Nel Giorno della Memoria la replica a Mario Tuti. Eleonora Caponi parla per sindaco e giunta:

Come annunciato l’apertura della seduta del consiglio comunale di Empoli di ieri sera, mercoledì 27 gennaio, è stata dedicata ad alcune riflessioni in occa...
Data:

28/01/2016

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  • Comunicato stampa

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EMPOLI – Come annunciato l’apertura della seduta del consiglio comunale di Empoli di ieri sera, mercoledì 27 gennaio, è stata dedicata ad alcune riflessioni in occasione del Giorno della Memoria, che ricorreva proprio in quella data.

Dopo il suo intervento il presidente del consiglio comunale Roberto Bagnoli ha lasciato la parola all’assessore Eleonora Caponi che, oltre alla cultura detiene la delega alla Memoria.

Dopo aver ringraziato i volontari dell’Aned per il loro impegno nelle iniziative di questi giorni, fra questi erano presenti in aula il presidente onorario Sauro Cappelli e Marinella Catagni, l’assessore ha ricordato anche alcuni interventi registrati recentemente in Commissione Pari Opportunità e ha sottolineato le tante similitudini fra i treni piombati, che portavano migliaia di persone nei lager nazisti, e le imbarcazioni che a volte si trasformano in tombe per i migranti, in arrivo da Africa e Medio Oriente e che cercano un luogo di salvezza in Europa.

L’intervento di Caponi è stato però l’occasione da parte del sindaco Brenda Barnini e di tutta la giunta per prendere posizione rispetto alle parole di Mario Tuti, pubblicate da La Nazione ieri 27 gennaio.

«Sento forse l’esigenza a nome del sindaco e della giunta, in questa giornata così importante, - ha detto l’assessore Eleonora Caponi - di prendere fortemente le distanze da quella vergognosa intervista che il terrorista nero Mario Tuti ha rilasciato al quotidiano La Nazione e che è stata pubblicata in questa giornata così sentita. Credo che la nostra presa di distanza sia forte e decisa perché nelle parole di Tuti si legge un disprezzo totale per le famiglie delle vittime, per il dolore che il suo gesto nel 1975 ha portato nelle famiglie. Chi ha avuto modo di ascoltare le testimonianze delle mogli e delle figlie di Falco e di Ceravolo ha ben in mente quali siano state le conseguenze di quel gesto. Anche nella famiglia di Rocca, ferito in quella sparatoria e morto dopo qualche anno.

Prendiamo le distanze per la mancanza totale di rispetto non solo nei confronti delle famiglie ma anche dei colleghi della Polizia di Stato che hanno continuato per anni a organizzare una commemorazione che noi consideriamo doverosa. Non è vero che le commemorazioni sono speculazioni inutili e non è reale neanche l’immagine che Tuti dà di una città che lui non conosce più e che lui non ha diritto di giudicare come città ‘borghese e sorridente’ perché Empoli da quella storia è rimasta profondamente segnata.

Esprimiamo solidarietà alle famiglie e ai quei colleghi che per lunghissimi anni hanno continuato a mantenere viva la memoria dei due colleghi scomparsi. E anche la nostra solidarietà a tutti quegli empolesi che in un momento così drammatico della nostra storia, a metà anni ’70, si strinsero intorno a quelle famiglie e sottolinearono la loro distanza e presa di posizione da un gesto così violento e inaspettato per tutti noi. Perché la storia di questa città non affonda le radici né nella violenza né nel terrorismo».

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Ultimo aggiornamento: 28/03/2024 19:01

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