IL QUADRO CONOSCITIVO DEL PIANO GENERALE URBANO DEL TRAFFICO
Con l'avvio dell'attuazione del PRG, Empoli è entrata in una fase di trasformazione urbana.
Il Piano Generale Urbano del Traffico rappresenta lo strumento tecnico-amministrativo, col quale vengono definiti gli interventi generali di organizzazione per il miglioramento delle condizioni della circolazione stradale.
Dallo studio condotto sul territorio di Empoli, è emerso un considerevole aumento del traffico delle auto, che è cresciuto dal 63% al 71% a fronte di un leggero incremento della popolazione, che è cresciuta del 4% dal ’91 al 2001 e di un altro 4% dal 2001 a oggi.
Il Quadro Conoscitivo del Piano Generale del Traffico realizzato per il Comune di Empoli, raccoglie i dati delle analisi effettuate sui flussi veicolari, sulla regolamentazione della sosta ed evidenzia attraverso tabelle e grafici, i dati delle indagini condotte sul tasso di incidentabilità e sui trasporti pubblici nelle 16 sezioni significative individuate e monitorate.
«Con la pubblicazione e l’analisi dei dati raccolti in questi mesi di studio e di rilevamenti sul campo – spiega Antonio Cinquini – compiamo un altro passo verso l’attuazione del Piano Urbano del Traffico. Un passo che rientra nella fase della progettazione, alla quale seguiranno quelle della realizzazione e della verifica dei risultati, e che prosegue nella direzione dell’informazione e del confronto con tutti i cittadini, le categorie, le associazioni del territorio. E anche da questo confronto, come abbiamo già fatto in tutti questi mesi, cercheremo di trarre indicazioni per formulare le migliori strategie e favorire gli auspicati cambiamenti delle abitudini di spostamento dei cittadini. È questa la filosofia con la quale stiamo procedendo nel complesso lavoro di riorganizzazione della viabilità. Mi piace riprendere una bella immagine di Giorgio Gaber: “C’è solo la strada su cui contare, la strada è l’unica salvezza; c’è solo la voglia, il bisogno di uscire…di esporsi nella strada e nella piazza. Perché il giudizio universale non passa per le case, le case dove noi ci nascondiamo, bisogna ritornare nella strada, nella strada per conoscere chi siamo”».