza di circa 300 bambini Saharawi, ai quali
è stata diagnosticata l'intolleranza permanente al glutine.
Obiettivo della campagna è far sottoscrivere l'adozione a
distanza di tutti i bambini Saharawi celiaci fin qui diagnosticati,
per permettere loro di alimentarsi in modo corretto, con frutta
e verdura e altri alimenti che non contengono glutine.
E' già stato raggiunto il
traguardo delle cento adozioni a distanza e altre 20 richieste sono
arrivate negli ultimi giorni. "Nel Saharawi - spiegano i rappresentanti
dell'Aic -, la percentuale di bambini soggetti a questo tipo di
intolleranza è alta, probabilmente per motivi genetici. Secondo
i dati già raccolti, raggiunge il 5,6%. Le analisi proseguiranno
e si stima che su una popolazione infantile di 43 mila soggetti
si possa arrivare a 2.400 diagnosi di celiachia".
Un'associazione di volontariato,
com'è l'Aic, ha tra i propri scopi anche quello di aiutare
gli altri. Ed è in quest'ottica che nasce il progetto Saharawi,
la grande campagna a livello nazionale di adozione a distanza. Bastano
186 euro all'anno per poter dare ad un bambino Saharawi celiaco
la possibilità di alimentarsi in modo corretto.
I risultati di una dieta senza glutine,
anche per un periodo limitato, sono tangibili: "I bambini Saharawi,
quando arrivano per trascorrere l'estate da noi, hanno tutti i sintomi
classici di chi è celiaco e non segue la dieta - dice Roberta
Castellani dell'Aic di Empoli -. Dopo soli due mesi hanno già
messo su qualche chilo e sono molto più allegri".
Claudia Koll sostiene con il suo
impegno la campagna dell'Aic: "Sono celiaca anch'io - ha dichiarato
- e so bene cosa significa convivere con un'intolleranza che non
ti permette di avvicinarti agli alimenti più comuni, come
il pane e la pasta. Per questo mi impegno in prima persona per i
piccoli Saharawi celiaci, che già vivono in condizioni di
grande disagio nel deserto". L'appuntamento è, come
detto, per mercoledì alle 11.30, presso il Chiostro degli
Agostiniani, in via de' Neri. All'incontro parteciperanno anche
il sindaco di Empoli, Vittorio Bugli, rappresentanti della Provincia
di Firenze e della Regione Toscana; Adriano Pucci, presidente dell'Associazione
italiana celiachia; Sandro Volpe, responsabile del Progetto Saharawi
per la Toscana.
Ulteriori notizie sulla campagna
di adozione si trovano sul sito dell'Aic, www.celiachia.it,
dove sono disponibili i moduli per l'adesione al progetto.
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Per la prima volta
Empoli accoglie i bambini Saharawi
Il 12 luglio 2001 sono arrivati ad Empoli alcuni bambini Saharawi.
Saranno ospitati fino al 6 settembre presso la scuola elementare di
Serravalle insieme ad alcuni coetanei provenienti dalla Bielorussia.
I bambini, affetti da Celiachia, sono stati sottoposti ad un accurato
check-up a cura del reparto pediatria dell'Azienda Usl 11 per stabilire
le loro necessità dietetiche. La loro patologia, causata da
un'intolleranza al glutine, una proteina contenuta in molti farinacei,
richiede infatti un'alimentazione ben calibrata e priva di questo
elemento. Questa intolleranza alimentare, che colpisce un Saharawi
su cento, è causata dalla scarsa varietà di alimenti
disponibile nel deserto e da una forzata dieta a base appunto di farinacei.
Il morbo celiaco, se non opportunamente trattato, può inoltre
innescare altre e più gravi patologie; per questo l'unità
di Pediatria dell'azienda Usl curerà con particolare attenzione
e con esami periodici la dieta dei bambini Saharawi.
Si tratta di un'esperienza di accoglienza nuova per l'amministrazione
di Empoli che, seguendo il consolidato esempio di altre città
toscane, cerca di dare il proprio contributo alla causa di un popolo
il cui desiderio di autodeterminazione sta trovando molti ostacoli
nell'imporsi all'attenzione internazionale. Questo gesto, promosso
in particolare dall'assessorato ai Diritti di Cittadinanza, fa da
preludio alla sottoscrizione di un patto di amicizia e Gemellaggio
con il comune di Auserd, capoluogo di una circoscrizione Saharawi
nell'Algeria meridionale che raccoglie, in sei municipalità
più piccole, circa 100 mila persone.La solidarietà della
Toscana verso i Saharawi riceverà inoltre un forte impulso
dal 28 al 30 settembre prossimi quando, tra Firenze e Pisa, avrà
luogo la Conferenza Europea delle Città Gemellate con il Popolo
Saharawi, alla quale parteciperanno associazioni e personalità
istituzionali ai massimi livelli. In ottobre, quindi, una delegazione
di Auserd raggiungerà Empoli e prenderà parte ad una
seduta aperta del Consiglio comunale che sancirà il legame
tra le due città. Nonostante
l'invasione dell'ex Sahara spagnolo da parte del Marocco e l'inizio
dell'esilio dei Saharawi in tendopoli nel deserto algerino risalgano
al 1975, il desiderio di autodeterminazione di questo popolo non trova
accoglienza nelle sedi degli organismi internazionali. In alternativa,
per far emergere le sofferenze che i Saharawi devono sopportare in
un deserto inospitale ed avviare una soluzione del caso, può
essere utile che gli enti locali più sensibili si attivino
concordemente e sollevino presso l'opinione pubblica il delicato problema
fino a che non sarà più possibile eluderlo. Del resto
l'Onu e l'Italia stessa finora non hanno riconosciuto ai Saharawi
dignità d nazione.Così, fino ad oggi, i Saharawi, continuano
ad essere alle prese con una vita stentata dove la sopravvivenza è
assicurata soltanto da una solidarietà internazionale non ufficiale
ma è messa continuamente in gioco da un territorio disseminato
di mine antiuomo. |