Prestito a pagamento? La biblioteca Fucini risponde 'no, grazie'

COMUNICATO STAMPA

Empoli, 24 aprile 2004

Contro una direttiva europea che impone agli stati nazionali di tassare il prestito dei libri nelle biblioteche

La Biblioteca Comunale di Empoli aderisce alla campagna europea contro il prestito a pagamento, che vede in prima fila le biblioteche di tutta Italia, contro una misura voluta dall'Unione Europea per tutelare gli editori. E lo fa scegliendo, per l'avvio della campagna, una data significativa, la giornata mondiale del libro e del diritto d'autore (ieri, venerdì 23 aprile), con l'intento di sensibilizzare i cittadini su una misura iniqua.

L'Unione Europea ha aperto un procedimento di infrazione contro alcuni paesi europei, tra cui l'Italia, colpevoli di non aver introdotto la remunerazione degli autori e degli editori per i prestiti effettuati nelle biblioteche pubbliche. Si tratterebbe, a dire di costoro, di un mancato guadagno che ha bisogno di un cospicuo risarcimento. Questa misura si inscrive in un quadro generale che negli ultimi anni ha ridotto i diritti dei lettori e dei consumatori: ad esempio dal 2002 le biblioteche sono costrette a pagare una tassa sulle fotocopie e imporre limiti sulle quantità di pagine da fotocopiare, anche ad uso personale e di studio. Ma della tassa delle fotocopie non si è accorto nessuno: le biblioteche hanno pagato, sacrificando l'acquisto di qualche decina di libri, ma senza far ricadere gli effetti di questa misura sul servizio.

La tassa sul prestito ricadrebbe invece direttamente sul cittadino, mettendo in crisi l'idea stessa di biblioteca pubblica, perpetuando le disparità tra chi può e chi non può permettersi l'accesso ai libri e alla cultura. In Francia la direttiva europea è stata adottata, e paradossalmente va a punire le biblioteche migliori: quelle che producono più servizi e più prestiti. Per la biblioteca di Empoli, con i suoi oltre 70mila prestiti annuali, una soluzione sul modello francese sarebbe disastrosa.

"Le biblioteche hanno un'altra concezione del diritto d'autore: investono in catalogazione, promozione, stoccaggio per permettere agli autori di raggiungere i loro lettori. Esse rappresentano un grande scaffale aperto per l'editoria e per la libertà di informazione. Della loro opinione, vogliamo dire sommessamente ma decisamente, occorrerà tenere conto": è scritto sul manifesto che a Empoli e in tutte le biblioteche della rete REANET (così come in centinaia di altri comuni italiani) i cittadini sono invitati a sottoscrivere, per garantire il diritto di tutti di continuare ad usare liberamente la biblioteca. Un obiettivo assolutamente decisivo, in un paese dove si legge poco, e dove le disparità tra chi sa e chi non sa, tra chi può e chi non può sono tutt'altro che in diminuzione.